Sabato 7 Luglio 2018, 08:35

Pensioni, a chi conviene l’uscita con “quota 100”: il piano del governo conviene a statali e lavoratori regolari

PER APPROFONDIRE: pensioni, quota 100, simulazione
Pensioni, chi esce con “quota 100”

di Luca Cifoni

ROMA I correttivi alla riforma Fornero inseriti nel programma di governo hanno costi probabilmente non lontanissimi da quelli preventivati dallo stesso esecutivo (che si è imposto un tetto di cinque miliardi l’anno). Le misure proposte, imperniate sulla cosiddetta quota 100 (uscita dal lavoro con 64 anni di età minima e 36 di contributi) favoriscono però soprattutto i lavoratori con carriere lunghe e stabili, rispetto a quelle più brevi e saltuarie. La stima dei possibili effetti presentata in questa pagina è stata realizzata dalla società Tabula diretta da Stefano Patriarca (fino a poche settimane fa consulente della presidenza del Consiglio proprio sui temi previdenziali). 

LA PROPOSTA
La proposta governativa prevede oltre a quota 100 anche il pensionamento con il solo requisito contributivo (quindi indipendentemente dall’età) per il quale sono richiesti 41 anni e mezzo di versamenti. Nei conteggi sono incluse le ulteriori specificazioni della proposta fatte dal professor Alberto Brambilla, estensore dell’originaria proposta previdenziale della Lega. Si tratta di vincoli che puntano a ridurre l’impatto finanziario del nuovo assetto: ricalcolo contributivo del trattamento previdenziale, limitatamente agli anni che vanno dal 1996 al 2011, per coloro che scelgono la nuova uscita anticipata e possibilità di utilizzare solo due anni di contributi figurativi (salvo quelli per maternità e servizio militare). Inoltre si presuppone che non venga rinnovata l’opzione dell’Ape sociale, voluta dal precedente governo, che permette ma solo fino a quest’anno l’uscita dal lavoro a 63 anni, ma solo per particolari categorie.
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5 di 11 commenti presenti
2018-07-11 23:48:33
io 63enne rimango al lavoro, pero sappiano che sono diabetico, gottoso, reumatico, curato già per due tumori,parkinsoniano, depresso ecc,,se mi chiedono di essere piu efficiente come un trentenne beh..non sono io che ho chiesto di restare ma la signora fornero
2018-07-08 12:52:29
Come si dice, tutto cambi perchè nulla cambi, con la quota 100 le cose dal punto di vista della spesa ell'Inps, rimangono inalterate, come aveva previsto la legge Fornero, con l'aggravante di fare lavorare molto di più i lavoratori precoci, invece quello che preoccupa è la proposta del solito Brambilla di riconteggiare tutte le pensioni a partire dal 1996 con il metodo contributivo, vorrà dire che il 98 % di tutti pensionati avranno una riduzione dell'assegno mensile pari al 10 % , cioè invece di 1300 euro netti ne riceveranno 1170, LASCIATECI LA FORNERO.
2018-07-07 18:59:39
vuoi andare in pensione con 36 anni di contribuzione? basta dargli una pensione adeguata in base ai contributi versati. certo che se allo sytatale gli dai l'ultimo mese magari bello gonfiato il castello di carte crolla subito. sicchè invece di toccare le pensioni d'oro, perchè quelle statali sono tutte d'oro, le aumentano.
2018-07-07 20:29:59
dal 1995 tutti vanno con il contributivo (privati e pubblici), tranne chi aveva maturato a quella data più di 18 anni di contributi. dal 2012 indistintamene vige il sistema contributivo per tutti. Un mese di contributi gonfiati non produce nulla. Non so a quali leggende metropolitane si riferisce. Altra cosa sono i posti occupati vergognosamente a stipendi d'oro da moltissimi dirigenti pubblici (che producono poco o nulla) grazie agli amici politici. Ci sono statali con stipendi da poco più di mille euro al mese.
2018-07-07 22:14:28
molto pochi, purtroppo. non conosco nessun insegnante con una pensione così bassa. e neppure infermieri, impiegati o altro.