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Autostrade, «aumento delle tariffe dell'1,5% da fine giugno»: l'annuncio dell'ad Tomasi

Roberto Tomasi: "Incremento importante in termini di costi dei materiali"

Lunedì 27 Giugno 2022
Autostrade, aumento delle tariffe dell'1,5% da fine giugno»: l'annuncio dell'ad Tomasi
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«Prevediamo un aumento delle tariffe autostradali, intorno «all'1,5%, parliamo veramente di poco, ne stiamo discutendo in questa fase con il ministero. Sarebbe previsto dal piano economico finanziario a partire da fine giugno-luglio di quest'anno. Ricordo che le nostre tariffe sono rimaste bloccate a partire dal 2018». Lo ha detto Roberto Tomasi, ad di Autostrade per l'Italia, a margine di un evento nella sede della Regione Toscana a Firenze.

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«In questi primi sei mesi del 2022 noi abbiamo avuto un incremento importante in termini di costi dei materiali che varia dal 20 al 30% mediamente, poi ci sono voci di prezzo con incrementi superiori anche a questo. Ma non può essere un meccanismo col quale blocchiamo i nostri investimenti. Anzi, dobbiamo continuare a investire nella speranza che poi ci sia anche un elemento speculativo in questa fase che possa in qualche modo rientrare, non possiamo non pensarlo», ha detto ancora.

Aspi: ancora in fase istruttoria

L'aumento delle tariffe autostradali è ancora in fase istruttoria e non è stato deciso dalle istituzioni competenti. È quanto afferma Aspi in una nota che sottolinea come questa non sarebbe conseguenziale all'aumento dei costi dei materiali. «In merito alla notizia sulle previsioni di aumento del pedaggio - è scritto nel comunicato - Autostrade per l'Italia ribadisce che è in corso un'istruttoria in sede ministeriale e dunque, come specificato questa mattina dall'Amministratore delegato Aspi Roberto Tomasi, non ancora deliberata dalle istituzioni preposte. Già inserita nel Pef (il Piano Economico e Finanziario di Autostrade per l'Italia), recepito il nuovo modello Art, questa rimodulazione prevede un aggiornamento calmierato del +1.5% del pedaggio, dopo un periodo di blocco tariffario durato ben 4 anni, a partire dal 2018». «Si chiarisce inoltre - conclude la nota - che la revisione tariffaria, essendo già inserita nel Pef, è precedente e dunque non è consequenziale all'attuale incremento dei costi dei materiali».

Ultimo aggiornamento: 28 Giugno, 08:19 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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