Mance, come si fa a tassarle? Ecco come possono entrare nella dichiarazione dei redditi

Per le Entrate è difficile intercettare il nero: gli algoritmi lo scovano se finisce sul conto (come è successo in Costa Smeralda)

Sabato 2 Ottobre 2021 di Andrea Bassi
Mance, come si fa a tassarle? Ecco come possono entrare nella dichiarazione dei redditi
2

La strada è tracciata. Le mance, ha stabilito la Corte di Cassazione, fanno parte della retribuzione e, dunque, devono essere tassate come il resto del reddito. Ma la domanda successiva è: come fare? In una buona parte dei casi, dalle pizzerie, ai bar, ai parrucchieri fino ai tassisti, si tratta di pochi euro che il cliente lascia sul tavolo. Dovrebbe insomma essere il cameriere o chiunque altro riceve la piccola somma a tenerne traccia e a indicarla, poi, nella sua dichiarazione dei redditi. Ma per la natura stessa della mancia, dove lo strumento principe utilizzato sono i contanti, appare davvero difficile che questo possa accadere. In altri casi la strada può apparire più semplice. Ci sono strutture in cui le mance vengono raccolte tutte dai proprietari dei locali e poi divise equamente tra i dipendenti e riversate nelle loro buste paga sotto la voce «erogazioni liberali». Fino ad ora le mance sotto questa dizione le metteva al riparo dalla tassazione. Alla base di questo trattamento c’era una circolare dell’Agenzia delle Entrate, la 3\E del 2018, che escludeva dalla tassazione le donazioni di modico valore, richiamando l’articolo 783 del Codice civile. Insomma, anche le mance erano equiparate a donazioni di modico valore.

Il precedente - Ma il caso del capo ricevimento di un lussuoso albergo della Costa Smeralda, che ha portato alla sentenza della Cassazione, ha dimostrato che le mance non sempre sono di modico valore. In un solo anno il consierge aveva incassato 84 mila euro di mance. Non dichiarate ovviamente. I giudici supremi hanno ricordato che l’attuale articolo 51 del Testo unico delle imposte sui redditi, nel testo post riforma Irpef del 2004, prevede, una nozione onnicomprensiva di reddito da lavoro dipendente, non più limitata al salario percepito dal datore di lavoro. Le mance, insomma, vanno tassate. Come sono tassati del resto il lavoro straordinario o i buoni pasto eccedenti il limite dei 7,50 euro. Ma torna la domanda iniziale: come fare? Per l’Agenzia delle entrate non sarà facile scovare chi non dichiara la mancia. Il capo ricevimento dell’Hotel in Costa Smeralda è stato individuato perché ha versato le somme sul suo conto corrente. Così è scattato l’alert delle banche dati: i soldi depositati erano spropositati rispetto a quelli delle dichiarazioni dei redditi. Ma se le mance sono riscosse in contanti e non transitano sui conti, è difficile che qualche algoritmo dell’Agenzia delle entrate possa accorgersi di qualcosa. Non restano, insomma, che i controlli sul campo. Mandare in giro la Guardia di Finanza a controllare, oltre all’emissione dello scontrino, anche se il cameriere ha ricevuto la mancia. Una strada certo percorribile, ma lo sforzo prodotto difficilmente potrebbe portare a risultati veramente apprezzabili. L’altra via è quella legislativa. In America, per esempio, tutti i camerieri che ricevono mance devono tenere un rendiconto dettagliato e ogni anno denunciare gli introiti al Fisco. Chi non lo fa rischia guai seri.

Le esperienze - In Italia c’è un precedente, quello dei croupier dei Casinò. Da anni le loro mance sono tassate. Ma non per tutto l’ammontare, bensì solo per il 75 per cento di quanto ricevuto. In questo caso, però, la tracciabilità delle transazioni è semplice, perché normalmente le mance sono erogate in fiche, che poi devono essere cambiate alla cassa del Casinò. C’è anche da considerare che le norme sui Casinò pongono anche un problema di equità: perché per i croupier la tassazione riguarda solo il 75 per cento delle mance e per i camerieri e tutti gli altri deve essere al 100 per cento. Insomma, quella della tassazione delle mance è una storia che per gran parte deve ancora essere scritta e sulla quale, c’è da scommetterci, primo o poi verrà chiamata a dire la sua anche la Consulta. Qualcosa comunque, probabilmente accadrà, visto che secondo quanto stimato nella relazione sull’evasione fiscale della Nadef, le mance sottratte al Fisco valgono quasi 9 miliardi di euro. Una fetta abbastanza consistente da attrarre l’attenzione del governo e dell’amministrazione finanziaria.

 

Ultimo aggiornamento: 3 Ottobre, 09:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA