Riforma ammortizzatori al via: passi avanti e nodi da sciogliere

Lunedì 9 Agosto 2021
Riforma ammortizzatori al via: passi avanti e nodi da sciogliere

(Teleborsa) - Il Ministro del Lavoro, Andrea Orlando, incontrerà le parti sociali il 2 settembre per discutere delle politiche attive del lavoro. La data è stata annunciata durante il tavolo che si è svolto oggi sulla riforma degli ammortizzatori sociali nel corso del quale è stato illustrato il nuovo impianto. Lo riferiscono fonti presenti alla riunione che si è svolta in videoconferenza. Le politiche attive seguiranno un iter parallelo a quello degli ammortizzatori. A settembre previsto anche un confronto con le Regioni.

"Abbiamo espresso oggi al ministro del Lavoro che in generale la riforma degli ammortizzatori prospettata risponde all'esigenza di un sistema di protezione universalistico, che resta basato su una assicurazione obbligatoria, con un forte legame tra sostegni monetari e politiche attive. I principi generali coincidono con l'impostazione della Cisl, vediamo anche accolte alcune richieste da noi poste nel corso degli incontri tecnici, ma dobbiamo ancora migliorare e rafforzare misure, strumenti, regole di utilizzo". E' quanto sottolinea in una nota il segretario generale della Cisl, Luigi Sbarra. "E' evidente - prosegue - che il passaggio al nuovo disegno va realizzato con la opportuna gradualità e che, in ogni caso, è indispensabile l'accompagnamento a carico della fiscalità generale almeno per un quadriennio. Senza conoscere gli importi e le disponibilità finanziarie che il Governo destinerà è impossibile per noi fornire un giudizio compiuto. Come del resto e' assai difficile valutare gli interventi previsti senza conoscerne i costi, a regime, per il sistema lavoratori-imprese".

"Diverse - secondo Sbarra - le cose apprezzabili: il miglioramento del sistema di ammortizzatori in costanza di rapporto di lavoro nella direzione della universalità, in particolare ricomprendendo i datori di lavoro sotto i 6 dipendenti; l'ampliamento delle causali, con l'introduzione della cessazione di attività, una causale specifica per affrontare le transizioni e gli incentivi alla causale contratto di solidarietà; l'innalzamento del valore economico della prestazione; il potenziamento di Naspi e DisColl con particolare attenzione ai lavoratori discontinui; il sostegno al lavoro autonomo; il legame con le politiche attive".

Confartigianato condivide le linee guida della riforma proposte dal ministro perché siamo convinti della necessità di costruire un sistema di protezione sociale più inclusivo ed equo, attento anche alla sostenibilità per le micro e piccole imprese", ha affermato il presidente Marco Granelli, durante l'incontro. "Restiamo in attesa, però, di indicazioni determinanti sulla contribuzione e di poter quindi valutare l'impatto sul costo del lavoro -ha proseguito.

"Il documento predisposto dal ministero del lavoro segna certamente un passo in avanti, recependo alcune nostre proposte (tra le quali un meccanismo premiale in caso di mancato ricorso agli ammortizzatori sociali, il riconoscimento dei Workers Buyout quali strumenti di politica attiva del lavoro, l'attribuzione di risorse aggiuntive ai fondi paritetici interprofessionali qualora realizzino percorsi di formazione per lavoratori in cassa integrazione), ma lascia irrisolti diversi aspetti importanti per i quali avevamo manifestato la nostra preoccupazione, primo tra tutti il tema della contribuzione, sia in termini di quantum che di soggetto contributore". E' quanto affermato, invece, da Mauro Lusetti, Presidente dell'Alleanza delle Cooperative, anche e nome dei Copresidenti Maurizio Gardini e Giovanni Schiavone.

"La riforma degli ammortizzatori non deve tradursi in un incremento degli oneri per le imprese del terziario e del turismo, che comporterebbe un aumento del costo del lavoro assolutamente da evitare in un momento come questo". Lo afferma Confesercenti, con una nota diffusa a margine dell'incontro sulla riforma degli ammortizzatori sociali tra il ministro del Lavoro Andrea Orlando e le parti sociali? "Sarebbe una stangata, del tutto ingiustificata: terziario e turismo, grazie al Fis, si sono sempre dimostrati ampiamente capienti nei periodi ante-Covid. Noi - prosegue Confesercenti - condividiamo il principio dell'Universalita' e l'idea di un ammortizzatore unico, ma crediamo anche che la riforma debba declinarli nel rispetto delle differenze tra i vari settori d'attivita' economica. Per turismo e terziario, si potrebbe e dovrebbe universalizzare il FIS, delineando cosi' un ammortizzatore unico per commercio, servizi e turismo". "Uno strumento da estendere con la prudenza e la gradualita' suggerite da una crisi pandemica ancora preoccupante, e in grado di rispondere alle esigenze settoriali e dimensionali, garantendo coperture adeguate senza oneri insostenibili, soprattutto per le microimprese. L'auspicio - conclude l'associazione - e' che il confronto prosegua prendendo in considerazione questi temi"

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