Mercato auto: -78,3% le vendite di aprile in Europa. Acea, tutti in calo: Italia e GB i peggiori

Mercoledì 20 Maggio 2020
Un parco auto
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ROMA - Le vendite di auto nell'Unione Europea più Paesi Efta e Regno Unito hanno subito in aprile - primo mese intero di restrizioni per il Coronavirus - un calo del 78,3%: le immatricolazioni sono state 292.182 a fronte di 1.345.181 dello stesso mese del 2019. I dati sono dell'Acea, l'associazione dei costruttori europei. Tutti i mercati registrano una flessione, ma Italia e Gran Bretagna sono i mercati con il calo più pesante, rispettivamente -97,6% e -97,3%. Nei quattro mesi del 2020 sono state vendute 3.346.193 auto, il 39,1% in meno dello stesso periodo del 2019.

Fiat Chrysler Automobiles ha immatricolato in aprile, in Unione Europea più Paesi Efta e Regno Unito,10.952 vetture, con un calo dell'87,7% rispetto allo stesso mese del 2019. La quota è del 3,7% a fronte del 6,6%. Sono invece quasi 181.500 le auto vendute nei quattro mesi, il 48% in meno dello stesso periodo dell'anno scorso, pari a una quota del 5,4% (era 6,3%).

Fca ha ottenuto risultati positivi in Italia, dove con il 37,9% di quota migliora di 12,5 punti percentuali e nel Regno Unito dove la quota è pari al 2,6% (+0,9%). Il marchio Fiat in aprile ha immatricolato nel mese 8.500 vetture pari al 2,9% di quota, nei primi quattro mesi dell'anno quasi 131 mila, per una quota del 3,9%. Positivi risultati in Italia (quota al 22,6% in aumento del 5,6%) e in Inghilterra, dove la quota è del 2% rispetto all'1,3% di un anno fa. Tra i modelli Panda e 500 continuano a essere le più vendute nel segmento A. La 500 è al primo posto sia in aprile sia nei 4 mesi. Nel quadrimestre infatti sono oltre 39.700 le 500 immatricolate pari a una quota del 17,6% (+3,4%). La Panda con quasi 38.900 immatricolazioni nel quadrimestre, ha una quota del 17,2% (+1,9%). Insieme, le due vetture raggiungono una quota nel segmento pari al 34,8%. Lancia risente in modo più accentuato le conseguenze del lockdown avendo l'Italia come unico mercato di riferimento. Nel quadrimestre ha immatricolato oltre 12.800 vetture con una quota del 3,6% in Italia (+0,2%). La Ypsilon si conferma la più venduta del segmento B in Italia con il 16,1% di quota. Alfa Romeo in aprile ottiene una quota dello 0,2%, nel quadrimestre dello 0,3%. Il brand registra risultati positivi nel mese in quasi tutti i principali mercati, come in Italia (quota al 3,4% in crescita del 2,1%), in Germania (0,2%, +0,1%), nel Regno Unito (0,4% la quota, +0,3%) e in Spagna, dove ottiene una quota dello 0,5% rispetto allo 0,3 di aprile 2019. Quasi 1.600 le immatricolazioni di aprile per Jeep che ottiene una quota dello 0,5% mentre nel quadrimestre sono 27.800 e la quota è dello 0,8% con buoni risultati in Italia (quota al 9,2% rispetto al 3,8% di un anno fa) e in Germania (0,5% di quota, +0,1%).

Promotor, in attesa incentivi peggior crollo di sempre. "E' il peggior calo di sempre. La contrazione più contenuta è quella del piccolissimo mercato norvegese (-34%), mentre il calo più drammatico lo fa registrare l'Italia (-97,6%), che batte sul filo di lana il Regno Unito (-97,3%). La causa principale di questi risultati catastrofici è naturalmente l'emergenza coronavirus, anche se va sottolineato che il mercato auto dell'Europa Occidentale era già debole anche prima". E' il commento del Centro Studi Pormotor sulle vendite in Europa nel mese di aprile. "Le prospettive per i prossimi mesi restano cupe. E ciò per il fatto che il Decreto Rilancio ha completamente ignorato l'esigenza, avvertita ovunque in Europa, di rilanciare la domanda di auto con incentivi alla rottamazione che prevedano pure l'acquisto di vetture nuove di ultima generazione con alimentazione tradizionale", spiega il presidente Gian Primo Quagliano. "Mentre emerge ovunque con chiarezza che l'automobile è il mezzo di trasporto più sicuro per evitare il contagio da coronavirus - osserva - nel nostro Paese si assiste a una gara tra amministrazioni pubbliche per introdurre imitazioni alla circolazione di auto con disprezzo dell'esigenza prioritaria di salvaguardare la salute pubblica". Quagliano sottolinea che "il risultato meno catastrofico è quello della Germania (-61,1%), dove però nell'ultima decade di aprile le concessionarie erano aperte. E ciò senza, peraltro, produrre un sostanziale miglioramento del quadro delle vendite, come afferma Reinhard Zirpel, presidente dell'associazione dei costruttori di auto della Germania, che ha anche affermato che "a breve sarà inevitabile un programma di stimoli economici all'automobile". Peggio della Germania hanno fatto Francia (-88,8%), lSpagna (-96,5%) e Regno Unito (-97,3%)".

Unrae, si ferma crescita vetture elettriche e plug-in. Nel mese di aprile si ferma la crescita delle autovetture elettriche e plug-in, con la parziale eccezione della Germania, dove continuano ad aumentare le immatricolazioni di plug-in. Lo sottolinea l'Unrae, l'associazione delle case automobilistiche estere. Tutti i mercati - spiega - mostrano un segno negativo, dal -34% della Norvegia al -98% dell'Italia, ancora il peggior risultato tra i 30 paesi. Tutti i 5 'Major Markets' cadono pesantemente. Dopo l'Italia (con i privati che fanno -98%, in linea con il mercato totale), seguono Regno Unito (-97,3%, privati -99%), Spagna (-96,5%, privati -98%), Francia (-89%, privati -85%) e, un po' distante, Germania (-61%, privati -58%)

Anfia, per mercato Europa record negativo volumi. "Aprile è il primo mese interessato per intero dalle misure emergenziali di contenimento della pandemia da Covid-19 nei Paesi europei, con la maggior parte dei concessionari chiusi, e rappresenta un record negativo in termini di caduta dei volumi da quando Acea ha iniziato la rilevazione dei dati di mercato". Lo afferma Paolo Scudieri, presidente dell'Anfia. "Come Anfia, ci uniamo al recente appello di Acea e Clepa alla Commissione europea - spiega Scudieri - affinché si assista a un allineamento dei maggiori Paesi sulla priorità di un robusto piano di rilancio coordinato del settore automotive, in primis agendo con interventi di sostegno al mercato e per il rinnovo del parco, per riattivare le attività produttive e mantenere l'occupazione, con l'intento di stimolare la ripresa dell'economia in generale e proseguire sulla strada degli obiettivi di decarbonizzazione e riduzione dell'impatto ambientale della mobilità". Ultimo aggiornamento: 22 Maggio, 09:45 © RIPRODUZIONE RISERVATA