Inps: ecco che certificato serve se si va al Pronto soccorso

Inps: ecco che certificato serve se si va al Pronto soccorso
Quale certificato va inviato all'Inps in caso di permanenza al Pronto soccorso ed eventualmente di ricovero? L'istituto previdenziale risponde con un suo messaggio interno ai dubbi in materia dei lavoratori interessati. La premessa è che
«è sempre più diffusa la casistica di permanenza di pazienti presso le unità operative di pronto soccorso, per trattamenti sanitari a seguito di accesso, di durata anche prolungata nel tempo (due o più giorni)». In alcuni ospedali per queste situazioni sono state istituite apposite strutture di degenza breve, in altri invece invece queste prestazioni avvengono in regime di pronto soccorso.

Vengono quindi distinte due tipi di situazioni: quelle che «richiedono ospitalità notturna del malato equiparabili, ai fini  previdenziali, ad un ricovero», per le quali il lavoratore dovrà appunto farsi rilasciare un certificato di ricovero; e quelle che «si esauriscono con dimissione del malato senza permanenza notturna» e vanno quindi trattate come un evento di malattia con relativo certificato. Per quanto riguarda la modalità di trasmissione, di norma è quella telematica; tuttavia nei residuali casi di invio cartaceo occorre verificare che la dicitura del certificato sia “prognosi riferita all’incapacità lavorativa” e non "prognosi clinica".
 
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lunedì 12 Marzo 2018, 14:16






Condividi su Google+ Commenta
<< CHIUDI
CONDIVIDI LA NOTIZIA
Inps: ecco che certificato serve se si va al Pronto soccorso
CONDIVIDI LA NOTIZIA
DIVENTA FAN
SEGUICI SU TWITTER
COMMENTA LA NOTIZIA
4 di 4 commenti presenti
2018-03-13 08:35:05
La solita burocrazia ridicola fatta per creare problemi e trabocchetti.
2018-03-12 15:25:05
In Pronto Soccorso si puo' rimanere anche 2-3 giorni in attesa di un posto letto (visto che hanno tagliato e "risanato" la sanita' come si vanta Zingaretti nel Lazio). Spesso il paziente torna a casa NON perche' e' guarito o ha avuto una VERA diagnosi (spesso non fattibile in PS dove NON e' possibile fare TUTTI gli esami necessari). Alla fine il malato che si sente meglio firma la dimissione volontaria (assumendosene le responsabilita') e se ne torna a casa. Alla dimissione viene rilasciato un certificato che testimonia la presenza in PS dal .. al ... e l'eventuale prognosi. I medici di PS devono (dovrebbero) inviare all'INPS l'apposita certificazione telematica (svolgendo un compito BUROCRATICO che si aggiunge a tutto il loro carico di lavoro) altrimenti il malato poi DEVE andare a farsela fare dal suo medico di famiglia. italia
2018-03-12 16:06:43
MAI mi e' successo di dover tornare dal mio medico di base per accessi al pronto soccorso. Le certificazioni rilasciatemi dall'ospedale sono SEMPRE state sufficienti per la copertura INPS delle assenze. Tutto cio' sia con il vecchio sistema cartaceo sia con il piu' recente invio telematico.
2018-03-12 16:52:53
D'altro canto, secondo i geni che amministrano le ASL, il medico di PS dovrebbe occuparsi anche di tutto l'aspetto amministrativo, dal rilascio dei certificati alla compilazione di ricette e denunce varie. A SCAPITO dell'assistenza ai malati. SE si aspettano ore in PS e' anche perche' il medico stra scrivendo scartoffie (piu' o meno obbligatorie, altrimenti lo licenziano)