Evasione, le armi dell'Agenzia delle entrate: fatturazione elettronica, redditometro e la novità esterometro

Evasione fiscale, ecco le armi del fisco: dalla fatturazione elettronica al redditometro

di Michele Di Branco

Non solo Evasometro. La battaglia contro l’evasione fiscale, che si è a lungo appoggiata agli studi di settore, è stata notevolmente potenziata negli ultimi anni. Uno degli strumenti più importanti a disposizione dell’Agenzia delle Entrate è la fatturazione elettronica, il cui obbligo è stato introdotto nei confronti delle Pubbliche amministrazioni centrali nel giugno 2014, esteso a tutte le amministrazioni nel marzo 2015 e ora in vigore anche nei rapporti tra privati.

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Il meccanismo permette al Fisco di avere visibilità su tutto ciò che viene fatturato in termini di fornitura nel quadro delle transazioni. I risultati relativi al 2019 appaiono molto positivi, tanto che il governo ipotizza un extra-gettito di 1,5 miliardi rispetto alle previsioni.

L’APPLICAZIONE
Molto più controversa l’applicazione del Redditometro, che il Decreto dignità ha messo all’indice senza però cancellarlo: può essere applicato ancora per le annualità fino al 2015. Si tratta di uno strumento in grado di incrociare molti dati sensibili dei contribuenti per scoprire le potenziali anomalie. Con il Redditometro, il Fisco può verificare il reddito delle persone fisiche in funzione al possesso di determinati beni-indice. In altre parole, il procedimento su cui fonda il nuovo accertamento sintetico è l’esistenza di elementi e circostanze di fatto certi dai quali è assolutamente legittimo presumere una correlata capacità di spesa. Lo strumento viene impiegato per analizzare i periodi d’imposta successivi al 2009, mentre per i periodi precedenti si usa il vecchio strumento accertativo che prende in considerazione la disponibilità e il possesso dei beni da parte del contribuente o nucleo familiare e non il sostenimento delle spese, come avviene per il nuovo Redditometro.

Lo scarto tra l’accertabile e il dichiarato con il vecchio Redditometro è del 25%, con scostamento biennale non consecutivo, mentre ora si riduce al 20% con scostamento annuale. Lo strumento più recente si chiama invece Esterometro. In base alle nuove regole, dall’obbligo di fatturazione elettronica sono escluse le fatture emesse e ricevute da e verso soggetti esteri, ma questi dati continuano però ad essere oggetto di comunicazione alle Entrate, nonostante l’abolizione dello Spesometro 2019. 
Sicché i soggetti che emettono o ricevono fatture da e verso l’estero sono obbligati a trasmettere i dati delle operazioni transfrontaliere di cessione di beni e prestazione di servizi effettuate e ricevute verso e da soggetti non stabiliti nel territorio dello Stato. L’invio dell’Esterometro da parte del contribuente è mensile e la scadenza è entro 
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Lunedì 26 Agosto 2019, 08:58






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