Trasporto aereo, crollo del traffico nel 2020: oltre 1 miliardo di perdite

Mercoledì 21 Luglio 2021
Trasporto aereo, crollo del traffico nel 2020: oltre 1 miliardo di perdite

Nell'anno della pandemia quello del trasporto aereo è stato tra i settoti più colpiti: nel 2020 le perdite subite dal sistema aeroportuale superano un miliardo di euro. Negli aeroporti italiani l'anno scorso sono transitati poco più di 52 milioni, con un crollo del 72,5% rispetto al 2019 e le perdite subite. Fiumicino, primo aeroporto nazionale, ha segnato un calo del 77,5% e Malpensa del 74,9%. Ma ora si guarda alla ripresa.

 

Numeri pesanti che non sono certo una sorpresa visto lo tsunami che si è abbattuto sul comparto con il Covid 19 e a certificarli è il rapporto 2020 presentato oggi dall' Enac. Un anno nero che ora il settore punta a lasciarsi alle spalle guardando a prospettive di ripresa, nonostante le nuove incognite legate alla diffusioni delle varianti del virus. Nel 2020, il traffico nazionale, con i suoi 25 milioni di passeggeri ha registrato una diminuzione più moderata, -61,1%, rispetto al traffico internazionale, - 78,3%, con un totale di circa 27.700.000 passeggeri. In Italia dopo una prima chiusura ai voli provenienti dalla Cina e dalle zone limitrofe, il traffico aereo ha subìto una drastica riduzione evidenziata in una prima fase nella domanda da parte dei passeggeri e successivamente nell'offerta dei voli. I vari lockdown, nella prima parte dell'anno, hanno portato, in particolare su alcuni aeroporti nazionali, a un fermo pressoché totale dei voli passeggeri. Anche nel 2020 Ryanair rimane saldamente la prima compagnia aerea in Italia.

 

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L'aviolinea low cost irlandese ha trasportato, infatti, 11,8 milioni di passeggeri, quasi il doppio di Alitalia con 6,5 milioni. Entrambe le compagnie fanno registrare una perdita di oltre il 70% di traffico rispetto all'anno precedente. Seguono Easyjet con 3,5 milioni, Wizzair con 1,7 milioni e Volotea con 1,6 milioni. Alitalia guida invece la classifica dei primi vettori operanti in Italia in base al numero dei passeggeri trasportati per traffico nazionale. L'ex compagnia di bandiera ha trasportato 4,3 milioni ed è seguita da Ryanair con 4 milioni. Volotea ha trasportato 1,5 milioni, Easyjet 1,4 milioni. Per quanto riguarda la graduatoria dei primi vettori operanti in Italia in base al numero dei passeggeri trasportati per traffico internazionale, al primo posto c'è Ryanair con 7,7 milioni seguita da Alitalia e Easyjet con 2,1 milioni di passeggeri. Seguono Wizzair con 1,6 milioni e il gruppo Lufthansa con poco più di 1 milione. 

 

In questa situazione, l' Enac ha agito tempestivamente per limitare gli effetti della diffusione pandemica sul settore del trasporto aereo, concentrandosi, in particolare, su una costante informazione ai passeggeri oltre che sul monitoraggio delle compagnie aeree. A causa delle numerose cancellazioni di voli avvenute nel periodo marzo-dicembre 2020, i vettori compagnie aeree hanno ricevuto un numero considerevole di richieste di rimborsi. E su questo l' Enac è intervenuto in più occasioni per richiamare le compagnie al rispetto delle normative anche per quanto riguarda la materia dei voucher e dei rimborsi. «La crisi generata dall'emergenza sanitaria, superando la soglia del normale rischio d'impresa, ha colpito con violenza la totalità degli operatori del settore del trasporto aereo. Il rischio - avverte il neopresidente dell' Enac Pierluigi Di Palma - è che l'intero comparto perda competitività rispetto agli altri Paesi, con effetti gravissimi, in particolare sulla ripresa del turismo, volano essenziale per la nostra economia».

 

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Ma ora si guarda anche alle sfide future. C'è quella, dice Di Palma, di una nuova governance dell'intero comparto aerospaziale che va dall'ultraleggero allo spazio. Serve «un riassetto istituzionale in una visione strategica di carattere duale: troppi sono gli interlocutori ed eccessivamente frammentate sono le loro competenze che comportano un freno ai processi decisionali». E c'è la sfida indicata dal direttore generale Alessio Quaranta incentrata su una «ripartenza che mette al centro il passeggero» e che punta «sullo sviluppo degli aeroporti in un'ottica per quanto possibile green». Per il ministro delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibili, Enrico Giovannini, la parola d'ordine è: fare sistema.

«La ripresa del comparto dopo l'emergenza pandemica e il suo sviluppo futuro dovrà approfittare dell'esperienza adottando una visione più sistemica, al fine di perseguire gli obiettivi di una giusta transizione ecologica e procedere verso la decarbonizzazione, garantire migliori sistemi di sicurezza, una rapida digitalizzazione delle procedure e dei controlli del traffico e maggiore attenzione agli impatti ambientali. È più che mai necessario continuare a riflettere sul significato dello sviluppo del settore in chiave ecologica. Un rilancio del settore che tenga simultaneamente conto degli aspetti economici, sociali e ambientali dovrà prevedere tempi rapidi, dato che il «fattore tempo« è determinante per la competitività rispetto ai competitor».

Ultimo aggiornamento: 22 Luglio, 10:37 © RIPRODUZIONE RISERVATA