Assegno unico per i figli addio: fuori dalla manovra. Ecobonus per i motorini

Assegno unico per i figli addio: fuori dalla manovra. Ecobonus per i motorini

di Michele Di Branco e Giusy Franzese

L'assegno unico per i figli dovrà attendere periodi migliori. Costa troppo e i soldi adesso non ci sono. Meglio farsene una ragione ed evitare scontri fratricidi. Passa così - senza forzature di sorta - la Nadef (nota di aggiornamento al documento di economia finanza) nell'aula del Senato: con 169 sì (lo stesso numero ottenuto al momento della fiducia al Conte bis), 123 no e 4 astenuti i senatori hanno dato il via libera al rinvio al pareggio di bilancio così come indicato dal governo. Stesso identico risultato anche per la risoluzione di maggioranza che accompagna la Nadef.

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Rispetto all'ultima bozza dell'altra sera, nel testo è stato eliminato il riferimento alla misura in aiuto alla natalità. Tra gli impegni chiesti all'esecutivo per il pacchetto famiglia, infatti, si cita esplicitamente solo «lazzeramento delle rette per gli asili nido per i redditi medi e bassi». Si parla anche di «riordino e unificazione degli strumenti esistenti per la valorizzazione e il sostegno delle responsabilità familiari e genitoriali», ma in un arco temporale più lungo, un triennio. È in questo ambito che l'assegno unico per i figli potrebbe in futuro trovare spazio. Insomma la maggioranza per ora non insiste, ma di certo non desiste. E spera che qualcosa, magari solo per le famiglie degli incapienti (chi guadagna così poco da trovarsi nella no-tax area) arrivi già il prossimo anno. Il viceministro all'Economia, Antonio Misiani, lascia uno spiraglio, anche se non nella manovra: «L'assegno unico per il governo è una priorità. Arriverà con una legge delega che permetterà di avviare nel 2020 il riordino e l'unificazione degli strumenti esistenti a sostegno delle famiglie».

Intanto la risoluzione di maggioranza mette dei paletti chiari: nella ricerca di risorse per la manovra il governo non potrà toccare né gli incentivi al piano Industria 4.0, né l'ecobonus, il sismabonus e le detrazioni per la ristrutturazione edilizia che invece dovranno essere «prorogati, valutando un percorso di stabilizzazione». Tra i punti anche l'avvio di «un processo di progressiva riduzione del carico fiscale sul lavoro» da completare con una riforma organica nel prossimo triennio.

Nessuna forzatura, quindi. E d'altronde - come ricorda in aula Misiani - già i 23 miliardi per disinnescare l'aumento Iva sono «un ammontare record». Arrivare a trenta miliardi, senza uscire dai limiti imposti da Bruxelles, è uno sforzo enorme. Sul piatto c'è troppo poco per il taglio del cuneo? Forse si, ma a differenza del passato - ha spiegato Misiani - lo si farà senza nuove clausole di salvaguardia: «Lasciamo alla prossima legge di bilancio un'eredità meno pesante di quella che abbiamo trovato». Tra le altre cose il viceministro ha sottolineato che il sistema sanitario nazionale non subirà tagli (confermati i due miliardi per il 2020 e un miliardo aggiuntivo per il 2021), ha assicurato che «non ci saranno condoni», ma anzi si procederà con una lotta più stringente all'evasione fiscale. A questo proposito ci saranno i bonus per chi usa carte e bancomat. Escluse invece «restrizioni per chi usa i contanti e abbassamento della soglia». A spingere sullo sviluppo ci sarà il piano green, «il più alto di sempre» sullo sviluppo sostenibile e sulla protezione dellambiente» ha detto Misiani.

L'AMBIENTE
Già oggi sarà servito l'antipasto: dopo vari rinvii finalmente il decreto clima arriverà in Consiglio dei ministri. Non senza novità rispetto alle bozze dei giorni scorsi. La più rilevante riguarda il bonus mobilità: vi rientrano non solo le auto fino ad euro 3, ma anche i motorini fino alla classe euro 2 ed euro 3 a due tempi. Il bonus è finanziato con 255 milioni per il triennio 2019-2021 , spetta fino ad esaurimento fondi ai residenti nei comuni interessati dalle procedure di infrazione comunitaria per l'inquinamento. Per le autovetture sarà di 1.500 euro, per i motocicli di 500 euro e potrà essere utilizzato per gli abbonamenti, anche a favore di conviventi, al trasporto pubblico locale e regionale, per altri servizi integrativi o per l'acquisto di biciclette anche a pedalata assistita.

Ricompaiono poi i green corner: agli esercenti che attrezzano spazi dedicati alla vendita di prodotti sfusi alimentari e per l'igiene personale verrà riconosciuto, in via sperimentale, un contributo a fondo perduto fino a un massimo di 5 mila euro, nel limite complessivo di 20 milioni per ciascuno degli anni 2020 e 2021, sino ad esaurimento delle risorse e purché il contenitore non sia monouso. Negli undici articoli del dl Clima ci sono anche 20 milioni di euro per gli scuolabus verdi per il trasporto scolastico dei bambini della scuola dell'infanzia statale e comunale e per gli alunni delle scuole elementari statali. L'obiettivo è lacquisto di mezzi di trasporto ibridi, elettrici o non inferiori a Euro 6 immatricolati per la prima volta dopo il 31 agosto 2019.
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Giovedì 10 Ottobre 2019, 07:31






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