"Mondiali di calcio", a Bologna la fiera delle figurine Panini

Beppe Signori e Roberto Baggio
In quella che è una delle culle per il mondo delle figurine dove da decenni nascono alcuni tra i più prestigiosi album - l'Emilia-Romagna - arriva il 13 gennaio un appuntamento per celebrare questa passione. È "Figurine Forever" organizzato all'Estragon Club di Bologna da un gruppo di appassionati come Emiliano Nanni, curatore della pagina Facebook "Figurine Forever" e Gianni Bellini, il maggior collezionista mondiale di album. Tema della prima edizione i "Mondiali di Calcio Panini".
Proprio nell'anno in cui l'Italia non sarà ai Mondiali, il programma prevede una mostra sugli album realizzati da Panini per questa competizione (dal primo, Mexico 70 a Brasile 2014); la fiera vera e propria con 40 tavoli di espositori e collezionisti; uno spazio di scambio di figurine per l'album dei calciatori 2017/18; e, infine, un incontro Amarcord condotto da Giorgio Comaschi con i grandi azzurri del passato da Roberto Boninsegna (Mexico70) a Eraldo Pecci (Argentina 78); da Beppe Signori (Usa 94) a Dino Zoff (Espana 82) che parteciperà telefonicamente. L'intero ricavato della giornata sarà devoluto all'Istituto Ramazzini per la ricerca sul Cancro.
Un mondo affascinante, quello delle figurine. Che nell'occasione sarà raccontato dalla Bbc che prima riprenderà la collezione di Bellini e poi l'incontro bolognese. Una fabbrica di aneddoti e curiosità, a partire dalla figurina del mitico Pizzaballa, principe degli introvabili a causa della sua assenza nel giorno delle foto di rito che lo fece finire fuori dalla prima edizione.
Le figurine. La colla. Per tanti un bel ricordo d'infanzia. Per alcuni una passione che può costare migliaia di euro (l'album di Mexico 70 autografato da Pelè è stato venduto pochi mesi fa per oltre 12 mila euro), per altri anche un pezzo della propria storia professionale «letteralmente un Amarcord - ricorda Signori in conferenza stampa - Perché ogni tanto lo si va a riaprire per vedere come eri pettinato o come eri strutturato in quel preciso anno». Sempre Signori svela anche il dietro le quinte della figurina: «Ti dicevano di venire al campo sbarbato e pettinato. E puntualmente fuori c'era sempre il vento, perciò era più il tempo per mettersi in posa che altro. Poi c'erano tutte le regole su come posizionarsi per la foto di squadra, con i più bassi davanti e tutto il resto. Alla fine quando veniva il fotografo Panini andava via una mattinata». Ma il lavoro era ricompensato: a ogni calciatore la casa editrice dava un album già completo. Mentre tutti gli altri, tra edicole e scambi, ci avrebbero passato dei mesi. 
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Mercoledì 10 Gennaio 2018, 21:44






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