Statali, dal governo 200 milioni in più per i contratti. I sindacati: non basta

Lunedì 9 Dicembre 2019

Altri 200 milioni di euro per il rinnovo dei contratti nel pubblico impiego, che farebbero alzare l'asticella della somma complessiva destinata agli aumenti in busta paga a 3,4 miliardi di euro per il triennio. È il ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri, ad annunciare «l'ulteriore sforzo last minute» in manovra. E la titolare della Pa, Fabiana Dadone, esprime «soddisfazione per la sensibilità mostrata dal Governo», per di più «in condizioni oggettivamente non facili».

Ai sindacati però non basta. Al termine del tavolo a palazzo Chigi sul pubblico impiego, aperto dal premier Giuseppe Conte, il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, riconosce che ci sono «delle novità» tuttavia «non ancora sufficienti». Sulla stessa linea la numero uno della Cisl, Annamaria Furlan: i soldi in più rappresentano
«un buon segnale, però ne mancano ancora». Il leader della Uil, Carmelo Barbagallo, fa il calcolo: servirebbero «altri 800 milioni». I sindacati fanno infatti notare come la cifra stanziata vada anche a coprire delle somme per il riordino delle carriere delle forze dell'ordine mentre mancherebbe un fondo ad hoc per finanziare il cosiddetto «elemento perequativo», da riversare sulle fasce di reddito più basse per garantire un minimo uguale per tutti, che non si discosti troppo dall'aumento medio.

Al netto dell'ulteriore posta prevista, i 3,2 miliardi di euro già stanziati dovrebbero consentire un aumento medio di 95 euro lordi al mese, complessivamente. Cgil, Cisl e Uil insistono per assicurare un cuscinetto ai dipendenti con gli stipendi più poveri, facendo inoltre in modo che nessuno perda il bonus Renzi (altrimenti il rinnovo sarebbe infruttuoso per chi si trova vicino alla soglia che annulla il beneficio). Ma dal tavolo tematico sono emerse anche altre novità. A partire dall'impegno, sancito dalla ministra Dadone, a prorogare di un anno i termini per poter stabilizzare i precari della Pa, dal 2020 al 2021. Si tratta delle procedure speciali consentite dalla legge Madia per assumere chi ha maturato un'esperienza pluriennale nel comparto pubblico.

Tra le misure in discussione nell'ambito della legge di Bilancio c'è anche, svela Dadone, «l'allargamento delle maglie per le progressioni orizzontali e verticali» nel pubblico impiego. Promozioni meno ingessate quindi, ma è ancora da capire se l'obiettivo sarà conseguito agendo sul lato economico o su quello regolatorio. Confermato in legge di Bilancio anche l'allungamento della vita delle graduatorie dei concorsi pubblici, quelle degli anni che vanno dal 2012 al 2017 potranno restare in piedi fino a tutto settembre. Dal 2020 però gli elenchi non potranno essere utilizzati per più di un biennio. Il governo ha dato comunque la disponibilità ad arrivare a un'intesa quadro sul pubblico impiego, che affronti il nodo contratti e non solo: assunzioni, formazione e relazioni sindacali. Intanto, resta confermata la manifestazione nazionale di giovedì 12 dicembre indetta da Cgil, Cisl e Uil, a Roma, sul rinnovo dei contratti e le assunzioni nella Pa. 

 

Ultimo aggiornamento: 10 Dicembre, 07:24 © RIPRODUZIONE RISERVATA