Tredicesime, giovedì si parte. La Cgia: «Il Fisco si mangia 11,8 miliardi di trattenute»

Sabato 20 Novembre 2021
Tredicesime, giovedì si parte. La Cgia: «Il Fisco si mangia 11,8 miliardi di trattenute»
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MESTRE - Per i pensionati che la ritirano alle Poste l'operazione scatterà giovedì prossimo, mentre per tutte le persone in quiescenza che la ricevono direttamente sul conto corrente il pagamento è previsto il 1° dicembre. I lavoratori dipendenti e quelli privati, infine, riceveranno l'importo entro Natale. Tuttavia, l'Ufficio studi della Cgia non ha perso tempo e ha già fatto i conti, arrivando alla conclusione che a far festa sarà, in particolar modo, l'Erario. Stiamo parlando delle tredicesime che, rileva la Cgia, quest'anno interesseranno 33,8 milioni di italiani: 16 milioni di pensionati e 17,8 milioni di lavoratori dipendenti. In complesso, i beneficiari incasseranno un ammontare lordo pari a 45,7 miliardi di euro. Se a questo importo sottraiamo gli 11,8 miliardi di ritenute Irpef che finiranno nelle casse dal fisco, nelle tasche degli italiani rimarranno 33,9 miliardi netti.

Grazie alla gratifica natalizia, ovviamente, si spera che a festeggiare siano anche i percettori, i negozianti e le botteghe artigiane. È vero che una buona parte di questa mensilità sarà spesa nel mese di dicembre per pagare la rata del mutuo, le bollette, il saldo dell'Imu/Tasi della seconda abitazione e la Tari (tributo per l'asporto e lo smaltimento dei rifiuti), ma è altrettanto auspicabile che la rimanente parte venga utilizzata per rilanciare i consumi natalizi.

A livello territoriale la Regione che la Cgia indica come quella che presenta il più alto numero di beneficiari della tredicesima mensilità è la Lombardia: tra lavoratori dipendenti e pensionati, le persone interessate saranno poco più di 6 milioni. Seguono i 3,25 milioni di percettori presenti nel Lazio e i 2,95 milioni residenti in Veneto. 

Meglio tagliare l'Irpef che l'Irap

In vista della decisione che dovrà prendere il Parlamento in merito a quale imposta destinare il taglio da 8 miliardi di euro, così come previsto dal disegno di legge di Bilancio per il 2022, l’Ufficio studi della Cgia non ha dubbi: la riduzione deve interessare l’Irpef e non l’Irap. Il taglio dell’Irpef, infatti, eleverebbe le buste paga e le pensioni degli italiani, favorirebbe i consumi e, molto probabilmente, contribuirebbe ad aumentare il fatturato degli artigiani e dei piccoli commercianti che vivono quasi esclusivamente di domanda interna. Destinare il taglio solo all’Irap, invece, premierebbe le grandi imprese, visto che negli ultimi anni alle piccole e alle micro aziende il peso dell’imposta regionale sulle attività produttive è stato alleggerito significativamente. In Veneto, ricorda la Cgia, nel 2020 l’Irpef versata dai contribuenti della nostra regione è stata pari a 15,9 miliardi di euro. Di Irap, invece, le imprese venete hanno versato 1,37 miliardi di euro.

I regali up and down

Tendenzialmente anche quest’anno i generi alimentari dovrebbero confermarsi la tipologia di regalo più diffusa: seguono giocattoli, i libri ed ebook, l’abbigliamento/scarpe e prodotti per la cura della persona. Tra i prodotti che rischiano di non recuperare quanto perso l’anno scorso, a causa delle restrizioni imposte dalla pandemia, spiccano i biglietti per spettacoli, concerti e viaggi. Per contro, non c’è alcun dubbio che i cosiddetti regali “digitali”, che possono essere acquistati senza doversi recare presso i negozi fisici, subiranno un ulteriore aumento. In particolare gli abbonamenti a piattaforme streaming e buoni regalo per acquistare online.

 

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