«In pensione prima chi fa figli»: la proposta di Cottarelli contro il calo delle nascite. Ma è polemica

Giovedì 7 Ottobre 2021
«In pensione prima chi fa figli»: la proposta di Cottarelli contro il calo delle nascite. Ma è polemica
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«Chi fa figli vada in pensione prima». A rilanciare l’idea è Carlo Cottarelli, economista e direttore dell’Osservatorio sui conti pubblici italiani dell’Università Cattolica di Milano, che in un tweet scrive: «Secondo l’Istat, i nati in Italia nel 2021 scenderanno sotto i 400 mila. Con pochi figli ci saranno meno lavoratori a produrre ciò che è necessario per gli anziani, obbligando questi a ritardare il pensionamento. Servirebbe un meccanismo premiante: chi fa figli vada in pensione prima».

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Le critiche

Una proposta la sua che non ha mancato di suscitare reazioni su Twitter tra polemiche e i cinguettii contrariati. In centinaia bocciano la proposta per contrastare la crisi demografica dell’ex commissario per la revisione della spesa pubblica . «Chi fa figli va supportato subito, non in pensione. Ottimizziamo i tempi d’ingresso nel mondo del lavoro, aumentiamo i salari (e prima rendiamo quello del lavoro un mondo dignitoso in cui stare), offriamo servizi per chi è solo e non sa a chi lasciare i figli quando sta al lavoro». E ancora un altro: «E io che sono single?? No assegni familiari, no mutuo agevolato, pago le stesse tasse e vado in pensione dopo?».

 
L’idea, infatti, potrebbe presentare qualche problema dal punto di vista pratico. La scorsa settimana infatti il presidente dell’Istat, Gian Carlo Blangiardo ha dichiarato che «nel 2021 per la prima volta chiuderemo con meno di 400 mila nati. Per dare un elemento di confronto, nel 1964 avevamo oltre un milione di nascite». Per Blanciardo il crollo è dovuto a questo anno e mezzo passato tra lockdown e pandemia: due elementi che hanno alimentato «paura e incertezza dell’ignoto come accadde dopo Chernobyl».
E il calo demografico riguarda, a quanto pare, sia italiani che stranieri. A partire dall'inizio del secolo c'è stata infatti una crescita di nuovi nati stranieri che toccato il picco nel 2012 con 80mila neonati. Poi, è iniziata la discesa e si è arrivati ai poco meno dei 60mila nuovi nati del 2020. "Segno che anche gli stranieri di fronte ai problemi - continua il demografo - hanno ridimensionato la loro prole. Oggi si mira più alla 'qualità' che alla quantità, ma la qualità richiede risorse e strutture che enon sempre ci sono".

Ultimo aggiornamento: 10:10 © RIPRODUZIONE RISERVATA