Ferrari, svolta elettrica: l'80% della produzione sarà con la spina nel 2030. Solo il 20% con motore a benzina

Lunedì 20 Giugno 2022 di Giorgio Ursicino
Benedetto Vigna, il ceo della Ferrari

La Ferrari fa il suo “Capital Market Day”, il Cavallino effettua un ulteriore passo in avanti. Il piano 2022-2026 è sicuramente ambizioso, ma anche molto determinato nel cambiamento. Com’è nello stile dell’azienda, che da 75 anni punta sulla tecnologia e sulla leadership, non c’è alcun accenno di frenata. Anzi, si accelera sulla transizione poiché le fasi nuove sono sempre una ghiotta opportunità per allargare il solco con gli avversari. Quale fosse la rotta si era già capito nell’interim del presidente Elkann anche nella gestione operativa. Il raddoppio nel motorsport, con il programma Le Mans ad affiancare la F1, e poi la scelta di Benedetto Vigna come nuovo Ceo, uno scienziato-manager.

Ieri, a 9 mesi dall’insediamento, l’ingegnere-inventore si è preso la scena, cavalcando con nonchalance il cuore della società. In certi passaggi ha ricordato gli show di Steve Job ed Elon Musk, i tecnici-visionari più famosi. La Ferrari, che per quest’anno ha confermato i target, ha ammesso di attraversare il periodo migliore del suo percorso, con una gamma completa ed un portafoglio mai così ricco. Nei prossimi 4 anni ci saranno 15 nuovi lanci con i modelli di “produzione” che continueranno a rappresentare 85% delle attività. Fedeli al motto Ferrari diverse per ferraristi differenti a settembre verrà svelato il Purosangue, un altro modello super sportivo con le sembianze di un Suv.

Durante il piano esordirà la nuova supercar e, nel 2025, la prima full electric, un gioiello su cui i tecnici modenesi lavorano da tempo. «Sarà un vero Cavallino con una densità di potenza finora mai vista», ha commentato l’ad. È stata annunciata la costruzione di un nuovo stabilimento chiamato “e-building” che, come vuole la tradizione, realizzerà “in-house” tutte le parte strategiche della tecnologia elettrica come i motori, la batterie e gli inverter. Su alcuni aspetti si lavorerà a contatto con fornitori di eccellenza. Già nel 2026 solo il 40% delle Ferrari saranno termiche, il resto elettriche e plug-in con 4 modelli dei quali già in listino.

A fine decennio il 40% della produzione sarà solo elettrica, il 40% plug-in (l’80% delle vendite avrà la spina) e solo in rimanente 20% sarà a benzina per tutto il mondo. Nel 2026 i ricavi passeranno dai 4,6 miliardi attuali ai 6,7, con un Ebitda che sarà fra i 2,5 e i 2,7 miliardi e un margine fra il 38% e il 40%. Nel periodo gli investimenti saranno di 4,4 miliardi, il 75% per le vetture, il 25% per le infrastrutture. Circa 2 miliardi verranno utilizzati per il riacquisto di azioni proprie. Nel 2030 tutti gli impianti Ferrari raggiungeranno la neutralità delle emissione di carbonio.

Ultimo aggiornamento: 21 Giugno, 09:13 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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