Bonomi e il "coraggio del futuro": Serve nuovo grande Patto per l'Italia

Martedì 29 Settembre 2020

(Teleborsa) - "Servono scelte per l'Italia del futuro. Scelte anche controvento. Serve il coraggio del futuro". Questo il messaggio- slogan lanciato dal Presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, in occasione dell'Assemblea Annuale.

Dal palco dell'assemblea pubblica dell'associazione il numero uno degli Industriali chiede che utilizzo delle risorse del Recovery Fund esprima una "visione di fondo della crescita" e per questo serve "un grande e comune Patto per l'Italia" che "aderisca agli indirizzi Ue" e che veda la partecipazione di istituzioni, politica, tutti i maggiori soggetti economici e sociali del Paese; un patto "con noi e con tutte le parti sociali".

Quel che al Paese manca da tempo, secondo Bonomi, "è una visione di fondo capace di unire ciò che il nostro Paese sa fare con l'impatto della modernità, l'evoluzione formidabile delle tecnologie, gli effetti che tutto ciò puòp rodurre in una società italiana che, in 25 anni, ha perso reddito e aumentato il tasso di diseguaglianza". Per questo, l'appello a Presidente del Consiglio Conte e Governo affinchè siano stabilite " priorità per usare, in pochi anni, oltre 200 miliardi che ci vengono dall'Europa" perchè "neanche 200 miliardi, dandone una goccia a tutti" possono risolvere i mali italiani.

Poi l'invito-monito rivolto direttamente al Premier Giuseppe Conte sull'utilizzo del Recovery Fund: "Se si fallisce nel compito che abbiamo di fronte, nei pochi mesi ormai che ci separano dalla precisa definizione delle misure da presentare in Europa, non va a casa solo lei. Andiamo a casa tutti", avverte Bonomi sottolineando che "il danno per il Paese sarebbe immenso e lo pagheremmo tutti. Per anni a venire. Semplicemente non ce lo possiamo permettere. E' tempo di azione comune oppure non sarà un'azione efficace".

Secondo il leader di Confindustria "le ambiguità della politica economica non devono aggiungere ulteriore incertezza e sfiducia nel Paese". Del resto "nessun provvedimento di politica economica, nessuna misura istituzionale, nessun capitolo di spesa, generano effetti positivi, rilevanti e durevoli senza che la strategia in cui si inscrivono venga compresa e validata dagli operatori economici. Il futuro si può subire, attraversare o invece progettare. E occorre farlo da parte della politica e delle istituzioni coinvolgendo ogni grande soggetto della vita economica e sociale del nostro Paese non solo nell'ascolto, ma nella definizione stessa delle priorità".

Secondo Bonomi servono un cambio di passo: non sussidi, ma condizioni regolatorie e di mercato tali da tornare ad accrescere produttività e occupazione".

Nei primi due trimestri il crollo del PIL è stato del -17,6%. La stima di perdita a fine 2020 resta in una forbice tra -9% e -11%". Questi "i dati della crisi" stimati da Confindustria e annunciati dal Presidente.

La produzione industriale a luglio "ha recuperato il 7,4%: ciò potrebbe condurci ad un rimbalzo rilevante nel terzo trimestre, di oltre il 20% rispetto al punto più basso toccato nel lockdown, ma su livelli ancora inferiori di circa il 7% rispetto a quelli pre-Covid", ha spiegato Bonomi aggiungendo che "secondo le stime del nostro Centro Studi, anche la prima metà del 2021 sarà difficile per l'occupazione".

Sulla base di questi dati, che si sommano a quelli che arrivano dal mercato del lavoro e da prospettive internazionali incerte,"l'ottimismo di un recupero entro due anni del livello pre-Covid sembrerebbe in larga misura fuori luogo a meno di un forte impulso degli investimenti", ha proseguito.

Un passaggio poi su quelle che Bonomi definisce una " serie di accuse sindacali, e non solo, sulla nostra presunta contrarietà al rinnovo dei contratti. Nessuno ha mai parlato di blocco della contrattazione. Mi sembra improprio essere considerati nemici dei contratti", dice rivolgendosi a Cgil, Cisl e Uil sottolineando di avere un "duplice dovere: avere un sacro rispetto per l'autonomia delle associazioni e al contempo richiamare fermamente tutti al rispetto delle regole".

Il Presidente di Confindustria ha infine espresso a titolo personale e dell'intera associazione, al Capo dello Stato, Sergio Mattarella, "la più calorosa e infinita stima per l'equilibrio e la fermezza con cui svolge il suo mandato di custode della Costituzione". Una funzione, sottolinea Bonomi dal palco dell'assemblea pubblica di viale dell'Astronomia, cui si aggiungono doti di "grande moderatore della nostra Repubblica".

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