Giovanni Bazoli e Victor Massiah assolti nel processo Ubi Banca

Venerdì 8 Ottobre 2021
Processo Ubi Banca, Bazoli e Massiah assolti dal tribunale di Bergamo

Si è concluso con una generale assoluzione (una sola condanna a un anno e sei mesi a un imputato per una vicenda marginale) il processo bergamasco per il caso Ubi Banca che vedeva imputati in 31 tra cui il banchiere Giovanni Bazoli, l'ex consigliere delegato della banca lombarda,  Victor Massiah, e altri ex dirigenti. Non esiste, secondo i giudici che sono rimasti quasi dieci ore in camera di consiglio, al termine di un processo che ha visto oltre 60 udienze, l'ostacolo all'esercizio delle funzioni di Consob e Banca d'Italia di cui erano accusati anche Bazoli e Massiah mentre per il reato di illecita influenza sull'assemblea del 2013 che decise la governance di Ubi, il presidente emerito di Intesa Sanpaolo è stato assolto nel merito e per Massiah e altri è stato disposto il non luogo a procedere per intervenuta prescrizione.

Il pm Paolo Mandurino aveva chiesto sei anni e due mesi per Bazoli e l'assoluzione per sua figlia Francesca per non aver commesso il fatto. Per il pm anche la banca, inizialmente imputata come persona giuridica (l'Istituto era assistito dalla professoressa Paola Severino e dagli avvocati Fabio De Matteis e Francesco Centonze) andava assolta e così è stato. Per l'ex consigliere delegato della banca acquisita poi da Intesa, Victor Massiah erano stati chiesti quattro anni e sei mesi. Prescrizione, quindi, per le presunte illecite interferenze a proposito dell'assemblea del 2013 per alcuni imputati a cui il pm chiedeva la confisca di 5 milioni e 300 mila euro, equivalenti all'illecito profitto ottenuto negli anni e che non si sarebbe realizzato senza le presunte irregolarità ipotizzate dalla Procura nella raccolta delle deleghe.

Questo perché senza quelle presunte irregolarità la Lista 1, a cui facevano riferimento gli imputati, non avrebbe vinto sulle altre due. Finisce in questo modo la prima tappa di una vicenda giudiziaria cominciata nel 2014 dopo l'esposto, tra gli atri, dell'ex parlamentare Giorgio Jannone che lamentava irregolarità. «Sfido chiunque a dimostrare che quanto ho fatto non era nell'interesse esclusivo della banca», così come «nessuno potrà mai sostenere che io abbia agito per finalità personali», aveva sempre detto Bazoli, assistito dall'avvocato Stefano Lojacono nel corso del procedimento.​

Giovanni Bazoli e Victor Massiah assolti nel processo Ubi Banca

Ubi Banca, la storia processuale 

Il processo al tribunale di Bergamo su presunte irregolarità nella passata gestione di Ubi, poi incorporata da Intesa Sanpaolo, si è chiusa con 29 tra assoluzioni e proscioglimenti per prescrizione e una condanna a un anno e sei mesi per l'imputato Franco Polotti, già presidente del consiglio di Gestione di Ubi Banca. Il tribunale ha assolto anche la banca Intesa Sanpaolo, che era subentrata nel processo al posto della incorporata Ubi Banca, imputata per la legge 231/2001 sulla responsabilità amministrativa degli enti. Nel processo sono imputate 30 persone fisiche più la banca Intesa Sanpaolo e in requisitoria il 4 maggio 2021, il pm Paolo Mandurino aveva chiesto 26 condanne che andavano da un massimo di 6 anni e 8 mesi a un minimo di 1 anno e 2 mesi e 4 assoluzioni, più quella della banca.

Tra le richieste di assoluzione c'è anche quella per Francesca Bazoli, figlia del banchiere Giovanni ed ex componente del consiglio di Sorveglianza di Ubi Banca (assolta questa sera dal tribunale di Bergamo). I reati contestati nel processo sono ostacolo all'autorità di vigilanza (Banca d'Italia e Consob) e illecita influenza in assemblea, in relazione all'assise del 20 aprile 2013 di Ubi Banca. Solo a 4 dei 30 imputati sono contestati entrambi i reati: Giovanni Bazoli, Emilio Zanetti, Andrea Moltrasio e Victor Massiah. In fase di repliche, tuttavia, il pm Mandurino ha detto che il reato di illecita influenza in assemblea si è prescritto nel giugno scorso e ha quindi chiesto il proscioglimento degli imputati cui è contestato solo questo reato (14 in tutto, di cui per 3 aveva già chiesto l'assoluzione) e una riduzione della richiesta di condanna di 6 mesi per gli imputati cui erano contestati entrambi i reati.

Contestualmente è caduta anche la richiesta di confisca di 5,3 milioni di euro legata al reato di illecita influenza in assemblea. Secondo l'ipotesi accusatoria, per quella assemblea fu messo in piedi un sistema per raccogliere, in maniera 'illecità, deleghe in bianco per il voto sul rinnovo del consiglio di sorveglianza. L'obiettivo era quello di far prevalere in assemblea la lista 1 (lista Moltrasio) sulle altre due liste presentate: lista 2 guidata dal professor Andrea Resti e lista 3 dell'imprenditore Giorgio Jannone. Stando alla ricostruzione della procura, senza questo sistema non avrebbe vinto la lista 1 ma la lista 2 e quindi l'asse Bergamo-Brescia rappresentato da Emilio Zanetti e Giovanni Bazoli avrebbe perso il controllo della banca. Per quanto riguarda il reato di ostacolo all'autorità di vigilanza, questo sarebbe stato commesso attraverso una serie di mancate comunicazioni od omissioni alla Consob e alla Banca d'Italia di fronte alla circostanza che - per l'accusa - di fatto Ubi Banca veniva gestita da un patto parasociale tra le Associazioni Ablp e Amici di Ubi Banca, che vedevano come referenti rispettivamente Giovanni Bazoli ed Emilio Zanetti, che decidevano le nomine in violazione dello statuto della banc

 

Ultimo aggiornamento: 21:10 © RIPRODUZIONE RISERVATA