Il viaggio di Gonzalo Rubalcaba, dal jazz alle atmosfere cubane

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Gonzalo Rubalcaba (foto Rosa)

di Gianpaolo Bonzio

MESTRE - Un musicista raffinato, che ha trasformato la sua variegata esperienza nel campo del jazz in un linguaggio per certi versi nuovo. È stata una serata ricca di sorprese quella di martedì al teatro Toniolo di Mestre dove il pianista cubano Gonzalo Rubalcaba, 55 anni, ha delineato un affascinate percorso sonoro nel quale a tratti emergevano elementi più marcatamente jazz e in altri armonie cubane. A sorprendere, infatti, è stato questo continuo gioco di rimando caratterizzato da un fraseggio essenziale, a volte quasi sussurrato, che di fatto non faceva che rafforzare il senso delle preziose ed efficaci melodie.
Cresciuto al fianco di Charlie Haden alla fine degli anni Ottanta, il pianista dell’Avana ha seguito l’esempio dell’indimenticabile contrabbassista statunitense eliminando ogni ridondanza ed ogni asprezza e concentrandosi così su un fraseggio davvero delicato. Con questo stile Rubalcaba ha quindi proposto un’improvvisazione jazz corposa e al tempo stesso mai banale arricchita da evidenti echi classici che sono via via emersi in ogni brano.
Ma la parte più interessante, come era facile prevedere, è quando il musicista ha riproposto alcuni temi di “Nocturne”, l’album firmato insieme a Charlie Haden nel quale l’atmosfera notturna dell’Avana si colora delle tenui tinte della musica popolare cubana di inizio Novecento. Il pubblico ha apprezzato con entusiasmo questo raffinato itinerario ottenendo tre bis di elevato impatto. L’unico rammarico è rappresentato dal fatto che solamente duecento spettatori hanno assistito a questa emozionante performance (che ha chiuso l’articolata rassegna del Venezia festival) di una delle figure di spicco dell’attuale scena jazz internazionale.
 
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Mercoledì 14 Novembre 2018, 18:23






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1 di 1 commenti presenti
2018-11-15 09:02:58
Concerto meraviglioso. Seguo l'artista fin dagli esordi e direi che è maturato nel migliore dei modi. Il numero di spettatori purtroppo riflette il livello culturale medio della piazza. Peccato, Rubalcaba in contesti meno grezzi riempie i teatri.