La risata delle donne cambierà il mondo, la storia della emancipazione vista dall'auto-ironia

Sabato 24 Aprile 2021 di Marina Valensise
La risata delle donne cambierà il mondo, la storia della emancipazione vista dall'auto-ironia

Anche da noi fra i comici proliferano le donne, battutiste esilaranti che si conquistano una scena tradizionalmente riservata agli uomini. Il fenomeno è generale.

Non riguarda solo il fiuto di sceneggiatrici abilissime come Amy Sherman-Palladino che ha inventato la fantastica Mrs Meisel, alias Rachel Brosnahan, protagonista di una premiatissima serie di Amazon ambientata nella New York degli anni Cinquanta, dove una spiritosissima ragazza ebrea, moglie perfettina e devota di un fabbricante di tessuti con aspirazioni da stand up comedian, un bel giorno, mollata su due piedi con due figli, decide di riscattarsi andando a spiattellare di persona le sue disgrazie in un pub di Greenich Village. In Gran Bretagna, c'è Rachel Parris, mattatrice dal sorriso surreale che spopola in teatro da quando The Mash Report, tg satirico tipo Striscia la notizia, è stato annullato. In Francia, le gag di Muriel Robin, Florence Foresti, Anne Roumanoff tracimano ogni giorno dal teatro alla radio, e dalla radio alla tv.

E in Italia, oltre alle sorelle Guzzanti, a Luciana Litizzetto, a Paola Cortellesi, pioniere nel campo anche se ad anni di luce di distanza dall'inimitabile Franca Valeri, dopo Anna Maria Barbera, la malmaritata Sconsy, vittima di uno sposo animale, è il momento di Ippolita Baldini, la comica di buona famiglia che ha abbandonato una carriera di copywriter per entrare nella scuderia di Zelig, e incarnare Lucia Agazzi, Lucy, la milanese single che batte le discoteche brianzole in cerca dell'Amore.

La parola

A Roma c'è l'imbarazzo della scelta, tra la Roma Centro della versatile Pilar Fogliati, uscita dall'Accademia di arte drammatica Silvio d'Amico e consacrata da una clip virale in cui riproduce la gamma completa dell'inflessione romanesca, passando da Ponte Milvio ai Parioli, sino a arrivare a Guidonia, e la Roma Nord di Michela Giraud, altro fenomeno da tenere d'occhio col suo CCN, Central Comedy News, su Sky TV, capace di alternare grazie alla pinguedine disinibita e grottesca un'intervista in ginocchio a Beppe Sala, la televendita di mozzarella e la frustrazione di una trentenne che non vuole passare per intelligentissima, né essere come Alda Merini, ma venire soltanto riconosciuta come la regina delle freg
Così si libera la parola delle donne. E a ridere e a fare ridere oggi sono soprattutto le donne.

Donne colte, senza complessi, emancipate e pronte a tutto, a prendere in giro se stesse, a ostentare l'autoironia, a denigrarsi senza remore pur di infilzare ora con sagacia, ora con perfidia, ora con la più vieta scurrilità i tic contemporanei, i luoghi comuni, i comportamenti discutibili e quelli ormai considerati osceni. Guardate per esempio il monologo di Laura Formenti a Italia's Got Talent, che le è valso l'ingresso in finale: «Come si innamora un uomo? Anche voi uomini vi innamorate, soffrite per amore, venite lasciati. Per una volta, invece della solita amica, vorrei un amico che mi dicesse, ma si dai, tanto il mondo è pieno di figa. Perché, me lo chiedo davvero com'è usare lo spazzolino vibrante solo per lavarsi i denti? Non sono qui per lamentarmi, è bello essere donna, a noi fanno una marea di complimenti, c'è sempre chi viene e ti dice sei brava, davvero brava per essere una donna. Grazie che carino, sei davvero gentile per essere un coglione».


La conquista della vis comica da parte delle donne diventa così non solo un'arma di lotta, ma uno strumento per aggirare la violenza. E a proposito del se l'è andata a cercare, è da segnalare l'ultimo video che circola dopo il proclama di Grillo in difesa del figlio accusato di stupro: un uomo denuncia il furto di orologio e telefonino subito da un ladro che gli ha puntato un coltello alla gola, e dall'inquirente donna, una specie di uoma che lo interroga, si sente domandare se indossava lo stesso vestito che porta in quel momento, trattandosi secondo l'inquirente di «abbigliamento provocatoriamente benestante, come se fosse un invito a farsi derubare...»


L'evoluzione sembra banale e invece è un indice della cultura dell'eguaglianza e dell'aspirazione all'eguaglianza tipica del nostro mondo. Per rendersene conto, basta pensare al passato remoto, quando le donne potevano ridere solo in privato, prendendo le distanze dal reale solo con le loro confidenti o le loro cameriere, ma in pubblico erano tenute solo a sorridere, e addirittura era considerato scandaloso mostrare i denti facendosi cogliere in una risata a bocca aperta.

A fine Settecento, Elisabeth Vigée Le Brun, la pittrice di Marie Antoinette, diede scandalo quando nel suo autoritratto osé dipinse la figlioletta con i denti scoperti. Che il riso delle donne sia una storia di potere lo ricorda oggi una storica francese della mentalità, Sabine Melchior-Bonnet che nel suo libro appena uscito (Le Rire des femmes, PUF, 416 pagine, 22 euro), ci regala un magnifico affresco delle infinite sfumature del riso, ironico o raggelante, innocente o assassino, sardonico o satanico, che da che mondo è mondo hanno segnato a partire da alcuni archetipi la storia dell'umanità.

Dal riso biblico di Sara, moglie di Abramo, incredula all'idea di generare un figlio a novant'anni sonati, come ordinava Yahvé, al santo riso di Beatrice che per Dante intercede alla gioia del Paradiso, dall'arte di ridere secondo Virginia Woolf e quello di Albert Cohen, al riso di Demetra, la dea greca della fertilità, disperata dal ratto della figlia Proserpina, che scoppia in una risata quando la serva Baubò fa la mossa, ostentando il suo organo sessuale, fino all'improvvisa risata di Zoza, la principessa malinconica del Cunto de li Cunti di Giambattista Basile, che si libera della sua frigidità e dalla paura di vivere. Perché il riso sfiora sempre il tragico che ha la missione di esorcizzare. E se pure cambiano i modi di ridere e le mentalità evolvono, la risata mantiene intatta la sua funzione liberatoria.

 

 


 

Ultimo aggiornamento: 25 Aprile, 11:15 © RIPRODUZIONE RISERVATA