​Paolo Pietrangeli, morto il cantautore romano celebre per "Contessa" e regista di Amici e Maurizio Costanzo show

Lunedì 22 Novembre 2021
Paolo Pietrangeli, morto il cantautore romano che divenne celebre col brano Contessa
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«Compagni dai campi e dalle officine prendete la falce, portate il martello, scendete giù in piazza, picchiate con quello, scendete giù in piazza affossate il sistema». È il ritornello di «Contessa», uno degli inni del '68, senza dubbio il brano più famoso del repertorio di Paolo Pietrangeli, morto oggi a 76 anni a causa di una lunga malattia che già gli aveva impedito quest'anno di ritirare il premio Tenco, giusto riconoscimento alla sua opera di cantautore molto più ricca di «Contessa» o «Valle Giulia». Pietrangeli è stato un personaggio sicuramente insolito: figlio del regista Antonio e di Margherita Ferrone, negli anni '60 comincia a dedicarsi alla canzone popolare ed entra nel Nuovo Canzoniere Italiano: si ritrova così a pubblicare per I Dischi del Sole, a diretto contatto con Giovanna Marini (che sarà la seconda voce di «Contessa»), Ivan Della Mea, Michele Straniero, Fausto Amodei.

Paolo Pietrangeli, l'annuncio della morte

La sua caratteristica, al di là delle regole della canzone d'autore d'origine popolare, soprattutto dal vivo era la travolgente ironia e la capacità affabulatrice: l'apice dei suoi concerti, era la composizione istantanea di testi elaborati attorno a una parola chiesta al pubblico. Prima di dedicarsi alla regia televisiva lavorando al «Costanzo Show» e poi con Maria De Filippi ad «Amici» e «C'è posta per te», aveva fatto una gavetta d'alto livello come aiuto di Visconti in «Morte a Venezia» e Fellini in «Roma» e poi di Paul Morrissey in due film ispirati ad Andy Warhol, «Flesh for Frankstein» e «Blood for Dracula». Come regista ha firmato «Bianco e nero» nel 1974, un documentario sul neo fascismo e le sue collusioni con i Servizi deviati e nel 1977 «Porci con le ali», adattamento del best seller di Lidia Ravera e Marco Lombardo Radice, ripudiato dagli autori del libro ma comunque colpito dall'implacabile censura del tempo.

 

 

Insieme a Wilma Labate e Roberto Giannarelli nel 2001 ha diretto «Genova. Per noi», documentario sulle violenze legate alle manifestazioni nelle giornate del G8. Il suo ultimo disco, registrato insieme a Rita Marcotulli, è del 2015. Nella sua biografia ci sono vari tentativi falliti di entrare in Parlamento: nel 1996 con Rifondazione Comunista, nel 2001 per un seggio al Senato, nel 2018 con Sinistra Ecologia Libertà. In una recente intervista si era definito comunista e aveva dichiarato di essere ben felice di venire ricordato per «Contessa» aggiungendo con un certo orgoglio di averla sentita cantare dai giovanissimi in piazza

 

 

 

Maurizio Costanzo: «Va via un pezzo di vita»

«Più di vent'anni insieme al Maurizio Costanzo Show, poi una fiction che si chiamava 'Orazio' e c'era ugualmente lui. Va via un pezzo di vita». Così Maurizio Costanzo ricorda all'Adnkronos il regista e cantautore Paolo Pietrangeli, scomparso oggi all'età di 76 anni. «Mi rimarrà lo sguardo sornione e spiritoso -dice commosso Costanzo- e quel senso di tranquillità che mi dava quando stava in regia». Da molti anni, al Maurizio Costanzo Show era subentrato il primo cameramen di Pietrangeli, Valentino Tocco. «In assoluta continuità», osserva Costanzo, che aggiunge: «È una perdita anche umana, proprio della persona. Non pensavo mi dispiacesse tanto. Mi dispiace tanto».

 

 

 

Franceschini: «Scompare un grande autore della canzone italiana»

«Con Paolo Pietrangeli scompare un grande autore della canzone d'autore italiana, il cui talento creativo si è espresso non solo nella musica ma anche nella regia cinematografica e televisiva. Le note della sua 'Contessà hanno accompagnato l'impegno politico e scaldato i cuori di tanti e risuonano oggi nella testa di molti nel giorno della sua scomparsa». Così il Ministro della Cultura, Dario Franceschini, nell'apprendere della scomparsa di Paolo Pietrangeli.

Ultimo aggiornamento: 17:07 © RIPRODUZIONE RISERVATA