«Il maiale di Roma? È femmina, si chiama Claretta Petacci»: bufera su Gene Gnocchi. Lui replica: «È un malinteso»

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«Il suino di Roma? È femmina, si chiama Claretta Petacci»: bufera su Gene Gnocchi
Bufera e proteste sul web contro Gene Gnocchi, nelle foto,dopo una sua battuta a “DiMartedì”, riferita alle foto rilanciate nei giorni scorsi da GiorgiaMeloni. «E’ unmaiale femmina. Si chiama Claretta Petacci”, ha detto il comico durante il suo spazio, tirando dunque in ballo l’amante di BenitoMussolini. Insorgono la destra e il centrodestra. Dure repliche al comico arrivano da Fratelli d’Italia. E se RacheleMussolini, consigliere comunale a Roma con laMeloni, parla di turpiloquio greve e sciatto, AlessandraMussolini (Forza Italia) attacca: «Gnocchi, tu sei un verme».

'Blitz' dei militanti faentini di Forza Nuova, la scorsa notte, fuori dall'abitazione di Gene Gnocchi, per protestare contro la satira del comico durante la trasmissione su La7 'Di martedì', che ha avuto ad oggetto anche la figura di Claretta Petacci. Gli esponenti del movimento di destra hanno affisso, sulla cancellata della dimora dell'artista uno striscione con scritto "Vigliacco".

Quello della battuta che ha coinvolto la figura di Claretta Petacci, «è un malinteso pazzesco: mai e poi mai infierirei su dei morti». Così, parlando in mattinata alla trasmissione 'Circo Massimò su Radio Capital, il comico Gene Gnocchi è intervenuto sulla vicenda del suo siparietto a 'Di Martedì' che ha spinto esponenti di Forza Nuova a esporre uno striscione con scritto 'Vigliaccò, fuori dalla sua abitazione a Faenza, nel Ravennate. «Se qualche sensibilità è stata toccata - ha osservato - mi dispiace profondamente ma io rivendico il diritto di fare satira».

Secondo l'artista emiliano, «l'obiettivo» del suo intervento televisivo «era la Meloni che ha continuato a postare le foto di questo maialino in giro per Roma: mi sono venute in mente quelle persone che postano le foto quando perdono i loro gatti, i loro cagnolini. La Meloni ha perso un maiale e per dargli un nome abbiamo detto questo nome, poteva essere qualunque altro nome per un animale da compagnia. Era una cosa lontanissima da me l'idea di dileggiare Claretta Petacci». Quanto allo striscione sotto casa, ha detto Gnocchi, «può anche capitare una cosa così ma per un malinteso... Il sito di Fn dice che non ho la scorta e posso essere manganellato: queste cose mi mettono tristezza, per una cosa da niente...».

Ad ogni modo, ha osservato, «non ingigantiamo questi episodi. Bisogna ricondurre le cose ai loro ambiti primari. Faccio questo lavoro da più 30 anni e credo che si debba almeno vedere riconosciuta l'assoluta indipendenza da qualunque schieramento da qualunque cosa: a 'Di Martedì' prendiamo in giro tutto l'arco costituzionale. Non sono mai appartenuto a un'area - ha concluso -: posso avere delle simpatie ma questo non mi esime da fare il mio lavoro».
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Giovedì 18 Gennaio 2018, 08:40






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5 di 12 commenti presenti
2018-01-19 16:34:15
mi pare che si sta confondendo la satira con il malcostume. non serve offendere per fare satira e men che meno i morti. essere amanti di qualcuno non vuol dire essere maiali, anzi costei ha dimostrato di volere veramente bene a quella persona anche davanti ad un mitra.
2018-01-19 09:15:16
Questa patetica giustificazione ha un pregio soltanto, rispetto alla battuta iniziale: perlomeno fa ridere.
2018-01-19 09:15:09
se anzichè un maiale, fosse stato, che ne so, una tigre, sarebbe stato applaudito. resta il fatto che quel maiale non è selvatico, e, nel centro di roma , è stato portato da qualcuno interessato a denigrare l'attuale amministrazione. Per cui, chi è causa del proprio male......
2018-01-19 11:21:22
Denigrare Roma è come sparare sulla croce rossa, il degrado c’è, solo che la Raggi doveva cambiare tutto e tutto è come prima, ennesima prova che il problema maggiore di Roma non è il capitano delle nave, ma i marinai.
2018-01-19 11:22:06
Denigrare Roma è come sparare sulla croce rossa, il degrado c’è, solo che la Raggi doveva cambiare tutto e tutto è come prima, ennesima prova che il problema maggiore di Roma non è il capitano delle nave, ma i marinai.