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Bonus tv per canali satellitari, 50 euro nel decreto Aiuti: ma non in tutta Italia, ecco chi ne ha diritto

Domenica 14 Agosto 2022
Bonus tv per canali satellitari, 50 euro nel decreto Aiuti: ma non in tutta Italia, ecco chi ne ha diritto

Un bonus da 50 euro per l'acquisto di apparecchiature per la ricezione tv via satellite: è una delle misure messe in campo dal governo nel decreto Aiuti bis con l'obiettivo specifico di garantire la ricezione del segnale televisivo in alcune zone soprattutto di montagna in cui, a seguito delle procedure di switch-off al digitale, alcuni canali non erano più visibili. Per questi territori in cui in assenza di altri impianti il satellite può essere l'unica soluzione, il governo rimette in campo - portandolo appunto a 50 euro - il contributo già previsto dalla legge di Bilancio 2018 dei decoder digitali e successivamente rifinanziato.

Bonus tv satellitare, come ottenerlo

Le modalità di fruizione saranno verosimilmente le stesse del precedente contributo, quindi sconto presso il venditore che poi lo recupera mediante un credito d'imposta. Nella precedente versione era richiesta come condizione un Isee del nucleo familiare non superiore a 20 mila euro. Alla richiesta di riconoscimento del contributo andava allegata una copia del documento di identità. Resta da capire se servirà un ulteriore specifico provvedimento ministeriale per l'estensione del contributo a questa specifica casistica: il testo non precisa ad esempio se i fondi potranno essere usati per decoder e tv o anche per le parabole.

I ripetitori

Sempre con la finalità di garantire la ricezione televisiva nelle aree «non rientranti nella zona di coordinamento radioelettrico internazionale» il decreto Aiuti bis stanzia 2,5 milioni da destinare «all’adeguamento degli impianti di trasmissione autorizzati da riattivare con un limite massimo dell’80 per cento delle spese sostenute e comunque per un importo non superiore a 10.000 euro». Dunque si cercherà anche di riaccendere alcuni ripetitori, laddove possibile. «Sono soddisfatto del lavoro compiuto  che darà risposte concrete alle tante richieste arrivate al ministero dello Sviluppo economico in questi mesi» aveva commentato nei giorni scorsi il ministro Giancarlo Giorgetti. Secondo l'Unione nazionale comuni e comunità enti montani questo problema riguarda una platea di 2 milioni di persone.

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