Istat, crollo dei consumi: raddoppia la propensione al risparmio

Venerdì 9 Aprile 2021
Istat, crollo dei consumi: raddoppia la propensione al risparmio

Crollano i consumi, si assottigliano i redditi. Gli italiani stringono la cinghia e cercano di tagliare, e risparmiare ovunque. È quanto emerge dal quadro illustrato dall'Istat che oggi ha analizzato e pubblicato il dato sull'andamento del commercio al dettaglio e il Report sui conti nazionali.

Nel 2020, nonostante il massiccio sostegno delle misure anti-crisi, il reddito delle famiglie è diminuito del 2,8%. La spesa per consumi finali si è contratta del 10,9%, portando la propensione al risparmio al 15,8% (8,2% nel 2019). Quindi, è praticamente raddoppiata. È del 2,6% la perdita del potere d'acquisto delle famiglie, la più forte dalla crisi del 2012.  La contrazione delle entrate fiscali e contributive e le misure di sostegno al reddito delle famiglie e all'attività produttiva hanno determinato un forte aumento dell'indebitamento delle amministrazioni pubbliche, che si è attestato a -156,9 miliardi di euro.

Le misure di sostegno messe in atto per contrastare gli effetti economici dell'emergenza sanitaria hanno comunque «attenuato», dice ancora l' Istat, la caduta del reddito disponibile delle famiglie. La consistente flessione della spesa per consumi finali (-10,9%) ha generato un «deciso incremento» della quota di reddito destinata al risparmio, che passa dall'8,2% del 2019 al 15,8% del 2020. L'impatto della crisi sull'attività produttiva ha comportato una riduzione di circa 93 miliardi di euro del reddito primario delle famiglie (-7,3%). I redditi da lavoro dipendente sono diminuiti di circa 50 miliardi di euro (-6,9%), mentre quelli derivanti dall'attività imprenditoriale si sono ridotti di poco più di 40 miliardi di euro (-12,2%); in particolare, dalle piccole imprese di loro proprietà, le famiglie hanno ricevuto 28,7 miliardi in meno di utili rispetto al 2019. Il reddito disponibile delle famiglie è stato tuttavia sostenuto , stima ancora l' Istat, dalle amministrazioni pubbliche attraverso rilevanti interventi di redistribuzione, per un totale di circa 61 miliardi di euro. Da una parte, infatti, si è assistito a una riduzione delle imposte correnti per circa 4,7 miliardi di euro (-2,2% rispetto al 2019) e dei contributi sociali per circa 15 miliardi di euro (-5,4%), di cui poco meno di 5 miliardi di euro a carico dei lavoratori (dipendenti e autonomi) e il resto a carico dei datori di lavoro.

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Dall'altra, le prestazioni sociali sono aumentate di 37,6 miliardi di euro (+9,6%), principalmente per le misure di sostegno al reddito. In particolare, sono aumentate di 13,7 miliardi di euro le risorse destinate alla copertura della cassa integrazione guadagni (CIG) e di 14 miliardi gli altri assegni e sussidi (che includono circa 8 miliardi per il sostegno al reddito dei lavoratori autonomi). A copertura delle perdite legate alla crisi, alle piccole imprese e ai lavoratori autonomi (famiglie produttrici) sono stati erogati contributi a fondo perduto per circa 3,5 miliardi di euro, registrati come trasferimenti in conto capitale. Infine, le famiglie consumatrici, per la prima volta dal 2015, hanno ridotto gli investimenti in abitazioni per circa 5,5 miliardi di euro (-8,4%).

Per effetto della crisi innescata dalla pandemia, nel 2020, il valore aggiunto a prezzi correnti generato dal complesso dell'economia nazionale (valutato a prezzi base) ha subito una contrazione del 7,2% rispetto al 2019. È quanto registra l' Istat nel Report sui conti nazionali. Ad eccezione delle amministrazioni pubbliche, il cui valore aggiunto aumenta dello 0,5%, in tutti gli altri settori si registra una brusca flessione dell'attività produttiva. Le società non finanziarie mostrano una riduzione del valore aggiunto pari al 9,4% (-78,6 miliardi di euro), che spiega oltre la metà (-4,9 punti percentuali) della contrazione complessiva Il valore aggiunto delle società finanziarie si riduce del 5,0% rispetto all'anno precedente (-3,5 miliardi di euro).

Particolarmente colpite dagli esiti della crisi, le piccole imprese e i lavoratori autonomi, inclusi nel settore delle famiglie, subiscono un crollo del valore aggiunto pari all'11,0% rispetto al 2019 (una perdita pari a 33,0 miliardi di euro). Il settore delle famiglie nel suo complesso (la cui attività include la componente figurativa legata all'utilizzo degli immobili di proprietà che per sua natura è stabile) mostra una contrazione del valore aggiunto del 7,3%, con un contributo negativo di -2,1 punti percentuali alla dinamica complessiva.

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Andamento delle vendite al dettaglio

A febbraio 2021 l' Istat stima un aumento congiunturale per le vendite al dettaglio del 6,6% in valore e del 7,2% in volume. La crescita è dovuta al marcato recupero dei beni non alimentari (+14,8% in valore e +15,4% in volume), mentre i beni alimentari sono in calo (-2,4% in valore e -2,2% in volume). Su base tendenziale, a febbraio 2021, le vendite al dettaglio diminuiscono del 5,7% in valore e del 7,0% in volume. La flessione è simile per i beni non alimentari (-6,0% in valore e -7,8% in volume) e per i beni alimentari (-5,5% in valore e -5,6% in volume). Nel trimestre dicembre 2020-febbraio 2021, le vendite al dettaglio diminuiscono, in termini congiunturali, del 2,2% in valore e del 2,6% in volume. I beni non alimentari calano del 4,1% in valore e del 5,0% in volume, mentre le vendite dei beni alimentari sono in crescita (+0,1% in valore e +0,5% in volume).

Tra i beni non alimentari, si registrano diminuzioni tendenziali diffuse, ad eccezione di Dotazioni per l'informatica, telecomunicazioni, telefonia (+12,0%) ed Elettrodomestici, radio, tv e registratori (+8,9%). Le flessioni maggiori riguardano Calzature, articoli in cuoio e da viaggio (-12,7%) e Prodotti farmaceutici (-12,3%). Rispetto a febbraio 2020, il valore delle vendite al dettaglio diminuisce in quasi tutti i canali distributivi: la grande distribuzione (-5,8%), le imprese operanti su piccole superfici (-7,6%) e le vendite al di fuori dei negozi (-6,6%). Solo il commercio elettronico mostra un forte aumento (+35,8%).

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Ultimo aggiornamento: 10 Aprile, 10:16 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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