Energia, tra Europa e Mosca è guerra del gas

Venerdì 13 Maggio 2022
Energia, tra Europa e Mosca è guerra del gas

(Teleborsa) - Un braccio di ferro tra sanzioni europee e ritorsioni russe. Dopo lo stop ai flussi al punto di ingresso di Sokhranivka, in Ucraina, con la cessazione da parte di Gazprom dell'utilizzo del gasdotto Yamal-Europe, che dalla Russia porta le forniture al Vecchio Continente attraverso la Polonia, entra nel vivo la guerra del gas. Già lo scorso 26 aprile Mosca aveva bloccato l'export a Polonia e Bulgaria perché contrarie al pagamento del metano in rubli. E dopo la decisione della Finlandia di aderire alla Nato si paventa anche uno stop delle forniture a Helsinki.

Mosca ha annunciato sanzioni contro 31 società energetiche di Paesi Ue, Usa e di Singapore. Tra queste c'è anche la Europol Gaz, l'azienda proprietaria della sezione polacca del gasdotto Yamal-Europa. "Per la Gazprom questo significa il divieto di utilizzare un gasdotto di proprietà di Europol Gaz per il trasporto di gas russo attraverso la Polonia", ha spiegato il portavoce di Gazprom, Sergei Kupriyanov, in un comunicato. Gazprom ha confermato che interromperà l'invio di gas naturale attraverso la sezione polacca del gasdotto Yamal-Europa. Si tratta di un gasdotto chiave che trasporta circa 33 miliardi di metri cubi di gas, ovvero un sesto delle esportazioni russe all'Europa, dai giacimenti nella penisola russa di Yamal e nella Siberia occidentale attraverso la Bielorussia e la Polonia fino alla Germania. Secondo il direttore di Eurasia Group, Henning Gloystein, il blocco potrebbe tuttavia essere aggirato facilmente. Aziende non sanzionate potrebbero subentrare nei contratti a quelle interdette, il che probabilmente comporterebbe l'accordo di nuovi termini con Gazprom, anche per il pagamento, ha affermato. La Russia potrebbe, inoltre, spedire il gas direttamente in Germania attraverso il Nord Stream che passa sotto il Mar Baltico.

Ieri Gazprom ha detto di voler consegnare tutto il gas previsto attraverso la stazione nei pressi di Sokhranivka, nella regione di Lugansk, – da cui passa quasi un terzo del gas che dalla Russia attraversa l'Ucraina per poi giungere in Europa – ma da tre giorni l'Ucraina afferma di non poter far passare il gas da lì a causa della presenza delle forze armate russe paventando un calo delle forniture di circa un terzo e ha chiesto a Gazprom di aumentare i volumi in un altro sito, Sudja. Mosca da parte sua sostiene che il transito può essere fatto perfettamente via Sokhranivka, mentre è impossibile aumentare i volumi su un altro gasdotto.

L'impatto delle notizie sul calo delle forniture non ha tardato a farsi sentire. Dopo che ieri l'indice di riferimento, i future sul gas ad Amsterdam, hanno toccato il picco di 111 euro al MWh (+17,5%) oggi il prezzo del gas in Europa si mostra in calo in avvio di giornata. L'indice di riferimento del prezzo spot, ovvero i future ad Amsterdam si muovono attorno ai 104 euro al MWh segnando un flessione del 2,44%.

La prossima settimana la Commissione europea renderà pubblico il piano RePowerEu che ha l'obiettivo di sganciarsi dalla stretta russa accelerando la transizione energetica. La Commissione prevede l'introduzione del 'price cap' al gas solo in seguito a "una interruzione improvvisa, su larga scala o totale, delle forniture di gas russo". L'argomento sarà approfondito nel summit straordinario dei leader europei di fine maggio. "I prezzi dell'energia rimarranno elevati per il resto del 2022 e, in misura minore, fino al 2024-2025" è la previsione della Commissione che, nel caso Mosca fermi i flussi, raccomanda ai Paesi membri di procedere con un "razionamento coordinato" sulla base del principio di solidarietà. L'obiettivo di breve termine dei governi è riempire quanto più possibile gli stock in vista dell'inverno. Secondo alcuni osservatori a Bruxelles aziende europee si stanno preparando a pagare il gas in rubli nel mese di maggio, quando per tanti ci sarà la prima scadenza dei versamenti da quando il Cremlino ha introdotto il decreto che impone all'Ue di versare a Gazprombank moneta locale. "La Banca centrale russa è soggetta a sanzioni dell'Ue e la nostra assolutamente posizione è che usare questo metodo di pagamento del gas in rubli sarebbe una violazione di queste sanzioni – ha dichiarato il portavoce della Commissione europea, Tim McPhie – la presidente della Commissione lo ha detto chiaramente così come la commissaria Simson. Continueremo a dialogare con gli Stati membri per spiegare la situazione e le linee guida".

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