Dl Rilancio, Superbonus al 110%: tutte le agevolazioni

Mercoledì 20 Maggio 2020

(Teleborsa) - "Più di 14 miliardi in cinque anni". Così il ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri, ha quantificato le risorse che saranno destinate al Superbonus per la riconversione energetica previsto dal Dl Rilancio. Gualtieri ha detto di aspettarsi una forte adesione al provvedimento che prevede un super ammortamento al 110% delle spese.

La detrazione nella misura del 110 per cento delle spese sostenute tra il 1 luglio 2020 e il 31 dicembre 2021 da ripartire tra gli aventi diritto in cinque quote annuali di pari importo, è destinata aper specifici interventi volti ad incrementare l'efficienza energetica degli edifici (ecobonus), la riduzione del rischio sismico (sismabonus) e per interventi ad essi connessi relativi all'installazione di impianti fotovoltaici e colonnine per la ricarica di veicoli elettrici. Per tali interventi – come per altre detrazioni in materia edilizia specificamente individuate – in luogo della detrazione, il contribuente potrà optare per un contributo sotto forma di sconto in fattura da parte del fornitore, che potrà recuperarlo sotto forma di credito di imposta cedibile ad altri soggetti, comprese banche e intermediari finanziari, ovvero per la trasformazione in un credito di imposta. È prevista l'applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria da 2mila a 15mila euro per ciascuna attestazione o asseverazione infedele resa.

GLI INTERVENTI DETRAIBILI – Nel dettaglio le spese ammissibili all'agevolazione sono: interventi di isolamento termico delle superfici opache verticali e orizzontali che interessano l'involucro dell'edificio con un'incidenza superiore al 25% della superficie disperdente lorda dell'edificio medesimo, per un ammontare complessivo delle spese non superiore a 60mila euro moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che compongono l'edificio; interventi sulle parti comune degli edifici per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti centralizzati per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua calda sanitaria a condensazione, con efficienza almeno pari alla classe A, ivi inclusi gli impianti ibridi o geotermici, anche abbinati all'installazione di impianti fotovoltaici, relativamente a una spesa non superiore a 30mila euro moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che compongono l'edificio compresa quella per lo smaltimento e la bonifica dell'impianto sostituito; interventi sugli edifici unifamiliari per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti per il riscaldamento, il raffrescamento, o la fornitura di acqua calda sanitaria a pompa di calore, ivi inclusi gli impianti ibridi o geotermici, anche abbinati all'installazione di impianti fotovoltaici ovvero con impianti di microgenerazione, per una spesa non superiore a 30mila euro, compresa quella per lo smaltimento e la bonifica dell'impianto sostituito. Nel testo del decreto viene chiarito che l'agevolazione si applica anche a tutti gli altri interventi di efficientamento energetico di cui all'articolo 14 del dl 63 del 2013 (convertito nella legge 90 del 2013).

IL NODO SECONDE CASE – Nel superbonus al 110% rientrano anche gli interventi sulle seconde case purché non si tratti di edifici unifamiliari. Saranno quindi incluse le abitazioni che non siano prima casa all'interno di un condominio ma non villette unifamiliari. Una soluzione di compromesso dopo che il tema è stato al centro del dibattito degli ultimi giorni. Delusione, a riguardo, da parte di Confedilizia. "Davvero il Governo vuole, per il furore ideologico (e datato) di qualche sua componente contro le seconde case, escludere dal superbonus proprio le abitazioni che hanno più bisogno di interventi di miglioramento sismico, come ad esempio quelle della fascia appenninica?" ha twittato ieri il presidente di Confedilizia, Giorgio Spaziani Testa.

© RIPRODUZIONE RISERVATA