«Offriamo 1.300 euro ai camerieri, ma gli hotel non trovano nessuno»: Bocca (Federalberghi) lancia l'allarme

«Bonus e Reddito spingono i percettori verso il sommerso»

Lunedì 30 Maggio 2022 di Francesco Bisozzi
«Offriamo 1.300 euro ai camerieri, ma gli hotel non trovano nessuno»: Bocca (Federalberghi) lancia l'allarme

«Negli hotel mancano circa 100mila addetti, tra camerieri, facchini e receptionist. Risultato? Gli albergatori che hanno carenza di personale sono costretti a rinunciare alle prenotazioni e ad affittare solo il 70 per cento delle camere che hanno a disposizione». Lancia l’allarme il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca. «Colpa delle prestazioni di sostegno al reddito, dal reddito di cittadinanza alla Naspi, e del lavoro nero», sottolinea l’imprenditore. Non solo. Se si faticano a trovare i lavoratori del turismo è anche perché, spiega Bocca, c’è stata una fuga verso il pubblico: «Dopo due anni di Covid e di cassa integrazione in molti hanno approfittato dei concorsi per trovare lavoro nella Pa, dove almeno lo stipendio è garantito». 

Turismo, mancano 300mila lavoratori (di cui 100mila camerieri): colpa di Reddito e stipendi bassi

Le aziende del settore faticano a trovare stagionali. Cosa sta succedendo? 
«Non si spiega. In un Paese in cui si registra un tasso di disoccupazione del 10 per cento è paradossale che non si trovino persone disposte a lavorare. Non sono in difficoltà solo gli alberghi, ma anche ristoranti e negozi. Si fa difficoltà a reperire camerieri, facchini, receptionist. Nel complesso sono circa 300mila i posti scoperti, di cui 90mila negli hotel. Non è solo colpa del reddito di cittadinanza, ma è chiaro che il sussidio dei Cinquestelle è un disincentivo al lavoro». 

Ci spieghi meglio. 
«La carenza di personale nel settore del turismo dipende a mio avviso da un insieme di fattori. La bonus economy e il reddito di cittadinanza rappresentano uno di questi fattori. Ma anche il sommerso incide: ai percettori del reddito di cittadinanza o della Naspi basta fare qualche lavoretto in nero per riuscire ad arrivare a fine mese. Servono più controlli». 

E poi? 
«In questi due anni di crisi molti lavoratori del nostro settore si sono reinventati. In tanti hanno approfittato dei concorsi per entrare nel settore pubblico, dove avevano la sicurezza dello stipendio. Magari hanno anche accettato di guadagnare qualcosina in meno pur di avere più garanzie». 

Ma un cameriere o un facchino quanto guadagna al mese in un albergo di medie dimensioni? 
«Parliamo di 1.300 euro netti al mese in media. Una cifra che prima del reddito di cittadinanza avrebbe fatto gola a molti». Anche la pandemia potrebbe avere inciso, non crede?
«La pandemia ho tolto motivazioni e cambiato le priorità delle persone. Questo è indubbio. Ma a fine mese tutti noi dobbiamo pagare le bollette». 

Il ministro Massimo Garavaglia ha proposto di lasciare il 50 per cento del reddito di cittadinanza a chi accetta un lavoro stagionale. È d’accordo? 
«Penso che bisogna intervenire sulla misura, ma non trovo giusto che si versi il sussidio a chi lavora. A chi accetta di fare lo stagionale per tre mesi sospenderei il reddito di cittadinanza per il periodo in cui lavora, per poi riattivarlo quando sta fermo». 

Gli albergatori che non hanno personale a sufficienza come si comportano? 
«Sono costretti a occupare solo una parte delle camere. Chi non ha abbastanza camerieri si accontenta di dare ai clienti il 70 per cento delle stanze».
 

Ultimo aggiornamento: 31 Maggio, 00:05 © RIPRODUZIONE RISERVATA