Ue dà ragione all'Italia: danni da riso di Birmania e Cambogia

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La Ue dà ragione all'Italia: danni da riso di Birmania e Cambogia
La Commissione europea chiude l'indagine e dà ragione ai produttori italiani. C'è effettivamente stato un danno economico causato dalle importazioni a dazio zero dalla Cambogia e dalla Birmania. Paesi per i quali ora si potrebbero ristabilire dei dazi. I due Paesi asiatici, infatti, godono del regime di preferenza commerciale europeo secondo il quale possono importare tutto a costo zero, tranne le armi. Queste sono le conclusioni della Commissione europea, che dovrà proporre al voto dei 28 il ripristino dei dazi ai due Paesi asiatici.

L'indagine era stata avviata lo scorso febbraio in seguito a un'istanza presentata dall'Italia, principale produttore di riso dell'Unione con 1,50 milioni di tonnellate. L'Italia aveva incassato il sostegno di altri sette Paesi: Francia, Spagna, Grecia, Portogallo, Ungheria, Romania e Bulgaria. L'inchiesta è partita dal fatto che negli ultimi cinque anni le quote di mercato di riso cambogiano e birmano a dazio zero entrate nella Ue erano salite rispettivamente dal 13% al 21% e dallo 0% al 5 per cento. Come rilevato dalla Coldiretti, nell'ultimo anno in italia erano arivati 22,5 milioni di chili di riso dalla Cambogia e dalla Birmania. Quindi l'obiettivo dell'indagine era stabilire se le importazioni a dazio zero dai due Paesi asiatici avessero causato gravi difficoltà ai produttori europei di riso nell'arco degli anni dal 2012 al 2017.  

La Birmania e la Cambogia, inoltre, sono al centro di un'indagine della Commissione europea per le ripetute violazioni dei diritti umani. L'inchiesta potrebbe portare alla sospensione di tutte le preferenze commerciali applicate dall'Unione.

«È un risulttao importante che riconosce al nostro Paese il danno economico causato dalle importazioni a dazio zero da Cambogia e Birmania e anche il grande lavoro che stiamo portando avanti a sostegno di un settore che per troppo tempo è stato penalizzato. Abbiamo perso oltre il 50% della superficie investita per la coltivazione. Non possiamo più permettercelo. Adesso basta», ha commentato il ministro delle Politiche agricole alimentari, forestali e del turismo Gian Marco Centinaio. 

 
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Martedì 6 Novembre 2018, 12:39






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5 di 7 commenti presenti
2018-11-07 17:57:07
Il famosissimo riso italiano, ma per piacere. C'e' gente che VIVE di marketing. Sveglia, dai.
2018-11-07 08:38:03
Il problema principale sta nel fatto che gli italiani vogliono prodotti, anche alimentari, al più basso prezzo possibile, non chiedono praticamente mai di comprare prodotti di qualità e sani. E un bravo distributore soddisfa i desideri dei compratori, che altro potrebbe fare?
2018-11-07 08:34:57
Ma ci volevano 5 anni per capirlo? Ma non pretendo un ragionamento ma.. un po’ di immaginazione ? Magari pensare prima dì liberalizzare...
2018-11-06 16:55:39
Meglio tardi che mai.
2018-11-06 16:28:37
Voglio dare un aiuto ai leghisti. Abbasso l'Europa i suoi politicanti e tecnici. W il riso Birmano e Cambogiano. Non serve che mi ringraziate.