Green pass e vaccini, effetto sul turismo: «Spiagge piene come nel 2019»

Lunedì 9 Agosto 2021 di Luca Cifoni e Michele Di Branco
Green pass e vaccini, effetto sul turismo: «Spiagge piene come nel 2019»

Industria turistica pronta al colpo di coda estivo, con i numeri della stagione balneare che tornano ai livelli del 2019. L’introduzione del green pass e la spinta alle vaccinazioni sembrano aver inciso positivamente sul settore offrendo un quadro di regole certe che ha portato molti italiani e stranieri (evidentemente rassicurati dalla prospettiva di soggiornare in luoghi e strutture più sicure) a spostarsi e a prenotare hotel, b&b e ristoranti. L’estate era partita un po’ fiacca: il bimestre maggio-giugno non è andato bene. Ma a luglio c’è stata finalmente una ripresa e agosto promette un ulteriore rilancio. A Roma le camere occupate sono aumentate del 10 per cento. La conferma di questa tendenza arriva da Bernabò Bocca. «L’effetto della campagna di vaccinazione è stato molto positivo», riconosce il presidente di Federalberghi spiegando però che la riscossa riguarda soprattutto il comparto balneare, «ormai pronto, proprio nei mesi di luglio e agosto, a pareggiare i dati di presenze e fatturato dell’estate 2019».

 

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Le mete

«È un dato di fatto – osserva ancora Bocca – che i turisti tedeschi, francesi e in generale del Nord-Europa, stanno tornando ad affollare le nostre coste. E la ragione, evidentemente, è che si sentono più sicuri rispetto ad altre mete tradizionali, come Grecia e Spagna». Certo, ammonisce il numero uno di Federalberghi, resta il problema delle città d’arte, dove il turismo continua a faticare «ma in quel caso pesa l’assenza degli statunitensi». Anche se Roma, Firenze e Venezia appaiono in risalita dopo il -49,6% di presenze dell’anno scorso. L’obbligo di green pass, va ricordato, non si applica direttamente per l’accesso alle spiagge e nemmeno per gli hotel, ma vale per i ristoranti al chiuso compresi quelli degli alberghi (nel caso di clienti esterni), per i musei e per i parchi a tema. Verosimilmente ha contribuito a rassicurare i viaggiatori: già a luglio Assoturismo Confesercenti prevedeva che il certificato verde avrebbe generato 2,2 milioni di presenze straniere aggiuntive. 

 

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La locomotiva della ripresa, comunque, resta il mare. Federbalneari benedice l’introduzione del green pass e prevede che i flussi turistici «terranno molto bene anche in agosto». La previsione degli arrivi, per tutto il mese, è di 39 milioni: il 12% e 20 milioni di presenze in più rispetto al 2020. L’occupazione degli hotel è all’80%. La ricerca del Centro Studi mostra che il mare viene scelto anche per agosto dal 70% degli italiani, con una durata media della vacanza di 7 giorni per oltre il 50% degli italiani. «Ancora una volta per il mercato interno la spiaggia è il baricentro di un flusso turistico che accede all’alberghiero ed all’extra alberghiero – dice Marco Maurelli, presidente di Federbalneari Italia – il turismo balneare si conferma come la prevalente attrattiva ed i servizi turistici connessi sono perfettamente integrati». Entrando nel dettaglio, nel Lazio è stato complessivamente buono il mese di luglio, con un incremento medio di presenze del 6% e concentrazione massima nei fine settimana e festivi. Boom di prenotazioni in Sardegna: per il mese di luglio si attesta ad un + 27% rispetto al 2020 e conferma anche in agosto con + 31%, con alcune mete sold out. Decisamente buona la situazione anche in Veneto, dove il turismo costiero si conferma tra le principali attrattive con un segno positivo sul 2020 che si attesta per luglio a + 38% e con un trend sempre positivo per il mese di agosto in forte crescita, e in Calabria con luglio in linea con il 2020 ma con previsioni di circa il 39% in più di domanda per agosto. Al top c’è la Liguria, con un tasso di occupazione delle strutture ricettive, nel primo week end di agosto, del 94,2%, ben superiore alla media nazionale, comunque molto positiva, dell’83,1%.

 

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Il recupero

Insomma il turismo pare lasciarsi alle spalle lo scorso anno e avviarsi al recupero. Sempre secondo i dati di Assoturismo nel trimestre giugno-agosto 2020, le presenze nelle strutture ricettive si erano fermate a 148,5 milioni, con 65 milioni in meno rispetto al 2019, e con un calo del -30,4%. Un crollo dipeso dalla mancata presenza straniera, con un calo avvertito soprattutto dal settore alberghiero (-70%). Il crollo della domanda turistica, lo scorso anno, era stato avvertito in tutte le aree del Paese, specialmente dagli imprenditori del Nord Ovest (-34,2%) e del Nord Est (-34,4%). Valori meno negativi per le regioni del Centro Italia (-31%) e per le aree del Sud e delle Isole, dove il calo è stato del -20,4%. Oltre all’andamento negativo della domanda turistica, il settore aveva fatto registrare anche un crollo del fatturato: rispetto al 2019 c’era stata una flessione del 37,5%. Numeri che sembrano ormai lontani. 

Ultimo aggiornamento: 10:20 © RIPRODUZIONE RISERVATA