Tim Cook: «Le aziende private non possono creare moneta. Smettete di stare sui social»

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Tim Cook: «Le aziende private non possono creare moneta. Smettete di stare sui social»

di Andrea Andrei

dal nostro inviato
FIRENZE «Smettete di passare la vostra vita sui social network. State perdendo tempo e non è qualcosa che vi migliorerà». E poi: «Se guardate il vostro smartphone più di quanto guardate qualcuno negli occhi, state sbagliando». E ancora: «Le aziende non sono elette democraticamente, perciò non dovrebbero sostituirsi allo Stato. Non dovrebbero avere un esercito, né creare una propria valuta». E, se il concetto non fosse abbastanza chiaro: «Un'azienda tecnologica dovrebbe creare prodotti per i clienti, non trasformare in prodotti i clienti stessi, vendendo i loro dati personali o sfruttandoli per fare profitti». Non è uno stralcio dell'audizione che Mark Zuckerberg, l'ad di Facebook, tenne di fronte a un congresso Usa ostile. E' la parola dell'ad della più grande azienda tecnologica del mondo. Tim Cook, ceo di Apple, ospite a Firenze in occasione del ventesimo anniversario dell'Osservatorio permanente Giovani-Editori e del suo progetto "Il quotidiano in classe", davanti a una platea di 700 studenti di tutta Italia non ha usato mezze misure. «Noi produciamo strumenti per dare alle persone la possibilità di realizzare i propri sogni, non per indurle a passare il proprio tempo sullo smartphone. Se abbiamo fatto questo, abbiamo sbagliato».

Era dall'ottobre 2017 che l'ad della Mela non tornava nel nostro Pese per un incontro pubblico. E in quell'occasione lo fece proprio qui, nel Teatro Odeon, per i 18 anni dell'Osservatorio capitanato da Andrea Ceccherini. E' stato quest'ultimo, ieri, a introdurre Cook, accolto come una star sulle note di "Chandelier" di Sia, proprio come due anni prima. Ed è stato sempre Ceccherini ad annunciare la collaborazione fra Osservatorio e Apple per «un progetto di technology e media literacy che coinvolgerà i media di tutto il mondo e che sarà testato negli Usa e in alcuni Stati europei fra cui l'Italia».

«I media tradizionali non moriranno», ha detto Cook, «lavorano per dare informazioni vere, e il giornalismo di qualità è la base di una democrazia. Perciò credo che molti risponderanno all'appello lanciato da me e da Andrea». Le fake news sono solo uno dei problemi che l'ad di Apple ha affrontato a Firenze. Incalzato dalle domande degli studenti, non ha risparmiato risposte altrettanto nette, soprattutto sulla questione ecologica. «Per noi il rispetto dell'ambiente e dei diritti umani è prioritario. Non credete a chi vi dice che il cambiamento climatico con esiste».

Altro tema sul tavolo, quello dei dazi Usa: «Due Paesi che scambiano beni e servizi hanno entrambi da guadagnarci. Io sono a favore di un aggiornamento degli accordi commerciali perché siano in linea con i nostri tempi, ma le barriere devono essere abbattute».

Le orecchie di Trump fischiano anche poco dopo: «Come azienda crediamo nell'immigrazione come risorsa. I Paesi ricchi hanno la responsabilità di aiutare chi fugge da situazioni di difficoltà». Cosa che l'ad ha ribadito in una lettera inviata mercoledì alla Corte suprema Usa. Ma è sulla privacy che Cook si scatena: «Se pensiamo di vivere sotto sorveglianza, nel tempo finiremo per cambiare comportamento, riducendo man mano la nostra libertà. Sono preoccupato che alcuni governi controllino i cittadini».

 
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Venerdì 4 Ottobre 2019, 12:47






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