Cinema, è morta Giulia Mafai, costumista e scenografa per De Sica e Monicelli

Lunedì 27 Settembre 2021
Cinema, è morta Giulia Mafai, costumista e scenografa per De Sica e Monicelli

È morta a 91 anni la costumista e scenografa Giulia Mafai, L'annuncio della scomparsa è stato dato da «Shalom», il notiziario della Comunità Ebraica della Capitale. In un necrologio diffuso dalla sua famiglia, Mafai ha salutato tutti gli amici: «Conosco la fragilità della vita e la potenza della morte, separate da fili sottili. Ringrazio le mie figlie Ariel e Myrta, mio nipote Elia, l'arte e la vita per tutto quello che mi hanno dato». Era nata a Roma il 13 gennaio 1930, figlia del pittore Mario Mafai e della pittrice e scultrice Antonietta Raphaël. Giulia era la terza figlia della coppia, dopo la scrittrice e giornalista Miriam (1926-2012) e la politica Simona (1928-2019).

Con le sorelle aveva vissuto l'ambiente artistico e culturale della Roma tra le due guerre mondiali, fino alle leggi razziali del 1938 che sconvolsero le loro vite e degli ebrei italiani. Prima di quel momento, Mario Mafai e Antonietta Raphaël (nata in Lituania e figlia del rabbino locale) avevano riunito intorno a loro un gruppo di artisti che venne denominato «Scuola di via Cavour», luogo della loro abitazione alla fine degli anni Venti. Giulia Mafai ha collaborato con i registi e gli attori più famosi della sua epoca, tra cui Vittorio De Sica, Mario Monicelli, Sofia Loren, Marcello Mastroianni, Elliott Gould, Harvey Keitel e Keith Carradine. Ha lavorato tra i tanti film (vanta 61 crediti) sul set di «Anna» (1951) di Alberto Lattuada, «Un eroe dei nostri tempi» (1955) di Mario Monicelli, «Caporale di giornata» (1958) di Carlo Ludovico Bragaglia, «La ciociara» (1960) di De Sica, «La vendetta di Ercole» (1960) di Vittorio Cottafavi, «Il giudizio universale» (1961) di De Sica, «Il commissario» (1962) di Luigi Comencini, «Appuntamento in Riviera» (1962) di Mario Mattoli, «Il processo di Verona» (1962) di Carlo Lizzani, «Questi pazzi, pazzi italiani» (1965) di Tullio Piacentini, «Questo pazzo, pazzo mondo della canzone» (1965) di Bruno Corbucci e Giovanni Grimaldi (1965), «Yankee» (1966) di Tinto Brass, «Amici miei» (1975) di Monicelli (1975), «La casa stregata» (1982) di Corbucci, «L'inchiesta» (1986) di Damiano Damiani, «Separati in casa» (1986) di Riccardo Pazaglia. Il suo ultimo lavoro è stato per il film «La passione di Giosuè l'ebreo» (2005) di Pasquale Scimeca. Con il regista Maurizio Scaparro, Giulia Mafai è stata ideatrice e curatrice del Laboratorio del Carnevale di Venezia dal 1978 al 1985.

Un secolo di amicizia e impresa: parlano Roberto e Alvise, i titolari della Idea Group

È stata, inoltre, curatrice e organizzatrice di mostre di arte e di costume in Italia e all'estero. È autrice del libro «Storia del costume dall'età romana al Settecento» (Skira, 2011). È stata anche custode della memoria dei genitori e tra le sue ultime pubblicazioni si ricordano «Ragazza con il violino» (Skira, 2012) - incentrato sulla figura della madre - ed «Ebrei sul Tevere: storia, storie e storielle» (Gangemi, 2017). Una scultura realizzata dalla madre Antonietta nel 1936, intitolata «Le tre sorelle», le immortala assieme: Miriam legge un libro, mentre Simona e Giulia la ascoltano attente. «Un gesto semplice e sereno, ripetuto chissà quante volte nelle case ebraiche», commentava di recente Giulia Mafai. «La storia potrebbe finire qui, invece il dramma è alle porte: nel 1938 vengono emanate le leggi razziste e in tutte le case ebraiche viene distrutta ogni certezza, ogni dolcezza, il sogno di un futuro». Da qui la decisione di donare l'opera alla Fondazione Museo della Shoah, in occasione della passata edizione della Giornata Europea della Cultura Ebraica.

La follia, Basaglia e la novità del cinema

«Al ricordo delle vite distrutte prima ancora di incominciare a vivere, alla memoria di tutto quello che poteva essere e che per crudeltà umana è stato distrutto poniamo questo ricordo», il messaggio che ha accompagnato la donazione, come ricorda Moked, il portale internet dell'ebraismo italiano. Ad Antonietta Raphaël sarà presto ricordata in una mostra in preparazione alla Galleria Nazionale di Roma insieme alla sua famiglia di artisti. 

Ultimo aggiornamento: 16:39 © RIPRODUZIONE RISERVATA