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Draghi e Superbonus 110%, dai costi triplicati alle frodi: ecco perché l'incentivo non conviene più

Il presidente del Consiglio ha "scaricato" il provvedimento voluto dal governo Conte, nonostante sia ancora in vigore e prorogato per le villette

Martedì 3 Maggio 2022
Draghi e Superbonus 110%, dai costi triplicati alle frodi: ecco perché l'incentivo non conviene più
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A Strasburgo Mario Draghi ha scritto il "De Profundis" del Superbonus 110%. «Possiamo non essere d'accordo e non siamo d'accordo sulla validità di questo provvedimento», ha detto il presidente del Consiglio. «Cito solo un esempio: i prezzi degli investimenti necessari per attuare le ristrutturazioni sono più che triplicati, perché il 110% di per sé toglie l'incentivo alla trattativa sul prezzo», ha aggiunto il premier. L'esecutivo si avvia verso l'addio al provvedimento, che era stato introdotto dal governo Conte. 

Superbonus: perché Draghi vuole abolirlo

Il motivo principale per cui Draghi e l'esecutivo vogliono abolire il Superbonus 110%, lo dice il capo dei ministri a chiare lettere: i costi elevati. «I prezzi necessari per le ristrutturazioni sono più che triplicati, perché il Superbonus 110% toglie l’incentivo a trattare sul prezzo», le sue parole. Dunque, se prima era una spesa che le casse dello stato potevano sostenere, adesso la situazione è cambiata. Secondo gli ultimi dati Enea al 31 marzo, gli investimenti hanno un costo di 24 miliardi di euro. 

La cessione dei crediti è il secondo motivo che sta spingendo Draghi ad abbandonare il provvedimento. Il Movimento 5 Stelle ha espresso la sua insoddisfazione in merito: «Ora attendiamo che sia fatta chiarezza una volta per tutte anche in materia di cessione del credito: lo stop and go del governo sta soffocando migliaia di imprese, alle prese con l’impossibilità di riscuotere crediti per lavori già completati da tempo e per i quali hanno già pagato tasse stipendi e contributi», hanno sottolineato i depentastellati Stelle Luca Sut, Antonio Federico, Patrizia Terzoni e Riccardo Fraccaro. La cosiddetta quarta cessione, inserita nel Decreto Bollette, non ha raggiunto gli obiettivi prefissati e avrà bisogno di nuove modifiche che la semplifichino.

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Perché non viene ancora abolito

Per il momento però l'incentivo sopravvive e quello per le villette ha ottenuto una proroga. Il motivo? «Le cose vanno avanti in Parlamento, il governo ha fatto quel che poteva e il nostro ministro dell’Ambiente è molto bravo». Del resto, la misura è fatta per l’efficentamento energetico e, come ha sottolineato ancora Draghi, «il nostro governo è nato come governo ecologico, fa del clima e della transizione digitale i suoi pilastri più importanti. Ma non siamo d’accordo su tutto, sul bonus del 110% non lo siamo, perché il costo di efficientamento è più che triplicato e il prezzo degli investimenti per attuare le ristrutturazioni sono triplicati».

 

 

Il decreto anti-frodi

Il 15 aprile 2022 il ministero del Lavoro e delle Politiche sociali ha emesso un decreto che ha costituito il comitato di monitoraggio previsto nell’ambito del settore edile, introdotto con il decreto del ministro Orlando n. 143 del 25 giugno scorso, con il quale veniva definito un sistema di verifica della congruità dell’incidenza della manodopera impiegata nella realizzazione di lavori edili pubblici e privati.

Il comitato di monitoraggio dovrà scavare per risalire a eventuali frodi e individuare i "furbetti" che hanno usufruito del bonus senza averne diritto. Come si legge nella nota stampa del Governo, monitorerà i lavori edili iniziati dal primo novembre 2021 «anche al fine di individuare eventuali interventi integrativi e correttivi sulla base delle evidenze applicative rilevate».

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