Il virus fa saltare migliaia
di posti di lavoro
Chiude H&M decine di store
Azzerato comparto aereo

Martedì 24 Marzo 2020
ROMA H&M avverte che potrebbe essere costretta a tagliare decine di migliaia di posti di lavoro dopo la chiusura di migliaia di punti vendita in tutto il mondo per l'emergenza Coronavirus. Il gruppo svedese di abbigliamento low cost ha già temporaneamente chiuso tutti i negozi in molti dei suoi maggiori mercati, tra cui la Germania e gli Stati Uniti, e nell'ultimo fine settimana, ha annunciato che avrebbe chiuso tutti i suoi negozi nel Regno Unito. In tutto il mondo H&M ha chiuso 3.441 negozi su un totale di 5.062 e il gruppo prevede che la crisi avrà un «significativo impatto negativo sulle vendite fino a marzo».
Benetton Group scelto di attivare gli strumenti messi a disposizione del legislatore della Cassa integrazione per la totalità dei lavoratori ma che sarà complessivamente attiva per un numero ridotto di giornate, venendo alternata alle attività svolte in smart working e alla fruizione di ferie per garantire la continuità dell'azienda. Lo ha comunicato oggi la casa del casual di Ponzano Veneto. In un primo tempo - è precisato - la misura riguarderà le settimane fino al 17 aprile 2020 e potrà protrarsi per una durata massima complessiva di nove settimane nell'arco temporale tra il 23 marzo e 30 agosto 2020. Sulla rete negozi diretti in Italia, per il momento, i dipendenti vengono mantenuti in ferie, in attesa che giungano le necessarie indicazioni applicative da parte delle istituzioni in merito a quale ammortizzatore sociale sia accessibile per questo comparto. 
 A meno di tre settimane dall'ultima valutazione sull'impatto del coronavirus la Iata, l'International Air Transport Association rivede - e raddoppia - la stima sull'impatto negativo a livello globale sul trasporto aereo. Rispetto alla perdita di entrate per 113 miliardi di dollari stimata a inizio marzo, ora la IATA prevede che il 'bucò possa crescere fino a 252 miliardi pari al 44% in meno rispetto al 2019. La stima è basata su uno scenario in cui le severe restrizioni ai viaggi dovessero durare fino a tre mesi, seguite da una graduale ripresa economica entro la fine dell'anno. In questo momento - secondo il direttore generale e CEO della IATA, Alexandre de Juniac - le compagnie aeree hanno bisogno di liquidità per 200 miliardi di dollari solo per sopravvivere. In questo scenario la ripresa della domanda di viaggi aerei sarebbe comunque indebolita dall'impatto su posti di lavoro e fiducia e quindi con una domanda di passeggeri per l'intero 2020 in calo del 38% rispetto all'anno precedente. «Il settore aereo si trova ad affrontare la sua crisi più grave. Nel giro di poche settimane, il nostro precedente scenario peggiore sembra migliore delle nostre ultime stime. Senza aiuti pubblici immediati non ci sarà un settore aereo» in futuro, ha aggiunto de Juniac, «alcuni governi hanno già fatto un passo avanti, ma molti altri devono seguirne l'esempio». Ultimo aggiornamento: 17:12 © RIPRODUZIONE RISERVATA