Controlli e code ritardano i film: minuziose verifiche di borse e zaini

Venerdì 3 Settembre 2021 di Alda Vanzan
Code e forze dell'ordine per l'accesso alla Mostra

VENEZIA - Mancavano solo i controlli minuziosi, come se i 9mila accreditati alla Mostra del cinema fossero 9mila potenziali terroristi. «Per cortesia, apra la borsa». «Svuoti le tasche». «Questa è una cintura? Mostri la cintura». «Computer? Vediamo il computer». E così la sequela di lagnanze a Venezia78 si allunga: dopo le difficoltà nelle prenotazioni, adesso i ritardi nelle proiezioni dei film perché la gente è bloccata in coda ai varchi in attesa dei controlli. Che, essendo appunto accurati, creano ingorghi. Un consiglio: oggi, per Spencer-lady Diana con Kristen Stewart e Dune con la star delle ragazzine Timothée Chalamet, meglio prendersi per tempo.

LE PRENOTAZIONI
Il festival era cominciato con la guerra dei blu contro i rossi, perché tra gli accreditati ci sono gerarchie differenti e i posti disponibili in sala per vedere i film non sono percentualmente uguali per tutti. Non lo sono mai stati, a dire il vero, ma il combinato disposto di posti dimezzati per garantire il distanziamento, più accreditati al Lido rispetto al 2020, l'obbligo della prenotazione e, non ultimo, un cartellone fitto di filmoni, ha prodotto non poche lagnanze. La Biennale ha apportato una modifica in corsa, la cosiddetta rush line: «In caso di disponibilità di posti rimanenti, le prenotazioni riservate Press/Industry, saranno abilitate anche alle altre tipologie di accredito, a partire dalle 24 ore antecedenti la proiezione». Ma non è vero - precisano alla Biennale - che è tutto sold out: «Posti liberi ce ne sono, dipende dalla capienza della sala e dalle categorie di accrediti ammessi».

LE BARRIERE
A tutto questo adesso si sono aggiunte le code per i controlli ai varchi di cemento antisfondamento. Primo controllo: la misurazione della temperatura. Secondo controllo: apertura di borse e zaini. Così, ogni volta che un pullman arriva ai varchi della Cittadella del cinema, ci sono cinquanta persone che si trovano in fila. Con la conseguenza che ieri, per consentire a tutti di entrare in sala, la Biennale ha disposto un ritardo prima di cinque minuti e poi di un quarto d'ora della proiezione del film di Sorrentino. Figuriamo oggi con Dune.
A funzionare egregiamente, invece, è il controllo del Green pass: la scelta della Biennale di far inserire la certificazione verde nel codice della tessera di accredito ha accelerato i controlli e, soprattutto, funziona. Il pezzo di carta resta solo per chi, non vaccinato, deve farsi il tampone. Ogni 48 ore. In due giorni sono stati fatti 676 test.

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