Giornata Memoria, identificato il “treno della morte” alla stazione Tiburtina

Uno studio inedito ha riconosciuto il punto esatto da cui partì il convoglio con i 1020 ebrei romani deportati dai nazisti

Martedì 25 Gennaio 2022 di Laura Larcan
Giornata Memoria, identificato il “treno della morte” alla stazione Tiburtina

Un binario morto, rettilineo, dove stazionava un treno che pareva di una lunghezza sterminata. Con decine di carri bestiame sprangati. E un “vocio” di disperazione che veniva da lì dentro. Elsa Morante lo descriveva così, ne “La Storia”, quel convoglio in partenza dal ventre della Stazione Tiburtina, carico di tragedia umana. Lei che si era documentata in modo dettagliato sulla topografia originaria della stazione, tra testimonianze e sopralluoghi. E proprio questi indizi letterari hanno condotto alcuni studiosi sulle tracce del luogo esatto del primo treno della deportazione degli ebrei da Roma.

 

Giornata della Memoria, la Stazione Tiburtina e il "treno dello sterminio"

 

Giornata Memoria, identificato il “treno della morte”

Quei binari “morti” da cui il 18 ottobre del 1943 partì il convoglio con i 1020 ebrei romani deportati dai nazisti. «È pensiero comune che il treno nel quale furono stipati gli ebrei rastrellati dai nazisti il 16 ottobre 1943, sia partito due giorni dopo da uno dei binari di testa della Stazione Tiburtina. Ma ora nuovi documenti hanno permesso di localizzare il sito di stazionamento e partenza sul lato opposto della stazione, quello di via Camesena, dove si trovava lo scalo merci, e che oggi coincide con la zona adibita a parcheggio di via Altiero Spinelli». Lo racconta con l’emozione nella voce Lorenzo Grassi, coordinatore Gruppo Ipogei bellici dell’associazione Sotterranei di Roma, che ha partecipato alla ricerca. Lo scenario oggi è tutto cambiato, il paesaggio urbanistico si è trasformato. La toponomastica echeggia la storia con quell’indicazione di via dello Scalo Tiburtino, riportando alla memoria quelle «zone di smistamento e di manovra», dove venivano convogliati gli autocarri dei nazisti (così come aveva annotato Elsa Morante).

 

 

L’IMPRESA

Tutto è nato dall’intuizione di Fausto Angelelli, che dal 1944 al 1960 ha abitato nello scalo. Suo padre era ferroviere con l’alloggio di servizio. È partito da una foto aerea del 1943 con cui ha studiato il posizionamento dei tre serbatoi d’acqua (ancora esistenti), per poi prendere le misure su una planimetria della vecchia stazione risalente agli anni Sessanta. Cartografie d’epoca, documenti ritrovati e confronti con le panoramiche di Google Maps hanno fatto il resto, a supporto degli indizi chiave dati dai libri di Robert Katz ed Elsa Morante. E i binari del “treno dello sterminio” coincidono oggi con la rampa di accesso e le due corsie del parcheggio di via Spinelli, all’ombra dell’avveniristico palazzo di vetro a punta, del centro direzionale della nuova stazione Tiburtina. «In particolare, la testata del binario più probabile come luogo di partenza del treno si trova al termine di una rampa pedonale di collegamento con la sottostante via dello Scalo Tiburtino, dove resta oggi una piccola aiuola verde», indica Grassi. «Qui potrebbe essere collocata una stele commemorativa - aggiunge lo studioso - L’intento di questa ricerca è quello di collaborare per realizzare insieme al Campidoglio un memoriale in situ». «Sino a tempi recenti - ricorda Fausto Angelelli - sul lato di via e largo Camesena era ancora presente un cancello che portava ai binari: veniva utilizzato per i convogli carichi di sigarette dei Monopoli. In seguito la realizzazione della nuova Stazione Tiburtina ha modificato completamente l’area». 

Ultimo aggiornamento: 15:04 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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