Precompilata Iva 2021, da luglio parte la svolta: intelligenza artificiale contro l'evasione

Lunedì 21 Giugno 2021 di Luca Cifoni
Precompilata Iva 2021, da luglio parte la svolta: intelligenza artificiale contro l'evasione

Scatta dal primo luglio l'ora della precompilata Iva, un nuovo passaggio del lavoro di semplificazione fiscale portato avanti dall'Agenzia delle Entrate. La logica è la stessa che ha portato ormai sette anni fa al 730 precompilato: l'amministrazione finanziaria rende disponibili al cittadino le informazioni di cui già dispone, che naturalmente possono essere verificate e corrette ma permettono comunque soprattutto, in prospettiva, una riduzione degli adempimenti e dovrebbero favorire la compliance, ovvero l'adesione spontanea prima che il fisco dia inizio alle proprie verifiche.

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AVVIO SPERIMENTALE
Nel caso dell'Iva sarà un avvio sperimentale, nel senso che riguarderà una prima platea di contribuenti, i quali in un'area web dedicata del portale Fatture e corrispettive avranno a disposizione le bozze dei documenti precompilati, ossia concretamente i registri delle fatture emesse e degli acquisti e le comunicazioni delle liquidazioni periodiche. Il passaggio successivo è quello previsto dal primo gennaio 2022, quando sarà messa a disposizione anche la dichiarazione annuale Iva. I soggetti che rientrano nella platea, oppure i loro intermediari con la delega per la fatturazione elettronica, potranno dunque accedere in prima battuta alle bozze dei registri Iva mensili. Ci saranno quindi due possibilità: se le bozze saranno complete il contribuente potrà procedere a convalidare i registri, altrimenti - prima di questa operazione - avrà la facoltà di integrarle per annotare tutte le operazioni effettuate nel periodo. A quel punto verrà meno l'obbligo alla tenuta dei registri Iva mensili convalidati, che saranno memorizzati dall'Agenzia. Ma sarà possibile anche un'elaborazione più approfondita da parte di contribuenti e intermediari: in alternativa all'utilizzo diretto delle bozze presenti sul web potranno estrarre le bozze e importarle nei propri applicativi oppure utilizzarle per un confronto con i dati dei propri registri. Questo - evidenzia l'Agenzia delle Entrate - sempre al fine di poter sfruttare le informazioni a disposizione dell'Agenzia e agevolare i propri adempimenti tributari.


LA SCELTA
L'approccio che guarda alla compliance rappresenta una scelta ormai acquisita per l'Agenzia, come ha ricordato il direttore Ernesto Maria Ruffini in una recente audizione presso la commissione parlamentare di vigilanza sull'Anagrafe tributaria. Ruffini ha spiegato che «la progressiva digitalizzazione dei flussi informativi ha consentito all'Agenzia di affinare i criteri e le modalità di selezione dei soggetti da sottoporre a controllo, privilegiando un modello di azione che mira a prevenire i rischi di evasione ed elusione, piuttosto che a tentare di reprimerli ex post, e a incentivare l'adempimento spontaneo degli obblighi tributari da parte dei contribuenti (con conseguenti effetti positivi sul gettito complessivamente recuperato a tassazione)».
Questa strategia passa anche per tecniche più moderne di valutazione del rischio fiscale, che puntano a sfruttare il patrimonio informativo di cui dispone l'amministrazione anche grazie a tecnologie di intelligenza artificiale. A questo proposito va ricordato che un progetto dell'Agenzia che prevede il ricorso ai dati per l'analisi del rischio di evasione ha ottenuto un finanziamento da parte dell'Unione europea. Si tratta in particolare metodologie di network analysys (rappresentazione dei dati sotto forma di rete), di machine learning (apprendimento automatico) e di data visualization (analisi visuale delle informazione).
 

Ultimo aggiornamento: 22 Giugno, 10:14 © RIPRODUZIONE RISERVATA