Arisa a Sanremo è se stessa: «La canzone di Gigi D'Alessio per me? Mi ha commossa e mi ci rispecchio»

Mercoledì 17 Febbraio 2021 di Rita Vecchio
Arisa per Sanremo: «La canzone di Gigi D'Alessio per me? Mi ha commossa e mi ci rispecchio»

Se quella ragazza con occhialoni neri e lo sguardo da collegiale di “Sincerità” ha lasciato il posto a una donna «padrona di se stessa», Rosalba Pippa in arte Arisa dal quel Sanremo 2009 in una cosa però è rimasta la stessa: «Mi piace cantare. E non smetterei mai». 

 


Per quello torna al Festival, questa volta con una canzone “Potevi fare di più” scritta da Gigi D’Alessio. Dai Club Dogo alla musica napoletana, alle ballad, coach ad Amici di Maria de Filippi, «vengo dalla Basilicata e, come tale, sono una signorina (39 anni, ndr) che si adatta». Che le piaccia cantare si vede dal numero di volte che è stata sul palco dell’Ariston: «Tra ospitate, canzoni, e “vallettaggi” vari, Carlo Conti e Max Pezzali compresi, sono undici…se non ho sbagliato a contare (e riconta di nuovo i suoi Festival, con le sue unghia rosso fuoco, ndr).». 

 

 

 


Si torna sempre dove si è stati bene?
«Sì. Anche se sarà un Sanremo diverso, senza pubblico, la folla, red carpet… Ma tirarsi indietro sarebbe stato un errore. Sanremo esiste da 70 anni. Quando Gigi mi ha mandato la canzone, mi sono commossa. Tra di noi c’è un rapporto di amicizia, nato dieci anni fa quando ho cantato con lui “Tu sì ‘na cosa grande”. É un maestro della musica». 

 


Già, Gigi D’Alessio che scrive una canzone che parla di amore tossico. È autobiografica?
«Mi ci rispecchio. I sentimenti sono circolari, prima o poi toccano a tutti. Bisogna assumersi la responsabilità di mettere la parola fine. Ciò che non uccide, fortifica, si dice. No?»

 


E lei ne è uscita fortificata? 
«Mi sono guardata dentro, ho visto una rosa piena di spine, un involucro vuoto, una donna non felice. Nella canzone c’è una donna che decide quindi di guardare fuori e vede, per dirla alla Benigni, che la felicità esiste. E decide di andarsela a cercare. L’amore è una cosa semplice, come dice Tiziano (Ferro, ndr)». 

 


“A che serve truccarmi se nemmeno mi guardi”, canta. Quanto è difficile stare “senza trucco”?
«Per me è semplice. Io sono così come mi vedete (negli ultimi mesi al centro delle polemiche per l’uso di botox, ndr). Alle donne sono imposti codici e retaggi culturali: tacchi, rossetto, gonne. Siamo capitanati da uomini che dimenticano di essere stati partoriti da donne. Dovrebbero interiorizzare che senza le donne “non si cantano messe”, come si dice dalle mie parti. La vita per le donne è molto difficile».

 


Il suo modello di donna?
«Mia madre. Le mie zie. E Meryl Streep: adoro il suo personaggio in “Julie & Julia”».

 


Cosa si aspetta da questo Sanremo? 
«Di divertirmi. Di tornare a cantare. In primavera il nuovo disco: spero che ripartano i live. Manca il calore delle persone, gli assembramenti, i fan». 

Ultimo aggiornamento: 16:46 © RIPRODUZIONE RISERVATA