Isee a pagamento da giugno, le dichiarazioni non saranno più gratis. «I Caf sono senza fondi»

I centri di assistenza: «Quasi esaurite le risorse stanziate per la convenzione»

Domenica 22 Maggio 2022 di Luca Cifoni
Isee a pagamento da giugno, le dichiarazioni non saranno più gratis. «I Caf sono senza fondi»
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Niente più Isee gratis dalla metà di giugno. Il rischio è concreto e si materializzerebbe a ridosso della scadenza per fare domanda per l’assegno unico e universale, senza perdere gli arretrati. E in piena stagione delle dichiarazioni dei redditi. L’allarme viene dai Caf, i centri di assistenza fiscale che si occupano anche di questa incombenza per conto delle famiglie italiane. Le dichiarazioni Isee sono necessarie per l’accesso ad una serie di prestazioni sociali, a partire dal reddito di cittadinanza. Servono per le tariffe agevolate di asili nido, mense scolastiche e università ma anche per una serie di bonus entrati in vigore negli ultimi tempi. Questo indicatore, che tiene conto dei redditi della famiglia ma anche del patrimonio, compresa la casa di abitazione, è poi utilizzato per quantificare l’importo dell’assegno unico e universale (Auu), che ha fatto il suo debutto nel marzo scorso.

I NUMERI

Niente di strano quindi che di Isee ne vengano chiesti e compilati sempre di più: per la verità è anche possibile procedere in autonomia sul sito dell’Inps, ma molti italiani preferiscono tuttora affidarsi ai Caf. Che da gennaio ad oggi ne hanno già fatti circa 7.800.000, il 42 per cento in più rispetto allo scorso anno. La previsione è di arrivare almeno a 10 milioni. Ma c’è un problema: oggi per i cittadini la compilazione è gratuita, perché lo Stato riconosce ai centri di assistenza 16 euro per ciascuna dichiarazione. Ma con questi numeri, le risorse stanziate si esauriranno nei primi giorni del prossimo mese. Cosa succederà a quel punto?
«C’è un tavolo di monitoraggio - spiega Giovanni Angileri, presidente della Consulta nazionale dei Caf - quando sarà confermato che la convenzione deve essere sospesa noi non potremo che fermarci». Per gli utenti la scelta sarà tra rinunciare al servizio oppure pagarlo, ad un prezzo che sarà fissato autonomamente da ciascun centro di assistenza ma che molto difficilmente sarà inferiore a 20-25 euro. «Se non ci saranno fatti nuovi il pericolo è che vada a finire così - argomenta ancora Angileri - e non possiamo nemmeno escludere che singoli centri chiedano corrispettivi ancora più alti».

I CONTATTI

I prossimi giorni dunque saranno decisivi: dopo le interlocuzioni tecniche con l’Inps, la palla è ai ministeri competenti: per mercoledì è in programma un colloquio con la responsabile della Famiglia Bonetti, mentre si attende ancora l’appuntamento con il ministero del Lavoro. Dovrà essere comunque poi il dicastero dell’Economia a reperire le risorse necessarie, una volta presa la decisione politica. Il rischio è pure quello di una disparità tra i cittadini che ancora in questi giorni riescono ad accedere al servizio gratuitamente (tuttora se ne fanno circa 20 mila al giorno, che è un numero molto alto) e quelli che se lo ritroverebbero a pagamento. Per questo si ragiona anche su una soluzione-ponte. Come accennato, i nuclei familiari che entro il 30 giugno presenteranno la richiesta di assegno unico e universale avranno diritto agli arretrati da marzo: dopo questa data spetteranno solo le rate “correnti”. All’appello mancano ancora varie centinaia di migliaia di potenziali beneficiari, ai quali nella maggior parte dei casi servirà l’Isee (altrimenti l’Auu sarà riconosciuto solo nella misura minima). È prevedibile che almeno una parte di loro si decida a provvedere negli ultimi giorni disponibili.
La compilazione dell’Isee richiede l’acquisizione di una serie di dati, da quelli reddituali a quelli relativi agli immobili eventualmente posseduti, fino alle giacenze sui conti bancari e agli investimenti.

 


 

Ultimo aggiornamento: 24 Maggio, 09:41 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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