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Gas, tetto al prezzo nel Consiglio Ue. I dubbi dei Paesi (e la strategia per sbloccare lo stallo)

L'obiettivo dichiarato è quello di inserire un chiaro riferimento al fatto che la Russia sta usando non solo i carichi di grano ma anche le forniture di gas «come un’arma»

Giovedì 23 Giugno 2022 di Gabriele Rosana
Gas, tetto al prezzo nel Consiglio Ue. I dubbi dei Paesi (e la strategia per sbloccare lo stallo)

«I tagli di Gazprom non sono passati inosservati» e, complici varie aperture, rilanciano il pressing italiano (ma non solo) in Europa sul tetto temporaneo al prezzo del gas all’ingrosso. Un’iniziativa non solo per frenare la speculazione e le quotazioni alle stelle (il governo Draghi propone di fissarlo a 80 euro al megawattora), ma anche per tornare a colpire Mosca con un provvedimento che, in fin dei conti - fanno notare a Bruxelles - segue lo spirito delle sanzioni adottate finora per limitare le entrate della Russia. Nessuna fuga in avanti, ma i leader ne torneranno a parlare al Vertice che inizia oggi 23 giugno a Bruxelles, aspettando lo studio di fattibilità che la Commissione sta finalizzando sul tema, in modo da avere soluzioni in pista con l'arrivo dei primi freddi. La discussione sarà solo informale e non sarà presente espressamente all’ordine del giorno del Consiglio europeo, dominato dalla concessione all’Ucraina dello status di candidato e dalla questione allargamento.

Eppure a ben vedere, benché non verranno prese decisioni operative immediate, ci sarebbe già un risultato concreto raggiunto dagli sherpa nelle ore immediatamente precedenti l’inizio del summit, a conferma del lavoro che continua sul punto: cioè l’inserimento, nell’ultima bozza del documento finale che i capi di Stato e di governo dovranno approvare, di un riferimento al “price cap” discusso allo scorso vertice, appena tre settimane fa. Il tetto al prezzo del gas rientra infatti tra le possibili misure da adottare «per contenere i prezzi dell’energia e mantenerli accessibili per tutti». L’antefatto cui collegarlo, poi, è ancora più eloquente: l’obiettivo dichiarato è infatti quello di inserire un chiaro riferimento al fatto che la Russia sta usando non solo i carichi di grano ma anche le forniture di gas «come un’arma», facendo aumentare i prezzi e continuando a incassare i pagamenti nonostante una significativa riduzione dei flussi. Una circostanza che potrebbe sbloccare lo stallo sul “price cap” in Europa e spianare la strada a un’adozione in un certo senso semplificata (ma pur sempre all’unanimità dei Ventisette) del tetto come una sorta di nuova sanzione indiretta volta a colpire Mosca, così da impedirle di speculare sulla riduzione delle forniture. 

Le discussioni sul "price cap"

Le discussioni non sono ancora mature, ma i contatti fra le diplomazie continuano in maniera serrata e fra varie delegazioni nazionali inizialmente scettiche sulla prospettiva dell’introduzione di un “price cap” a tempo si registrano anche aperture di credito motivate dai continui tagli centellinati da Mosca con il disegno di spingere in alto i prezzi del gas. Il piano del Cremlino è chiaro anche secondo l’interpretazione data dal capo dell’Agenzia internazionale per l’energia (Aie) Fatih Birol in un’intervista al Financial Times: «Più ci avviciniamo all'inverno, più comprendiamo le intenzioni della Russia. Credo che i tagli siano orientati a evitare che l'Europa riempia i depositi e ad aumentare la leva della Russia nei mesi invernali».

 

 

Non tutti gli esecutivi sono però ancora a bordo: la Germania sarebbe disponibile a valutare il “price cap” (Mario Draghi avrebbe insistito sul punto con Olaf Scholz una settimana fa, durante il viaggio a Kiev), ma Paesi Bassi e Lussemburgo, in particolare, si fanno notare tra coloro che puntano ancora i piedi. Tra le ragioni alla base della resistenza di alcune capitali, fonti Ue citano soprattutto il timore che un prezzo regolamentato possa «peggiorare la situazione già perturbata sui mercati». Al contrario, ci sarebbe proprio un deciso freno alla speculazione in atto alla base dello sprint che vede l’Italia in prima linea. E che, mettendo a punto un prezzo regolamentato, punterebbe pure a limitare la possibilità per Mosca di manipolare i prezzi a proprio favore.

Ultimo aggiornamento: 13:10 © RIPRODUZIONE RISERVATA