Pnrr, più welfare in azienda per favorire la sostenibilità

Mercoledì 3 Novembre 2021 di Marco Barbieri
Pnrr, più welfare in azienda per favorire la sostenibilità

Il welfare aziendale può essere uno strumento ideale per favorire la realizzazione degli obiettivi di innovazione tecnologica e sostenibilità del Pnrr.

Ne è convinto Emmanuele Massagli, presidente di Aiwa (l’associazione che raccoglie i maggiori operatori del welfare aziendale, da Generali-Welion a Edenred). I bisogni sociali si rinnovano nel tempo: all’interno dei vincoli di spesa defiscalizzati e decontribuiti si devono poter prevedere nuovi servizi, nuove prestazioni. «A esempio, in coerenza con il Pnrr, sul fronte della mobilità – sostiene il presidente Aiwa – dopo aver acquisito la possibilità di inserire gli abbonamenti per i mezzi pubblici tra le voci di utilità sociale, è tempo di ammettere anche tutto lo sharing, tutta la mobilità verde, dalle biciclette ai monopattini elettrici. Ma ci può essere molto di più. Anche alcune spese che i lavoratori sostengono per sé e per i propri figli possono rientrare negli obiettivi di sostenibilità: il costo delle postazioni di lavoro fuori dall’azienda per gli smartworker (nei coworking), il concorso nelle spese di affitto fuori sede per il dipendente stesso (per incentivo a tornare in presenza) e per i figli per motivi di studio. Tutto il mondo della conciliazione vita-lavoro deve poter fruire dei vantaggi del Tuir (Testo Unico per le Imposte sui Redditi) nella logica dell’interesse sociale favorito dall’azienda». Dopo il Covid e soprattutto dopo il varo del Pnrr, si può aprire una nuova stagione di impegno per il comparto del welfare aziendale. «Siamo convinti che il welfare aziendale possa ancor più diventare un acceleratore della ripresa impostata con il Pnrr». Secondo Massagli, la ragione per cui il welfare aziendale cresce costantemente, non è da ricercarsi nella crisi dello Stato sociale e neanche nella recessione economica, bensì è una conseguenza del cambiamento della natura del rapporto di lavoro in atto in tutto il mondo occidentale. In questo senso è un fenomeno molto più grande di qualsiasi riforma e ha bisogno di essere accompagnato. Inoltre, ha aggiunto Massagli, «a oggi il welfare aziendale è l’unica forma di erogazione che il datore di lavoro può dare al dipendente per alzare il benessere da questi percepito, che non è considerata reddito da lavoro e che quindi non ha cuneo fiscale».

Ultimo aggiornamento: 4 Novembre, 14:06 © RIPRODUZIONE RISERVATA