Sacchetti biodegradabili a pagamento, ecco l'alternativa. Legambiente: "Non li produce solo un'azienda"

Sacchetti biodegradabili a pagamento, ecco l'alternativa. Legambiente:
Il 2018 è iniziato all'insegna della polemica per i sacchetti di plastica a pagamento da utilizzare per frutta e verdura nei supermercati. Subito tanti veleni e accuse, ma c'è un modo per evitare di dover comprare troppi sacchetti: la borsa a rete, o «net bag» come la chiamano gli americani.




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Su internet la si trova da 1,5 euro a 8 euro, in materiale plastico o corda o cotone biologico. Ma si può trovarla anche nei negozi, oppure farsela all'uncinetto (costo del kit completo, 27 euro). Al supermarket si pesano frutta e verdura sulla bilancia, si infilano i prodotti in borsa e si attacca l'adesivo con il prezzo sulla rete. La scorsa estate la net bag aveva spopolato fra le influencer di Instagram, come borsa da spiaggia e da vacanza. Oggi la vecchia retina delle nonne trova ancora un'altra applicazione, come alternativa alle bustine riciclabili a pagamento.


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Sui social media in questi giorni sono numerose le proteste di consumatori contro le borse di plastica ecologica, definite da molti una ennesima tassa. Per il Codacons è «un nuovo balzello che si abbatterà sulle famiglie italiane, una nuova tassa occulta a carico dei consumatori». Qualcuno parla di un favore politico alla Novamont di Novara, leader nel settore e guidata da una manager vicina a Matteo Renzi, Catia Bastioli.





Sui social c'è anche chi ha postato foto di mele prezzate una ad una per protesta. Molta gente però su internet sostiene la nuova misura e attacca i critici. I sacchetti riciclabili a pagamento vengono visti come un sacrificio irrisorio, a fronte di un vantaggio ambientale innegabile. Quanto alla Novamont, Legambiente ribatte che in Italia si possono acquistare bioplastiche da almeno una decina di aziende.
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Mercoledì 3 Gennaio 2018, 17:52






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5 di 18 commenti presenti
2018-01-12 14:59:36
Ahhh la soluzione è la retina di nonna abelarda! Bene così il supermercato e l'utente prenderà se beccato una bella multa, la leggete tutta la legge? O come al solito chi non sa insegna? Capisco che quello che irrita e l obbligatorietà ed il fatto che dobbiamo pagare da 1 a 4 centesimi a sacchetto, ma a nessuno importa che sulla benzina ci siano ancora 15 centesimi per guerre finite da 90 anni e altro, che ci siano ancora enti inutili che paghiamo, sindaci di montagna che protestano perché i tir dopo una nevicata hanno bloccato strade fatte 100 anni fa a mai ampliate, autostrade che la Germania voleva pagarci è mai realizzate se non dopo 40 anni e lasciate a metà perché l'impatto ambientale era troppo evidente ecc ecc mi fermo perché mi sono cadute le braccia....
2018-01-06 14:10:10
Allora primo e stato dichiarato che moltissime catene nn accettano sacchetti per frutta e verdura non esterni...secondo e stato dichiarato già che il prezzo va in automatico sul codice a barre...terzo ipotizzando 5 euro di borsa sono 500 sacchettini...sempre che non compro il kit da 27 euro che sono 2700 sacchettini....dai ragazzi ste cavolate per 2 centesimi a sacchetto??? Ci sono proteste importanti che nessuno fa e sulle scemenze tutti li pronti a rompere.
2018-01-12 14:10:25
E' il concetto che conta. Vuoi fare ecologia ? VIETI TUTTI gli altri sacchetti e amici come prima. I sacchetti si pagavano prima e si pagano adesso. Soltanto che adesso il popolo sa che puo' spendere da 15 a 30 euro l'anno di sacchettini inutili 8NON riutilizabili). La borsina fighetta la usano i fighetti con la "sguattera del Guatemala" che va a fare la spesa. In un supermercato la merce va verificata e (a volte) ripesata alla cassa, altrimenti sai quanti furbetti ci giocano sopra ?
2018-01-06 09:52:06
È vero che è una tassa che fa indignare ma se il costo fosse stato a carico dei negozianti è supermercati l'avrebbero ricaricata sulla merce a un costo dieci volte superiore. Sarebbe corretto un costo fisso di un centesimo a sacchetto per tutti... visto che è un sacchetto sottilissimo e di breve durata.
2018-01-05 14:17:00
Preferisco i sacchetti Bio che vedere pl'antica disseminata dappertutto lungo le strade . Plastica che finisce in mare e mangiata dai pesci che poi noi umani compriamo. Un antirenzi ma sempre a favore dell'ambiente in cui viviamo e da cui deriva il cibo.