Adriano Celentano, il figlio Giacomo in tv: «Ho difficoltà a lavorare perché cristiano»

Adriano Celentano, il figlio Giacomo in tv: «Ho difficoltà a lavorare perché cristiano»
E' figlio d'arte, cantautore come papà Adriano Celentano eppure ha difficoltà a lavorare. Motivo? La sua fede religiosa. Lo racconta lui Giacomo Celentano - secondogenito di Adriano Celentano e Claudia Mori -  che ha parlato nel programma "Storie italiane" delle difficoltà che ormai da anni incontra nel mondo dello spettacolo. «Sono 5/6 anni che, a causa del mio percorso di fede, io sono bandito dai mass media ufficiali - ha spiegato - Quando devo portare a far ascoltare un mio brano musicale, perché sono anche un cantautore, ad una casa discografica, mi scartano. Un credente che fa questo mestiere pubblico va controcorrente quasi sempre».

 
 

Un ostacolo importante, che però non ferma la sua passione: «Continuo a fare i miei due mestieri, cantautore e scrittore. Dato che il mio Signore Gesù mi ha donato dei talenti artistici, il mio dovere di cristiano è farli fortificare. In questi anni ho avuto difficoltà a promuovere quello che faccio. Soprattutto tra gli addetti ai lavori. E non c'entra il mio cognome. Nonostante le difficoltà, vado avanti con i miei lavori. E' il Vangelo che me lo chiede».

Sposato con Katia, papà di Samuele (finora unico nipote di Adriano Celentano e Claudia Mori), Giacomo ha praticato la castità prima del matrimonio: "Mi ha trasmesso la sua fede. Dopo un anno di amicizia ci siamo innamorati e fidanzati, abbiamo deciso di rispettare questo valore della castità prematrimoniale". “
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Mercoledì 13 Marzo 2019, 11:32






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5 di 15 commenti presenti
2019-03-14 13:54:46
Semplicemente non ha lo stesso talento del padre, capita ai figli d'arte.
2019-03-14 13:30:32
Non è il primo nè sarà l'ultimo. Essere credenti viene visto come roba da sfigati. Già negli anni '70 il noto gruppo prog rock Le orme, uno dei maggiori e migliori in Italia, veniva malvisto in quanto dichiaratamente di idee cristiane e non invece politicamente impegnato come il pensiero unico dell'epoca imponeva (ossia di essere di sinistra altrimenti eri automaticamente un fascista). Lo stesso grande Lucio Battisti fu accusato di essere di destra, solo perchè all'epoca non faceva testi impegnati (impegnati a sinistra, ovviamente) e nonostante non avesse mai dichiarato alcuna appartenenza politica. Poi però sono quelli di sinistra quelli moralmente superiori, quelli dalla mentalità aperta, quelli tolleranti, quelli democratici. Al punto che o la pensi come loro o sei fuori dai giochi e perdipiù infangato e infamato da accuse patetiche. Che si faccia una propria casa discografica e mandi a quel paese i benpensanti.
2019-03-14 09:30:44
ce ne sono tanti nel mondo dello settacolo e lavorano comunque! forse è più un rompiscatole che un cristiano.
2019-03-14 07:30:29
Caro Bortolin, prima di scrivere a vanvera, leggiti almeno la costituzione, non abbiamo una religione si stato!. Articolo 19: Tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma, individuale o associata, di farne propaganda e di esercitarne in privato o in pubblico il culto, purché non si tratti di riti contrari al buon costume. Articolo 20: Il carattere ecclesiastico e il fine di religione o di culto d’una associazione od istituzione non possono essere causa di speciali limitazioni legislative, né di speciali gravami fiscali per la sua costituzione, capacità giuridica e ogni forma di attività.
2019-03-14 11:20:01
Purtroppo le cose non stanno proprio cosi'. La semplice presenza degli articoli 7 e 8 della Costituzione e' una dimostrazione che esistono cittadini di serie A, i cattolici tutelati dal concordato, cittadini di serie B, gli aderenti a religioni diverse dalla cattolica, e cittadini di serie C, quelli che non aderiscono a nessuna religione e che non possono accedere neppure a un'intesa con lo Stato. A tutto cio' puo' aggiungere la presenza a scuola dell'insegnamento di una sola materia religiosa, la religione cattolica, che prevede insegnanti scelti dalla curia ma pagati da tutti i cittadini. Infine le ricordo che la chiesa cattolica costa ai contribuenti oltre 6 miliardi di euro l'anno. Se non sono privilegi questi...