Bollette, gli errori dei fornitori che possono far risparmiare: dalla prescrizione al contratto non rispettato

Fatture recapitate in ritardo, profili di consumo non rispettati e consumi stimati troppo alti. Ma anche la prescrizione è un fattore

Sabato 24 Settembre 2022 di Alessandro Rosi
Bolletta, gli errori da evitare per risparmiare: dal ritardo nella consegna ai profili di consumo non rispettati

Da 30mila, 100mila e anche da quasi un milione di euro. Le bollette raggiungono costi record. Ma risparmiare è possibile. E non solo riducendo i consumi, ma anche utilizzando alcuni accorgimenti che riguardano soprattutto il rapporto con il fornitore. I fattori che incidono su quanto pagare sono più di uno.

Bollette, gli errori dei fornitori che possono far risparmiare 

Il primo passo per evitare di pagare troppo per una bolletta è controllarla. Il fornitore, spesso, può commettere due errori piuttosto semplici da individuare: il profilo scelto non applicato correttamente e la lettura non effettiva. Ma un problema può essere legato anche alle condizioni contrattuali, che non vengono rispettate siano rispettate. Bisogna poi stare attenti a che sia arrivata in tempo, per evitare di diventare morosi e guardare se sono stati raggiunti i termini di prescrizione.

Se non arriva, contattare subito il fornitore

La bolletta può arrivare in ritardo. E non è un buon segno. Se non la trovate nella vostra casella postale, o nella buca delle lettere, allora è bene controllare. Eviterete così che, a causa di disguidi, vi vengano addebitati costi aggiuntivi ingiustificati. Quando arriva la bolletta? Controllate nelle condizioni contrattuali, lì troverete scritto se è bimestrale, trimestrale e così via. Se non vi è stata recapitata per tempo, contattate il servizio clienti del fornitore per l’autolettura. La comunicazione può essere fatta per telefono, online, via fax: in caso di mancata risposta (o in caso di risposta negativa da parte del fornitore) ci si può rivolgere allo Sportello del Consumatore.

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Verificare che la lettura sia effettiva

«Consumo stimato». L’importo riportato in bolletta può essere non effettivo. Se notate che tra il consumo riportato in bolletta e quello effettivo c’è una differenza, potete contattare il servizio clienti e comunicare l’autolettura. Potrete così chiedegli l’emissione di una nuova fattura e l’eventuale restituzione della somma indebitamente pagata (se il pagamento è già avvenuto con un addebito sul conto corrente).

Come funziona l'autolettura

Per fare l’autolettura, se avete contatore elettronico dovete premere il tasto grigio situato vicino il display finché non compare l’informazione relativa al consumo. Se avete un contatore tradizionale, dovete leggere e comunicare solamente i numeri prima della virgola.

Controllare il profilo scelto

Ogni contatto con un fornitore di energia è diverso. Perciò è bene sincerarsi quali condizioni contrattuali si sono stipulate. Prima regola: accertarsi di quanto bisogna pagare e leggere (fino in fondo) cosa c’è scritto nella bolletta. Nella parte sinistra, solitamente, si trova un riepilogo dei dati del proprio contratto: uso (domestico, residente o non residente), tensione di fornitura, potenza contrattualmente impegnata e tipologia dell’offerta scelta. Questo è il punto più importante. Perché potrebbe non essere stato applicato correttamente. Cosa fare? Se succede, dovete inviare un reclamo al fornitore e chiedere: che sia applicato il profilo scelto e la restituzione delle somme versate in eccesso. Bisognerà anche inviare la relativa documentazione che dimostri l'errore.

Guardare le condizioni contrattuali

L'importo della bolletta è troppo alto? Controllate la parte relativa alle comunicazioni sulla fornitura, dove sono specificate tariffe e fasce orarie. Se trascorrete la giornata in ufficio, e per risparmiare avete richiesto una tariffa specifica, controllate che in fattura ci siano i consumi per le diverse fasce orarie. Se riscontrate incongruenze, rivolgetevi subito al servizio clienti del vostro fornitore.

 

Non pagare se è stata raggiunta la prescrizione 

Anche le bollette hanno una prescrizione. Per le utenze domestiche si attiva trascorsi i 5 anni dalla data di scadenza del pagamento (così stabilisce l’articolo 2948 comma 4 del Codice Civile). Come funziona? Se la società fornitrice si scorda di inviare la fattura, la colpa non ricade sul consumatore, che non può essere dichiarato moroso. Il consumatore, quindi, può non pagare, perché non possono essere richieste somme relative a periodi antecedenti ai 5 anni dalla data di emissione della fattura. Se la bolletta contiene un importo prescritto, sospendete il pagamento della fattura limitatamente agli importi prescritti e fate un reclamo scritto con una raccomandata a/r.

Ultimo aggiornamento: 25 Settembre, 14:11 © RIPRODUZIONE RISERVATA