Istat, Lavoro: solo il Sud non ha recuperato i livelli pre-crisi

PER APPROFONDIRE: demografia, istat, reti
Lavoro: solo il Sud sotto i livelli pre-crisi. Italia sempre più vecchia, 3 milioni senza amici

di Luca Cifoni

Il ricorso alle reti di parenti, amici e conoscenti è il canale più diffuso per la ricerca del lavoro in Italia. Ma secondo l’Istat non garantisce il risultato: anzi coloro che usano strategie formali e mirate hanno il doppio di possibilità di trovare lavoro, mentre nel caso dei laureati il percorso informale tipicamente italico porta a retribuzioni più basse e carriere meno stabili. Al contrario, sono premiate le modalità di ricerca che passano per selezioni pubbliche o segnalazioni istituzionalizzate da parte dell’università.

È uno degli esempi del concetto di “rete” approfondito dall’istituto di statistica nel suo Rapporto annuale 2018 presentato oggi. Come di consueto, questo ampio documento affianca alcuni focus tematici legati da un filo conduttore alla panoramica sulla situazione economica e sociale rilevata nel corso dell’anno precedente. Nel 2017 dunque l’Italia ha sperimentato una buona crescita dell’economia, spinta dagli investimenti e dalla domanda estera, con una risalita dei consumi delle famiglie. Sul mercato del lavoro il dato più positivo è stata la ripresa del monte ore lavorate che raggiungendo i 10,8 miliardi di ore si è riportato vicino ai livelli pre-crisi (gli 11,5 miliardi del 2007). Si muovono invece a rilento le retribuzioni (+0,6 per cento). Le prospettive per quest’anno restano favorevoli ma caratterizzate da un certo rallentamento.

Sul Paese continuano a pesare anche le incognite della demografia (l'Italia è il secondo Paese più vecchio al mondo dopo il Giappone) con una popolazione destinata a diminuire in particolare nelle Regioni meridionali sia nelle aree urbane sia nelle zone interne, che già poco densamente popolate sono ora toccate dal fenomeno dello svuotamento. E il Mezzogiorno è anche l'unico territorio italiano in cui il saldo degli occupati resta negativo rispetto al 2008 (-310 mila). Durante la lunga recessione, il mondo del lavoro è profondamente cambiato: in nove anni operai e artigiani sono scesi di circa un milione di unità, mentre ce ne sono 860 mila in più classificate nelle "professioni esecutive nel commercio e nei servizi".

L’analisi della popolazione attraverso la lente delle reti evidenzia più livelli a partire dalla dimensione familiare: ognuno di noi ha una rete formata da 5,4 parenti stretti e da 1,9 altri parenti su cui contare. Al di fuori della famiglia ci sono amici e vicini e ancora più all’esterno si trovano istituzioni, enti pubblici e privati. La possibilità di attivare questi meccanismi sociali può avere un'importanza decisiva: il 45 per cento delle persone dichiara di avere qualcuno su cui contare in caso di bisogno urgente di denaro. Ma si trovano meglio, in senso generale e non solo economico, coloro che dispongono di tutti i tipi di reti e relazioni, comprese quelle che derivano da attività sociali o di volontariato.

All'estremo opposto sono i circa 3 milioni di individui che non hanno alcuna relazione esterna al di fuori della famiglia, quindi né amici né vicini su cui contare. Un dato che può essere letto insieme a quello relativo alla diffusione delle famiglie con un solo componente: sono passate dal 21,5 per cento del 1997-1998 al 31,5 del 2005-2016.

Nel mondo delle imprese, il concetto di rete si è evoluto: si indebolisce quella verticale data dalla tradizionale catena della sub-fornitura mentre aumentano i rapporti commerciali e di collaborazione. Le aziende che hanno saputo sfruttare queste opportunità sono spesso quello che mostrano un miglioramento della produttività.

​Come si intersecano le tradizionali reti sociali con quelle virtuali create da Internet e dai social? I contatti telematici secondo l'Istat rappresentano un potenziamento e un arricchimento di quelli già esistenti. I giovani preferiscono gli scambi on line con la famiglia (ad esempio i genitori, attraverso le varie forme di messaggistica) ma con gli amici cercano anche la relazione diretta e personale.
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Mercoledì 16 Maggio 2018, 11:48






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5 di 6 commenti presenti
2018-05-16 17:45:29
sono stata al Sud quindi ho visto con i miei occhi. I ritmi di lavoro sono totalmente diversi dai nostri nella stragrande maggioranza. Ho parlato con persone che risiedono ed ho chiesto loro come mai in tantissimi posti non si vede nessuna industria, ci sono i mezzi di trasporto e finiamola col dire che il sud è svantaggiato perché lontano dai confini di altri Stati, tant'è che noi del nord i camion li inviamo e consegniamo merce (a volte purtroppo mai pagata). Ci sono contributi CEE oppure se non si vogliono i contributi si parte e ci si rimbocca le maniche come facciamo qui da sempre. Non capisco veramente questa situazione. Aggiungiamo poi che hanno località turistiche che potrebbero essere maggiormente sviluppate. Facciamo un paragone? Jesolo, Lignano, Rimini, giusto per parlare del mare e sono posti che sono meno belli che al Sud eppure il turismo gira. La disoccupazione mi spiace ma temo stia bene a loro. Vorrei pure ricordare che nel passato con la cassa del mezzogiorno di soldi ne sono stati inviati fin troppi e tutto sommato alcuni stanno benone in cassa integrazione e da parecchi anni. C'è una percentuale che ha voglia di lavorare e lavora come noi ma purtroppo è poca e quindi è difficile uscirne fuori. Con buona pace di quelli che vogliono negare l'evidenza
2018-05-16 18:24:43
Ahahahaha,a Padova ci misero 1 anno per ristrutturare le scale del mio condominio di 2 piani,lasciando a terra pittura e calcinacci,quando io da ragazzo con mio padre (era del settore) ci mettevamo 1-2 settimane per un palazzo di 3 piani,pulizia compresa che ci potevi mangiare a terra.ahahahaha.Andate meno al bar e lavorate di più.
2018-05-16 14:55:11
Uno solo ?????? Uno dei tanti.....
2018-05-16 14:16:23
Solo perchè la moglie lo ha...."adrnaato" con un meridionale...se la prende con tutti i meridionali. Si vede che ormai non riusciva a darle ciò che lei voleva e con buona misura.....
2018-05-16 16:28:25
Ecco perché te la prendi con tutti i settentrionali! Hai voluto venire quassù e hai pagato un prezzo. Certo che i miei connazionali non hanno avuto buon gusto.