Ibride ed elettriche conquistano gli italiani. Cresce propensione all’acquisto: disposti a pagarle il 10% in più

Giovedì 26 Novembre 2020
Una delle slides dello studio di Aretè sulla propensione all'acquisto di auto elettriche
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ROMA - I dati di ottobre del mercato automotive hanno sancito in Italia il boom delle immatricolazioni di vetture ibride ed elettriche che hanno toccato quota 25% del totale. Un dato impensabile fino a qualche mese fa che risente della campagna di incentivi messa in piedi dal Governo ed è trainato dalle diverse soluzioni ibride offerte dalle Case automobilistiche.

Una nuova survey “Vetture ibride ed elettriche, cosa ne pensate?”, condotta nel mese di novembre da Areté (azienda leader nella consulenza strategica), segna un ulteriore passo in avanti nel graduale processo di avvicinamento alla “svolta ibrido-elettrica”. Secondo la survey, che fotografa la propensione all’acquisto dei consumatori, oltre 9 su 10 si dicono pronti a comprare vetture ibride e quasi l’87% ad acquistare auto elettriche.

“I dati”, segnala Massimo Ghenzer - Presidente di Areté, “evidenziano un mercato pronto alla svolta ibrido-elettrica, anche se la conoscenza delle varie tipologie di vetture ibride resta bassa. Il dato interessante riguarda l’aspetto economico: i potenziali acquirenti, stando ai nostri dati, sarebbero disposti a pagarle fino al 10% in più rispetto all’acquisto di una vettura dotata di motore termico tradizionale. Per promuovere in modo efficace la loro diffusione nel nostro parco circolante è oggi necessario rivedere e ampliare in modo sostanzioso le politiche di incentivo per questi veicoli”.

L’attenzione alle tematiche green e alla riduzione delle emissioni inquinanti, sempre più presenti nel dibattito pubblico, è testimoniata dal fatto che il principale motivo di acquisto dichiarato dal campione sia di carattere sociale («per non inquinare»). Resta forte però anche la leva economica che, nelle sue diverse forme, costituisce una componente essenziale del cambio di costumi in atto, in particolar modo per il risparmio sul carburante (indicato dal 33% del campione), l’utilizzo degli incentivi, la possibilità di non pagare il bollo, i risparmi sulla manutenzione, il mancato pagamento del parcheggio sulle strisce blu.

Resta comunque uno zoccolo duro di scettici nei confronti di queste motorizzazioni. Le ragioni del mancato feeling sono ormai ben note: prezzo elevato dei modelli e, parlando di elettrico, perplessità sull’autonomia e incertezza sul luogo in cui ricaricarla.

Secondo Areté, ad alimentare queste ragioni spesso è anche la scarsa conoscenza e l’utilizzo ancora limitato di queste vetture: solo il 32% ha guidato almeno una volta un’auto ibrida e il 23% è stato al volante di un’elettrica. Inoltre, il 50% degli italiani conosce poco o per nulla le caratteristiche dei motori full/mild/plug-in hybrid. Proprio a causa della scarsa consapevolezza di queste alimentazioni, 9 potenziali acquirenti su 10 ritengono il test drive di prova determinante per maturare la decisione di acquisto.

Un ultimo capitolo dello studio riguarda le modalità di acquisto di queste vetture: solo una quota residuale dei rispondenti sostiene di voler acquistare in contanti, oltre la metà si dice pronto a richiedere un finanziamento. Un significativo 15% sceglie di affidarsi alle soluzioni offerte dal noleggio. In questo modo sente al riparo da possibili criticità dovute al cambio di mobilità, evitando significativi immobilizzi di capitale.

 

 

Ultimo aggiornamento: 28 Novembre, 12:24 © RIPRODUZIONE RISERVATA