Lagarde contro Sassoli: «Cancellare il debito? No, va contro i trattati Ue»

Giovedì 19 Novembre 2020
Lagarde: «Cancellare il debito? No, va contro i trattati Ue»
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«Cancellare il debito va contro i trattati, c'è l'articolo 103 che proibisce quel tipo di approccio e io rispetto i trattati». Lo ha detto la presidente della Bce Christine Lagarde rispondendo a una domanda dell'eurodeputato Marco Zanni (Lega) sull'ipotesi di cancellazione del debito contratto dai Paesi con la Bce, posta durante la seduta del Comitato degli affari economici e monetari del Parlamento europeo.

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Stessa risposta, più articolata, alla stessa domanda posta dall'eurodeputato del M5s Fabio Massimo Castaldo. «Ripeto quello che ho detto prima, perché è mia ferma convinzione che qualunque cancellazione del debito sarebbe una violazione del Trattato dell'Ue. Sono e siamo legati alle sue clausole, qualunque cosa contraria sarebbe una violazione e non parteciperei in quanto presidente della Bce».

Ed è una risposta anche al presidente del Parlamento europeo David Sassoli che aveva avanzato proprio questa proposta: la sterilizzazione dei debiti accumulati dai governi. «Per cambiare il governo dell'Europa - aveva detto Sassoli - bisogna mettere mano ai trattati, innanzitutto per eliminare il diritto di veto in capo ai singoli governi, uno strumento anacronistico». Un'idea non supportata dal segretario del Partito democratico Nicola Zingaretti

 

Lagarde ha voluto mettere in guardia sull'impatto negativo che avrà questa seconda ondata nelle economie dei paesi europei. «In generale l'economia della zona euro sarà toccata severamente dalle conseguenze del rapido aumento dei contagi e dal ripristino delle misure di contenimento, ponendo rischi chiaramente al ribasso alle prospettive economiche a breve termine».

Sul Recovery Fund  Lagarde ha detto che serve, e serve subito. «Gli investimenti pubblici e le riforme, soprattutto se orientati verso sfide a medio e lungo termine come la sostenibilità ambientale e la digitalizzazione, possono costruire un ponte verso una ripresa di successo e inclusiva», per questo «il pacchetto Next Generation EU deve diventare operativo senza indugio. Le risorse aggiuntive del pacchetto possono facilitare politiche fiscali espansive, in particolare nei Paesi dell'area dell'euro con un margine di bilancio limitato».

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«La Bce per definizione non può fallire né finire i soldi», perché «in quanto sola istituzione che emette euro, sarà sempre in grado di generare liquidità aggiuntiva in base alle necessità», ha aggiunto Lagarde rispondendo alle domande degli eurodeputati alla commissione econ del Parlamento Ue. Ha spiegato che anche qualora vi fossero perdite, «non impedirebbero l'abilità della Bce di perseguire e mantenere la stabilità dei prezzi».

Ultimo aggiornamento: 15:12 © RIPRODUZIONE RISERVATA