Legge di bilancio, 23,4 miliardi di nuove risorse per il 2022

Giovedì 21 Ottobre 2021
Legge di bilancio, 23,4 miliardi di nuove risorse per il 2022

(Teleborsa) - Risorse per le famiglie, dal taglio delle tasse al fondo contro il caro-bollette fino al rinnovo degli incentivi per i giovani che vogliono comprare casa. Ma anche fondi per gli investimenti, rifinanziamenti per le imprese, per la sanità, per la riforma degli ammortizzatori e per le pensioni. Prende forma con il Documento programmatico di Bilancio la manovra che il governo dovrebbe varare la prossima settimana e che mobiliterà 23,4 miliardi di nuove risorse per il 2022, pari a 1,245 punti percentuali del PIL. Nel 2023 e 2024 gli effetti finanziari sono, invece, indicati rispettivamente allo 0,285% e allo 0,261% del PIL. È quanto emerge dalla quantificazione in termini di effetto finanziario contenuta nelle tabelle del Dpb che tengono conto anche dell'impatto delle misure del decreto fisco-lavoro. Approvato ieri dal Consiglio dei ministri e trasmesso alla Commissione Ue, il Dpb illustra le principali linee di intervento che verranno declinate nel disegno di legge di bilancio e gli effetti sui principali indicatori macroeconomici e di finanza pubblica. Tra gli obiettivi principali – come ha sottolineato il governo – "sostenere l'economia nella fase di uscita dalla pandemia, rafforzare il tasso di crescita nel medio termine e ridurre il carico fiscale per famiglie e imprese".

L'impostazione della Legge di bilancio ha ricevuto l'approvazione da parte dell'Ocse, in particolare per i due aspetti salienti su cui si svilupperà la legge finanziaria del 2022: il taglio delle tasse sul lavoro, che vale 8,8 miliardi, e la riforma delle pensioni, che porterà al superamento di Quota 100. Ad auspicare una maggiore visione di insieme è stato, invece, il presidente di Confindustria Carlo Bonomi, in un'intervista al Corriere della Sera. "Abbiamo veramente un'occasione storica. Questa legge di Bilancio è importante, aldilà delle cifre, perché dovrebbe essere il primo mattone di un percorso diverso. La sensazione è che ancora oggi i partiti non abbiano capito che bisogna concentrare le risorse sulla crescita e sulla produttività. Stanno dando l'assalto alla diligenza com'è successo in tutte le manovre finanziarie precedenti, in cui ognuno di solito dà battaglia per la sua bandierina. Un partito dà battaglia per le pensioni, un altro per il reddito di cittadinanza, un terzo per qualcos'altro ancora. Non capiscono che ora bisogna concentrare le risorse su una visione d'insieme, che anteponga a tutto misure a maggior impatto sul PIL. Invece ho l'impressione che non venga permesso al governo Draghi di fare quello che il premier ha sempre detto che serve all'Italia: tecnologia, produttività e crescita. Noi siamo sicuri che il governo sappia bene ciò che va fatto, ma i partiti lo assediano. Credo che al presidente Draghi e al ministro Franco sia ben chiaro cosa fare ma i partiti non l'hanno ancora capito. Sembrano non avere il quadro d'insieme. Preferiscono scommettere su dividendi elettorali a breve. Ci hanno sempre raccontato che noi le riforme non le potevamo fare perché non avevamo le risorse. Ma oggi le risorse ci sono, quindi non ci sono più scuse. Le riforme vanno fatte". Per il leader degli industriali servirebbe "un grande intervento coraggioso sul cuneo fiscale. L'Ocse – sottolinea Bonomi – ci sta dicendo che abbiamo il quinto livello più alto di oneri contributivi tra i Paesi avanzati che non entrano in busta paga, perché diventano prelievo". Poi, osserva come "si parla di 7-8 miliardi di riduzione del fisco. Ma non è chiaro su cosa. Non si parla invece di tagli al cuneo fiscale, che si calcola non sulle tasse ma sui contributi dovuti per ogni posto di lavoro. Di questi due terzi sono a carico delle imprese. Ma meno oneri contributivi significa più retribuzione lorda che resta in tasca al dipendente e imprese più competitive, se un taglio della quota contributiva riguarda anche loro".

FISCO – Si prevede un primo intervento di riduzione degli oneri fiscali; il rinvio al 2023 della plastic tax e della sugar tax; il taglio dal 22% al 10% dell'Iva su prodotti assorbenti per l'igiene femminile. Si stanziano risorse per contenere gli oneri energetici nel 2022. Per ridurre il carico fiscale per famiglie e imprese in manovra ci saranno per il 2022 circa 6 miliardi (0,317% del PIL) di nuovi fondi. A queste risorse vanno aggiunti i 2 miliardi già stanziati lo scorso anno, contenuti in un apposito fondo per il calo delle tasse, che il governo si è già impegnato ad utilizzare come anticipo della delega fiscale. Vengono anche appostati circa 700 milioni in più per il 2023 e circa 225 milioni nel 2024. Il fondo ad hoc contro il caro-bollette sarà alimentato con 2 miliardi nel 2022.

INVESTIMENTI PUBBLICI – Vengono previsti stanziamenti aggiuntivi per le amministrazioni centrali e locali dal 2022 al 2036; viene aumentata la dotazione del Fondo di Sviluppo e Coesione per il periodo 2022-2030; vengono stanziate risorse per il Giubileo di Roma e per le Olimpiadi di Milano-Cortina.

INVESTIMENTI PRIVATI E IMPRESE – Sono prorogate e rimodulate le misure di transizione 4.0 e quelle relative agli incentivi per gli investimenti immobiliari privati. Vengono rifinanziati il Fondo di Garanzia Pmi, la cosiddetta ‘Nuova Sabatini' e le misure per l'internazionalizzazione delle imprese. Nel dettaglio ci saranno 2 miliardi per le infrastrutture e il Fondo di sviluppo e coesione, mentre altri 4 miliardi sosterranno gli investimenti privati. Infine circa 3 miliardi andranno a finanziare le politiche invariate tra cui compaiono ad esempio le missioni di pace.

SANITÀ – Il Fondo Sanitario Nazionale viene incrementato, rispetto al 2021, di 2 miliardi in ciascun anno fino al 2024. Nuove risorse sono destinate al fondo per i farmaci innovativi e alla spesa per i vaccini e farmaci per arginare la pandemia COVID-19. Complessivamente la manovra 2022 destinerà al capitolo sanità 4,1 miliardi di euro.

SCUOLA, RICERCA E UNIVERSITÀ – Viene aumentata la dotazione del Fondo di Finanziamento ordinario per l'Università e del Fondo Italiano per la Scienza e viene creato un nuovo fondo per la ricerca applicata. Le borse di studio per gli specializzandi in medicina vengono portate in via permanente a 12mila l'anno. Viene disposta la proroga fino a giugno dei contratti a tempo determinato stipulati dagli insegnanti durante l'emergenza Covid-19. Alla ricerca – che sarà potenziata anche attraverso il Pnrr con il passaggio da 9mila a 20mila dottorati – andranno 400 milioni. Sul fronte della scuola viene disposta la proroga fino a giugno dei contratti a tempo determinato stipulati dagli insegnanti durante l'emergenza Covid-19.

REGIONI ED ENTI LOCALI – Viene incrementato il Fondo per il Trasporto Pubblico Locale e vengono stanziate risorse aggiuntive per gli enti locali per garantire i livelli essenziali a regime per asili nido e per la manutenzione della viabilità provinciale. Stanziati per le regioni 1,3 miliardi.

POLITICHE SOCIALI – Il livello di spesa del Reddito di cittadinanza viene allineato a quello dell'anno 2021, introducendo correttivi alle modalità di corresponsione e rafforzando i controlli. Vengono previsti interventi in materia pensionistica, per assicurare un graduale ed equilibrato passaggio verso il regime ordinario, e si dà attuazione alla riforma degli ammortizzatori sociali. Il congedo di paternità di 10 giorni viene reso strutturale. Sul fronte degli ammortizzatori sociali sono previsti per la nuova Cig universale almeno 3 miliardi, 1,5 di nuovi stanziamenti e un altro miliardo e mezzo già a disposizione dopo la sospensione del Cashback. Per le pensioni, stando alla tabella del Dpb, ci saranno solo 600 milioni nel 2022 (circa 450 nel 2023 e 500 nel 2024): la destinazione è ancora oggetto di confronto politico tra superamento di Quota 100, ape sociale, gravosi, precoci e donne. Sono previsti 800 milioni in più per coprire la platea del Reddito di cittadinanza, che si è allargata durante la pandemia, ma anche con una serie di altre misure a partire dai 10 giorni di congedo obbligatorio per i papà che diventano strutturali alla proroga dello sconto per gli under 36 che acquistano la prima casa e fondi aggiuntivi per asili nido e scuole dell'infanzia (in tutto circa 400 milioni nel 2022). Più fondi andranno anche a sostegni delle disabilità (170 milioni in 3 anni).

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