Sharon Moalem: «Per la genetica le donne sono superiori e salveranno l'umanità»

Mercoledì 24 Febbraio 2021 di Valentina Venturi
Sharon Moalem: «Per la genetica le donne sono superiori e salveranno l'umanità»

Tutto nasce da una donna. È grazie alla scienziata Nettie Stevens, genetista e microbiologa che nel 1905 viene identificato il cromosoma Y e si modifica per sempre il campo della genetica. La sua incredibile scoperta conduce alla consapevolezza che XX è più forte di XY e che, inequivocabilmente, esiste un sesso avvantaggiato: quello femminile. Astrazioni scientifiche? Niente affatto. Realtà divenute lampanti anche grazie all’aiuto di Sharon Moalem, medico e ricercatore di fama mondiale, specializzato in neurogenetica e biotecnologie, che con chiarezza aiuta a comprendere la genetica. Nel suo libro “La metà migliore. La scienza che spiega la superiorità genetica delle donne” (Utet, in libreria dal 2 marzo), argomenta così le evidenze accertate: «Poniamola in questi termini: se ti serve un vecchio cacciavite, puoi chiedere a un uomo di estrarlo dalla sua cassetta degli attrezzi. Ma se ti servono al contempo due specifici cacciaviti, uno a stella e uno a punta quadrata, allora faresti meglio a chiedere a una donna, perché lei avrà entrambi».

Quindi è assodato che esista la superiorità della donna. Eppure nel quotidiano nulla sembra confermarlo.

«Non sto sostenendo la “superiorità delle donne”, ma piuttosto la “superiorità genetica delle donne”. Le prove per supportare questa affermazione confermano che le femmine hanno un vantaggio di sopravvivenza superiore innato su base biologica, radicato nella loro eredità e nell’uso di 2 cromosomi X. Faccio un esempio: oltre il 95% delle persone che arrivano all’età di 110 anni e oltre sono XX femmine».

La superiorità dipende dal doppio cromosoma X?

«Gli esseri umani hanno circa 20.000 geni nella loro libreria genomica. I cromosomi X contengono circa 1.000 geni e il cromosoma Y ne ha circa 70. Visto che le donne hanno l’uso di 2 diversi cromosomi X, hanno circa 1.000 geni in più a loro disposizione rispetto ai maschi. Quando si tratta di sopravvivere alle difficoltà della vita, due cromosomi X sono meglio di uno».

Eppure gli uomini sono considerati superiori. Perché?

«Quando si parla di forza fisica (muscolare), gli uomini in media hanno un innegabile vantaggio sulle donne. È il motivo per cui nessuna donna è mai riuscita a battere un record sportivo olimpico maschile. Al contrario, quando si tratta di forza biologica/genetica allora dominano le femmine».

È mai stato contraddetto da un collega sulla superiorità genetica delle donne?

«Sì, molti medici e scienziati non sono consapevoli del vantaggio di sopravvivenza delle femmine di mammiferi XX. È stato loro insegnato e continuano a insegnare che il vantaggio di sopravvivenza delle donne è radicato nel comportamento e non nella biologia. Anche se ovviamente il comportamento gioca un ruolo nei risultati di salute, ora sappiamo scientificamente che le donne sono biologicamente avvantaggiate».

Quando si raggiungerà la fondamentale parità di genere nelle sperimentazioni pre-cliniche?

«Solo quando gli studi clinici saranno condotti separatamente per uomini e donne. A quel punto raggiungeremo un’uguaglianza basata sul sesso rilevante dal punto di vista medico. Nel condurre studi clinici separati, avremo un potere statistico sufficiente per sapere se un farmaco funziona per ogni sesso e, se lo fa, sapremo anche il dosaggio corretto basato sul sesso. Attualmente, poiché non avviene la separazione, i medici sono ciechi e incapaci di prescrivere ai loro pazienti dosaggi dipendenti dal sesso».

Qual è l’insegnamento di Rita Levi Montalcini?

«La sua eredità vive ancora oggi, non solo per le importanti scoperte scientifiche che ha fatto, ma anche per le persone a cui ha fatto da mentore lungo la strada. I suoi successi includono la scoperta del fattore di crescita nervosa (NGF), che alla fine l’ha portata a condividere un premio Nobel per la medicina e la fisiologia con Stanley Cohen nel 1986».

Nel volume “La metà migliore” precisa: “Sono le femmine, con l’evoluzione, a essere diventate la metà migliore in termini genetici. Prima accetteremo questo fatto e modificheremo di conseguenza il nostro modo di intendere la ricerca e la pratica medica, meglio sarà per tutti”. Quando pensa accadrà?

«La superiorità genetica delle donne sarà accettata quando sarà assolutamente ovvio che le loro capacità genetiche hanno la capacità di salvare l’umanità. Ad esempio, capire perché le donne hanno un vantaggio di sopravvivenza schiacciante quando si tratta di infezioni da Covid-19, rispetto agli uomini a un tasso di 2:1, ci fornirebbe potenziali percorsi terapeutici per superare/vederci fuori da questa attuale crisi pandemica». 

Ultimo aggiornamento: 12 Maggio, 15:07 © RIPRODUZIONE RISERVATA