Stretta sul Fisco all'estero, le banche dovranno segnalare le operazioni oltre i 5000 euro

Domenica 19 Giugno 2022 di Andrea Bassi
Stretta sul Fisco all'estero, le banche dovranno segnalare le operazioni oltre i 5000 euro

ROMA - La stretta riguarderà tutti i movimenti di denaro con l'estero. Ma nel mirino ci sono in particolare le criptovalute. Le banche e gli altri intermediari finanziari, dovranno comunicare al Fisco tutte le operazioni con l'estero con importi superiori a 5 mila euro sia in entrata sui conti correnti che in uscita. La novità è stata inserita nel decreto sulle semplificazioni fiscali approvato pochi giorni fa dal governo e la cui pubblicazione è attesa a breve in Gazzetta Ufficiale. Il governo di fatto, ha deciso di abbassare (e di molto) il precedente limite, che prevedeva l'obbligo di comunicazione da parte delle banche, delle operazioni da e verso l'estero effettuate dai clienti per importi superiori a 15 mila euro. Le segnalazioni, come detto, riguarderanno anche i movimenti sulle valute virtuali. Ormai sono molti gli italiani che operano sul Bitcoin e sulle sue sorelle. Operazioni che avvengono quasi sempre attraverso piattaforme di scambio estere. La misura, insomma, servirà al Fisco anche per avere una mappatura più ampia di questo fenomeno non sempre facile da tracciare.
La lente del Fisco sulle operazioni con l'estero non è l'unica novità di rilievo inserita nel decreto sulle semplificazioni fiscali dal governo.


IL CAMBIO
Tra le pieghe del provvedimento è stato inserita anche una norma a favore del contribuente per limitare i controlli dell'Agenzia delle Entrate sulle spese sanitarie inserite nelle dichiarazioni dei redditi. Dal prossimo anno, anche per le dichiarazioni presentate attraverso i Caf, i dati delle spese sanitarie acquisiti dal Fisco attraverso il sistema della tessera sanitaria, non potranno essere oggetto di contestazione da parte dell'Agenzia delle Entrate. Il Fisco, insomma, potrà effettuare il controllo formale soltanto sulle fatture e sugli scontrini che non risultano registrati nei suoi archivi elettronici. Una sorta di scudo insomma, per i contribuenti che fanno affidamento sui dati della stessa Agenzia. Non sempre del resto, c'è attenzione a conservare gli scontrini parlanti soprattutto per l'acquisto di farmaci che danno diritto allo sconto d'imposta. Con la nuova norma, il Fisco potrà controllare soltanto gli eventuali scontrini aggiungi dal contribuente che non risultano registrati dal sistema della Tessera sanitaria.
Intanto in Senato prosegue la discussione in Commissione Affari costituzionali del decreto Pnrr 2. Il provvedimento dovrebbe essere licenziato domani per poi andare in aula. All'interno è contenuta anche la norma sulle sanzioni per chi non accetta i pagamenti tramite bancomat e carte di credito. Sanzioni che partiranno il prossimo primo luglio. Per i trasgressori, a prescindere dall'importo dell'operazione, è prevista una sanzione amministrativa pecuniaria, composta di una parte fissa di 30 euro e di una parte variabile pari al 4% del valore della transazione per la quale è stato rifiutato il pagamento tramite Pos. Con un emendamento approvato in Commissione Affari costituzionali, è stato inserito tra gli strumenti di pagamento che devono essere obbligatoriamente accettati dagli esercenti, anche la carta prepagata.

 

Ultimo aggiornamento: 20 Giugno, 09:16 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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