Quota 103 e opzione donna, come si va in pensione nel 2023? Ecco nuove misure, fasce d'età e requisiti

Dal primo gennaio l'età per richiedere la pensione scende a 62 anni, ma gli anni di contributi necessari salgono a 41

Mercoledì 30 Novembre 2022
Quota 103 e opzione donna, come si va in pensione nel 2023? Ecco nuove misure, fasce d'età e requisiti

Come si andrà in pensione nel 2023? Dal primo gennaio entra in vigore quota 103, la misura voluta dal governo Meloni per evitare il ritorno alla legge Fornero alla scadenza di quota 102, lo strumento varato dal governo Draghi. Rinnovate, con modifiche, anche Opzione Donna e Ape Sociale.

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I requisiti per andare in pensione

Con il sistema attuale si può richiedere l'uscita dal lavoro dopo aver raggiunto i 64 anni di età e 38 di contributi. Dal primo gennaio l'età per richiedere la pensione scende a 62 anni, ma gli anni di contributi necessari salgono a 41 (Quota 103). Per chi ha già maturato i requisiti entro dicembre 2022 sarà comunque possibile continuare ad avvalersi di quota 102, stessa cosa per chi a fine 2021 aveva quelli per usufruire di Quota 100 (62 anni e 38 di contributi). Il testo della manovra specifica però che chi si avvale di quota 103 non potrà ricevere una pensione superiore a 5 volte la minima (che è stata portata a 571 euro), quindi non più di 2.815 euro lordi al mese. L'importo, anche per chi decide di utilizzare quota 100, non sarà cumulabile con altri redditi da lavoro, salvo quelli da lavoro autonomo per un massimo di 5000 euro annui. Chi matura i requisiti per quota 103 ma decide di restare al lavoro potrà contare su una decontribuzione sullo stipendio del 9,19% (cosiddetto bonus Maroni), che non impatta sull'assegno pensionistico. 

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Al di là delle quote, restano in vigore i criteri "ordinari" di uscita dal lavoro: Per la pensione di vecchiaia bisogna raggiungere i 67 anni d'età con almeno 20 anni di contributi, soglia che scende a 66 anni e 7 mesi per chi fa lavori particolarmente rischiosi. Si può andare in pensione anche dopo aver raggiunto i 42 anni e 10 mesi di contribuiti (un anno in meno per le donne) senza limiti d'età.

Opzione Donna, la stretta

Opzione donna resterà anche l’anno prossimo, ma con alcuni limiti e distinguo. Fino al 31 dicembre 2022 le lavoratrici possono chiedere l’uscita dal lavoro a 58 anni se dipendenti, a 59 se autonome, a patto di avere almeno 35 anni di contributi. Dal 1 gennaio il requisito contributivo resta invariato, ma la soglia sale a 60 anni e scende a 59 nel caso si abbaino figli (cambia dunque il criterio per la riduzione). Inoltre, a poter richiedere l’agevolazione saranno solo alcune particolari categorie: caregiver familiari, ovvero coloro che, al momento della richiesta, assistono da almeno sei mesi un parente di primo grado (genitori, coniuge o affini, figli) portatore di grave handicap o un parente di secondo grado, qualora i genitori o il coniuge di quest’ultimo abbiano almeno 70 anni o siano essi stessi portatori di handicap; invalide civili al 74% o superiore; lavoratrici licenziate o per la cui azienda sia in corso una tavolo negoziale. Solo quest’ultima categoria potrà richiedere l’anticipo di due anni e uscire dal lavoro a 58 anni avendo due o più figli.

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Quando richiedere la pensione

Per i lavoratori privati che dal 1 gennaio 2023 abbiano maturato i requisiti per avvalersi di Quota 103 la prima finestra utile sarà ad aprile, mentre i dipendenti pubblici dovranno attendere agosto, così come le lavoratrici che intendano sfruttare Opzione Donna.

Ape sociale e lavoratori precoci

Resta in vigore anche Ape Sociale, l’anticipo pensionistico per alcune categorie (disoccupati, caregiver, invalidi e chi svolge lavori gravosi) che permette di richiedere la pensione a partire dai 63 anni con almeno 36 di contributi (32 per i ceramisti). Il minimo di contributi scende a 30 anni in caso di disoccupati da lungo tempo, invalidi e caregiver. Potranno invece lasciare il lavoro con quota 41 pura (41 anni di contributi senza limiti di età), i cosiddetti lavoratori precoci, ovvero coloro hanno cominciato a lavorare prima della maggiore età e possono quindi contare su almeno 12 mesi di contributi versati prima del compimento dei 19 anni.

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Ultimo aggiornamento: 1 Dicembre, 00:01 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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