Bonus mobili e giardini prorogati, come fare domanda e ottenere fino a 8mila euro di sconti. Termini e lavori ammessi

Manovra, gli incentivi andranno avanti per tutto il 2022. La scelta ha trovato il favore di tutta la maggioranza di governo

Giovedì 21 Ottobre 2021 di R.Ec.
Prorogati i bonus mobili e giardini. Come fare domanda e ottenere fino a 8mila euro di sconti

Con la prossima manovra di bilancio verranno confermati assieme al superbonus 110% altri bonus edilizi attualmente in vigore. Si tratta prima di tutto del bonus mobili e del bonus giardini, che andranno avanti per tutto il 2022. La scelta ha trovato il favore di tutta la maggioranza di governo, assieme alle associazioni di categoria, che da mesi spiegano come queste misure stiano facendo da volano per la ripresa economica in corso. Con questi aiuti si possono ottenere sconti fino a 8mila euro per acquisti e lavori dentro casa. Vediamo come e quali sono le procedure necessarie.

 

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Contributi per la casa prorogati: il bonus mobili

Il bonus mobili, consiste in una detrazione Irpef del 50% per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici (di classe A+ o superiore), destinati a un immobile oggetto di ristrutturazione. Fra questi rientrano anche gli apparecchi per il condizionamento. L’agevolazione, che non è vincolata ad alcuno standard Isee ed è quindi aperta a tutti, vale per una spesa massima di 16mila euro, con lo sconto che pertanto può raggiungere gli 8mila euro. Nel 2022, però, il tetto scenderà a 10mila, con sconto massimo quindi di 5mila euro.

Gli elettrodomestici sono validi solo se hanno l’etichetta con l’indicazione della classe energetica. Tra questi: congelatori, lavatrici, frigoriferi, asciugatrici, apparecchi per la cottura, apparecchi elettrici di riscaldamento/raffreddamento, forni a microonde, lavastoviglie, piastre riscaldanti elettriche. Tra i mobili acquistabili, controllabili sul sito dell'Agenzia delle entrate, vi sono invece: tavoli, materassi, lampadari, sedie, divani, letti, cassettiere, scrivanie, poltrone e comodini.

 

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Per ottenere lo sconto ci deve essere stato un intervento di ristrutturazione associato all'acquisto dei mobili e degli elettrodomestici, realizzato a partire dal 1° gennaio 2020. La data di inizio lavori deve essere anteriore a quella in cui vengono effettuate le spese per gli oggetti (ma le spese per la ristrutturazione possono anche essere successive). Il pagamento in ogni caso deve essere tracciabile e non è ammesso l'assegno, così come non si può ricevere lo sconto in fattura o la cessione del credito.

Con date di acquisto e tipologie di mobili corrette il contribuente può richiedere il bonus direttamente compilando la dichiarazione dei redditi 2021, specificando la tipologia di arredi acquistati e indicando l’importo massimo ammissibile. Nel caso del modello 730 l’importo va inserito alla riga E57 (colonna 2), con dicitura “Spesa arredo immobile”. Se invece si compila il modello Redditi la cifra va segnata alla riga RP57.

 

Come funziona il bonus giardini

Si tratta di una detrazione fiscale Irpef pari al 36% delle spese effettuate per sistemare - per l'appunto - giardini, terrazzi e in generale aree verdi. Si applica nella dichiarazione dei redditi, ripartita in 10 quote annuali di pari importo.

Ma chi può usufruirne? Proprietario dell’immobile; nudo proprietario; chi ha l’usufrutto; inquilino in affitto; persona che ha l’immobile in comodato. Ma anche le spese sostenute per interventi effettuati su parti comuni di condomini possono essere portate in detrazione. Resta valido il limite massimo di 5.000 euro per ciascuna unità immobiliare a uso abitativo (nei limiti della quota millesimale di ogni condomino).

 

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I termini e i lavori ammessi

L’importo massimo detraibile è fissato in 5mila euro, per cui possono essere recuperati nella dichiarazione dei redditi fino a 1.800 euro (vale adire il 36% del totale).

I beneficiari della detrazione riferita al bonus verde sono coloro che possiedono o detengono, sulla base di un titolo idoneo, l’immobile sul quale sono stati eseguiti gli interventi per i quali si sono sostenute le relative spese. Possono essere messe in detrazione le spese per i seguenti interventi: impianti di irrigazione; pozzi; sistemazione a verde di aree scoperte private di edifici esistenti, unità immobiliari, pertinenze o recinzioni; potature, riqualificazione del prato, realizzazione di coperture a verde e di giardini pensili. Escluse la manutenzione ordinaria e l’acquisto di attrezzature specifiche. Le spese devono essere documentate per far fronte ad eventuali controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate: fatture/ricevute, copia degli avvenuti pagamenti o degli estratti dei conti correnti bancari usati.

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Ultimo aggiornamento: 22 Ottobre, 07:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA