Reddito di cittadinanza, sms Inps: «Invio documenti o pagamento di ottobre sospeso»

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Reddito di cittadinanza, sms Inps: «Invio documenti o pagamento di ottobre sospeso»
Reddito di cittadinanza sospeso se non si integra la documentazione. «Chi non integra la documentazione» che viene richiesta dall'Inps via sms «vedrà il sussidio sospeso», afferma il presidente dell'Inps Pasquale Tridico sulla comunicazione inviata a chi percepisce il Reddito o la Pensione di cittadinanza. «Lo sospendiamo da ora in poi e poi quando arriverà l'integrazione riprenderanno a percepire il reddito senza gli arretrati».

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«Si tratta di un risultato importante per una istituzione pubblica che dimostra di avere una potenza telematica importante» ha aggiunto Tridico. La richiesta riguarda le prime domande di reddito che sono state presentate, a partire dal 6 marzo 2019, utilizzando un modello che è stato cambiato, il 2 aprile 2019, a seguito delle modifiche apportate dalla Legge di conversione del Decreto Legge istitutivo.

 
 


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Reddito di cittadinanza, la situazione. Reddito di cittadinanza a rischio per circa mezzo milione di beneficiari che hanno presentato la domanda nel mese di marzo e non provvedono a integrarla entro il prossimo 21 ottobre. L'avviso arriva dall'Inps: su una specifica pagina del sito dell'istituto si potrà presentare la documentazione aggiuntiva. Se non si provvede entro il 21 la mensilità di ottobre non verrà erogata e la prestazione resterà sospesa. Nel dettaglio, l'Inps ha inviato venerdì 519.586 sms per avvisare i percettori di Reddito o Pensione di cittadinanza che hanno presentato la domanda a marzo della possibilità di integrare la domanda. Nella sola giornata di venerdì sono arrivate 114.352 integrazioni. L'istituto di previdenza ricorda che bisogna fare l'integrazione entro il 21 ottobre per evitare che la prestazione venga sospesa. Il sussidio in caso di mancata integrazione resterà sospeso sino all'acquisizione della dichiarazione.L'Inps ricorda che le prime domande di reddito sono state presentate, a partire dal 6 marzo 2019, utilizzando un modello che è stato cambiato, il 2 aprile 2019, a seguito delle modifiche apportate dalla legge di conversione (n. 26 del 2019) del decreto Legge istitutivo. La Legge di conversione ha previsto un regime transitorio di salvaguardia delle richieste presentate prima della sua entrata in vigore, stabilendo che il beneficio potesse essere erogato per un periodo non superiore a sei mesi anche in assenza della nuova documentazione richiesta.
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Martedì 8 Ottobre 2019, 11:26






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